J.R. WARD.
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UN AMORE IMMORTALE.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 2.
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Parte 2.
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Titolo originale: Lover Eternal. 2006.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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CAPITOLO 25.
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Mentre la luce del pomeriggio si affievoliva sul bosco, O fece marcia indietro con il Toro
Dingo, scansando la montagnola di terra che aveva appena accumulato.
Sei pronto per i tubi? grid U.
S. Comincia a metterne gi uno. Vediamo come va.
Un condotto fognario in metallo composito ondulato del diametro di una novantina di
centimetri e lungo un paio di metri venne calato fino in fondo al buco. Ci entrava alla perfezione.
Sistemiamo anche gli altri due disse O.
Venti minuti dopo le tre sezioni di tubo erano allineate. Con l'aiuto del bulldozer, O spinse
dentro il terriccio mentre altri due lesser tenevano fermi i condotti.
Mi sembra vada bene consider U girando intorno allo scavo. Direi benissimo. Ma come
facciamo a infilarci dentro i civili e a tirarli fuori?
Con un sistema di imbracature spieg O spegnendo il Dingo e avvicinandosi per guardare i
condotti. Le usano i rocciatori per le scalate. Si trovano nei negozi di articoli sportivi, tipo Dick's
Sporting Goods. Siamo abbastanza forti da sollevare i civili anche a peso morto, e poi comunque
saranno narcotizzati, o stremati, quindi non opporranno molta resistenza.
 un'idea grandiosa mormor U. E come ce li chiudiamo dentro?
I coperchi saranno in rete metallica, con un peso al centro.
O alz lo sguardo verso il cielo azzurro. Quanto manca per il tetto?
Adesso tiriamo su l'ultimo muro. Poi non ci resta che sistemare le travi del sottotetto e i
lucernari. La copertura non richieder molto e il rivestimento esterno degli altri tre muri  gi pronto.
Poi porter qui gli attrezzi, mi procurer un tavolo e domani sera saremo pronti a partire.
Per allora avremo le tendine sui lucernari?
Certo, avvolgibili. Si possono alzare e abbassare.
Fantastico. La luce del sole era la domestica migliore che un lesser potesse desiderare. Ne
bastava poca: la luce entra in una stanza, illumina tutto quanto, evoil!, del vampiro non resta pi
niente, neanche un granello di polvere.
O accenn con la testa al pick-up. Ci penso io a riportare il Toro dove l'abbiamo noleggiato.
Hai bisogno che ti prenda qualcosa in citt?
No. Siamo a posto cos.
Tornando a Caldwell dopo aver caricato il bulldozer sull'F-150, O avrebbe dovuto essere di
buon umore. I lavori procedevano bene, la squadra accettava di buon grado il suo comando, Mr X non
aveva pi tirato in ballo i Beta. Invece si sentiva soltanto... morto. Che ironia della sorte, per uno che da
tre anni non era pi vivo.
Gi un'altra volta gli era capitato di sentirsi cos.
Ai tempi di Sioux City, prima di diventare un lesser, odiava la vita che faceva. Aveva finito le
superiori per miracolo e non c'erano soldi per fargli proseguire gli studi, nemmeno in una universit
pubblica, quindi le sue possibilit di carriera erano limitate. Lavorare come buttafuori aveva messo a
frutto la sua stazza e la sua vena di crudelt, ma non era molto divertente: gli ubriachi tendevano a non
reagire, e menare uno privo di conoscenza era stimolante come picchiare una mucca.
L'unica cosa positiva era stato l'incontro con Jennifer. Lei lo aveva salvato dalla noia mortale e
lui l'aveva amata per questo. Nel piatto scenario della sua esistenza, Jennifer rappresentava il brivido,
l'eccitazione e l'imprevedibilit. Tutte le volte che lo prendeva uno dei soliti accessi di rabbia, Jennifer
rispondeva ai suoi pugni, anche se era pi piccola di lui e pi vulnerabile. O non aveva mai capito se lo
faceva perch era troppo scema per realizzare che alla fine avrebbe avuto la peggio o perch ormai era
assuefatta a essere picchiata da suo padre. In ogni caso, O si godeva quello che lei aveva da dargli e poi
la massacrava di botte. Medicarle le ferite, dopo, quando la collera si era placata, gli aveva regalato i
momenti pi teneri della sua vita.
Come tutte le cose belle, anche quella era finita. Dio, quanto gli mancava Jennifer! Lei era stata
l'unica a capire quanto amore e odio fossero intrecciati in modo indissolubile in fondo al suo cuore,
l'unica in grado di gestirli entrambi allo stesso tempo. Se ripensava ai suoi lunghi capelli scuri e al suo
corpo snello ne sentiva terribilmente la mancanza, aveva quasi l'impressione che lei fosse l, vicino a
lui.
Giunto a Caldwell, ripens alla prostituta che aveva avvicinato la mattina precedente. Alla fine
la donna gli aveva dato quello di cui lui aveva bisogno, anche se per farlo aveva dovuto perdere la vita.
E adesso, mentre guidava, O scrutava i marciapiedi in cerca di un'altra valvola di sfogo. Purtroppo nel
commercio della carne le brune erano pi difficili da trovare delle bionde. Magari poteva comprare una
parrucca e ordinare alle puttane di mettersela.
Ripens alle persone che aveva fatto fuori. Il suo primo omicidio era stato per legittima difesa.
Il secondo era stato un errore. Il terzo era stato a sangue freddo. Cos, quando era approdato sulla costa
orientale in fuga dalla polizia, ne sapeva gi qualcosa in fatto di morte.
All'epoca, con Jennifer da poco scomparsa, il dolore che sentiva nel petto era come una cosa
viva, un cane rabbioso che aveva bisogno di sgranchirsi le zampe prima di distruggerlo. Entrare nella
Societ era stato un miracolo. La Lessening Society lo aveva salvato da un tormentoso sradicamento,
fornendogli un obiettivo, uno scopo e uno sfogo per lo strazio che lo torturava.
Adesso, per, in qualche modo tutti quei vantaggi erano svaniti e lui si sentiva svuotato. Proprio
come cinque anni addietro, a Sioux City, subito prima di incontrare Jennifer.
Be', quasi come allora, pens, parcheggiando davanti all'autonoleggio.
A quei tempi era ancora vivo.
Sei uscita dalla vasca?
Mary rise, spost il telefono all'altro orecchio e affond ancora di pi nei cuscini. Erano le
quattro di mattina passate da poco.
S, Rhage.
Non riusciva a ricordare l'ultima volta che aveva passato una giornata altrettanto magnifica.
Dormire fino a tardi. La colazione servita a letto insieme a libri e riviste. La Jacuzzi.
Era come stare in un centro benessere. Be', un centro benessere dove il telefono squillava in
continuazione. Ormai aveva perso il conto delle volte che Rhage l'aveva chiamata.
Fritz ti ha portato quello che gli avevo chiesto?
Come ha fatto a trovare delle fragole fresche in pieno ottobre?
Abbiamo i nostri sistemi.
E i fiori sono splendidi disse Mary ammirando il mazzo di rose, digitali, tulipani e delfinium.
Primavera ed estate riunite in un vaso di cristallo. Grazie.
Sono contento che ti piacciano. Avrei tanto voluto poterli comprare di persona. Mi sarei
divertito a scegliere solo i pi perfetti. Li volevo coloratissimi e profumati.
Missione compiuta.
In sottofondo sent delle voci maschili, poi quella di Rhage, pi bassa. Ehi, sbirro, ti spiace se
uso la tua camera da letto? Ho bisogno di un po' di privacy.
La risposta giunse soffocata, poi si ud il rumore di una porta che si chiudeva.
Ciao disse Rhage in un sussurro caldo e sensuale. Sei a letto?
Mary sent un fremito in tutto il corpo. S.
Mi manchi.
Lei apr la bocca, ma non ne usc niente.
Mary? Sei ancora l? Quando la sent sospirare aggiunse: Questo non mi suona bene. Sto
diventando troppo sincero per i tuoi gusti?.
Solo questa settimana ho avuto otto femmine diverse.
Oh, Dio. Non voleva innamorarsi di lui. Non poteva permetterselo nella maniera pi assoluta.
Mary?
Non... dirmi pi certe cose.
Ma  quello che sento.
Mary non replic. Che cosa poteva dire? Che anche per lei era lo stesso? Che sentiva la sua
mancanza anche se gli aveva parlato ogni ora per tutto il giorno? Era la verit, ma non ne era affatto
contenta. Lui era troppo maledettamente bello... Dio mio, persino Wilt Chamberlain* avrebbe
sfigurato, al suo confronto.
[* Leggendario cestita e allenatore di pallacanestro statunitense, pivot dei Los Angeles Lakers,
famoso anche come dongiovanni: nella sua autobiografia si era vantato di aver fatto lamore con
ventimila donne]
Perci, se anche fosse stata sana come un pesce, con lui poteva star certa di imboccare la via del
disastro. Se poi a tutto ci si aggiungeva quello che l'attendeva sul piano medico-sanitario...
Lasciarsi coinvolgere emotivamente da lui era assurdo.
In quel silenzio prolungato, Rhage imprec. Stanotte abbiamo un mucchio di cose da fare. Non
so quando riuscir a tornare, ma tu sai dove trovarmi se hai bisogno di me.
Quando la comunicazione venne interrotta, Mary si sent uno schifo. Tutte le sue elucubrazioni
sulla necessit di mantenere il giusto distacco non stavano funzionando granch.
CAPITOLO 26
i intorno. Niente. Nessun rumore n odore di lesser. Nessun indizio che da anni qualcuno
mettesse piede in quel silenzioso angolo di bosco. E lo stesso valeva per gli altri terreni che avevano
perlustrato.
Che cosa cavolo ci facciamo qui? bofonchi.
Conosceva gi la fottutissima risposta. La notte prima Tohr era incappato in unlesser lungo un
tratto isolato della Route 22. L'assassino se l'era filata nel bosco in sella a una moto fuoristrada, ma nel
farlo aveva perso un foglietto molto prezioso: un elenco di grossi appezzamenti di terreno in vendita ai
confini di Caldwell.
Quel giorno Butch e V avevano condotto una ricerca su tutte le propriet vendute negli ultimi
dodici mesi, in citt e nei paesi circostanti. Erano saltati fuori una cinquantina di terreni agricoli. Fino a
quel momento Rhage e V ne avevano controllati cinque, e altrettanto stavano facendo i gemelli in
un'altra zona. Nel frattempo, alla Tana, Butch compilava i rapporti sul campo e tracciava una mappa in
cerca di un possibile schema segreto. Ci avrebbero messo un paio di notti a setacciare tutti gli
appezzamenti, perch non potevano smettere di pattugliare il territorio e in pi c'era da monitorare la
casa di Mary.
Rhage si aggirava nervoso nella speranza che alcune delle ombre nel sottobosco si tramutassero
inlesser. Cominciava a detestare i rami degli alberi. Quando si agitavano, sospinti dal vento,
diventavano fastidiosissimi.
Dove sono quei bastardi?
Tranquillo, Hollywood lo ammon V lisciandosi il pizzetto e calandosi ancora pi sulla fronte
il berrettino dei Sox. Dio, quanto sei teso, stasera.
Teso non rendeva neanche lontanamente l'idea. Aveva i nervi a fior di pelle. Aveva sperato che
stare lontano da Mary, durante il giorno, fosse d'aiuto, e aveva puntato sulla possibilit di scatenarsi in
un bello scontro quella sera. Contava anche sullo sfinimento dovuto alla mancanza di sonno.
Be', niente da fare su tutti i fronti: la crescente disperazione con cui desiderava Mary sembrava
indipendente dalla sua vicinanza, non si vedeva l'ombra di unlesser e le quarantottore in cui non aveva
chiuso occhio erano servite solo a renderlo pi aggressivo.
Peggio ancora, erano gi le tre del mattino: ormai non c'era quasi pi tempo per trovare sollievo
nella battaglia di cui aveva tanto bisogno.Maledizione...
Rhage disse V agitando nell'aria la mano guantata. Ci sei o no, fratello?
Come hai detto, scusa? replic Rhage grattandosi gli occhi. La faccia. I bicipiti. Gli sembrava
di avere addosso un vestito di formiche.
Ha proprio la testa da un'altra parte.
Nooo, sto bene...
Allora perch ti gratti le braccia in quel modo?
Rhage lasci ricadere le mani. Solo per cominciare a grattarsi le cosce.
Dobbiamo assolutamente portarti al One Eye. Stai perdendo la testa. Hai bisogno di fare un po'
di sesso.
Scordatelo.
Phury mi ha detto in che stato ti ha trovato, fuori in corridoio.
Certo che voi siete un branco di vecchie comari, senza scherzi.
Se non vuoi farti la tua femmina e non puoi scaricarti facendo a botte, che alternativa
proponi?
Non  detto che debba andare sempre cos disse Rhage muovendo la testa nel tentativo di
sciogliere le spalle e il collo. Non  cos che funziona. Sono cambiato, tutto qua. Non  detto che la
bestia salti fuori di nuovo...
Con tutti i tuoi "non  detto" ti ritroverai nella merda fino al collo. Sei con le spalle al muro,
fratello. E sai cosa devi fare per uscirne, giusto?
Quando Mary sent la porta che si apriva si svegli tra l'intontito e il disorientato. Anche quella
notte le era venuta la febbre.
Rhage? farfugli.
S, sono io.
Dalla voce sembrava furibondo, pens Mary. E aveva lasciato la porta aperta, quindi
probabilmente non si sarebbe fermato a lungo. Forse ce l'aveva ancora con lei per via di quell'ultima
telefonata.
Dall'interno della cabina armadio le giunse un rumore metallico e poi un fruscio di stoffa, come
se Rhage si fosse infilato una camicia pulita. Quanto usc punt dritto verso il corridoio, con il trench
che svolazzava alle sue spalle. Il pensiero che se ne andasse senza salutarla era per certi versi
scioccante.
Afferr la maniglia e si ferm. La luce proveniente dal corridoio gli illuminava i capelli biondi
e le spalle poderose. Il volto, di profilo, era al buio.
Dove stai andando? chiese lei rizzandosi a sedere.
Ci fu un lungo silenzio. Fuori.
Perch aveva l'aria di volersi scusare? si chiese Mary. Non le serviva un baby-sitter. Se lui
aveva delle faccende da sbrigare...
Oh, giusto. Le donne. Stava uscendo per andare a donne.
Il suo petto si trasform in un pozzo freddo e umido, specialmente quando guard il mazzo di
fiori che le aveva regalato. Dio, al pensiero che toccasse un'altra donna come aveva fatto con lei le
veniva da vomitare.
Mary, mi dispiace.
Lei si schiar la gola. Non ce n' motivo. Tra noi due non c' niente, quindi non posso certo
pretendere che cambi le tue abitudini per me.
Non  un'abitudine.
Ah, giusto. Scusa. Diciamo una dipendenza, allora.
Segu un lungo silenzio. Mary, io... se ci fosse un altro modo...
Di fare cosa? chiese lei, ma poi agit subito la mano avanti e indietro. No, non rispondere.
Mary...
No, Rhage. Non sono affari miei. Vattene e basta.
Tengo il cellulare acceso nel caso tu...
S. Mi saproprio che ti chiamer.
Lui la fiss per un attimo, poi la sua ombra nera spar oltre la soglia.
CAPITOLO 27
Finito di lavorare da Moe's, John Matthew rincas alle tre e mezzo del mattino seguendo la
pattuglia della polizia. Aveva il terrore delle ore che precedevano l'alba. Seduto nel suo appartamento si
sarebbe sentito in gabbia, ma era troppo tardi per mettersi a gironzolare per strada. Eppure... Dio, era
cos irrequieto che avvertiva il sapore dell'agitazione in bocca. E non avere nessuno con cui parlare lo
faceva stare male.
Aveva proprio bisogno di un consiglio. Da quando Tohrment se n'era andato aveva una gran
confusione in testa. Si chiedeva se avesse fatto la cosa giusta. Continuava a ripetersi che era cos, ma
poi lo assalivano dubbi e ripensamenti.
Avrebbe tanto voluto parlare con Mary. La sera prima era andato a casa sua, ma l'aveva trovata
buia e sbarrata. Non si era pi fatta viva neanche al Telefono Amico. Era svanita nel nulla, e la
preoccupazione per lei era un motivo in pi per essere nervoso.
Ormai era quasi arrivato; not un autocarro parcheggiato davanti al suo palazzo. Il pianale era
pieno di scatoloni, come se qualcuno stesse traslocando.
Strano orario per un trasloco, pens sbirciando il carico. Vedendo che non c'era nessuno di
guardia, si augur che il proprietario tornasse alla svelta. Altrimenti tutta quella roba sarebbe sparita.
Entr nell'androne e cominci a salire le scale, ignorando i mozziconi di sigaretta, le lattine di
birra vuote e i sacchetti di patatine accartocciati. Giunto al primo piano strizz gli occhi. Per terra,
lungo tutto il corridoio, si era rovesciato qualcosa. Qualcosa color rosso scuro...
Sangue.
Indietreggi, gli occhi fissi sulla porta del suo monolocale. Al centro c'era una specie di
macchia a raggiera, come se la testa di qualcuno... Ma poi vide la bottiglia verde scuro rotta. Vino
rosso. Era soltanto vino rosso. La coppia di alcolizzati che viveva nell'appartamento di fianco era uscita
di nuovo a litigare sul pianerottolo.
Le spalle si rilassarono.
Mi scusi disse qualcuno.
John si spost di lato e guard in su.
Si irrigid.
L'uomo grande e grosso che torreggiava sopra di lui indossava pantaloni mimetici neri e un
giubbotto di pelle. I capelli e la pelle erano bianchissimi, e gli occhi slavati avevano una luce strana.
Male. Non morto.
Nemico.
Quello era il suo nemico.
Che macello a questo piano disse lo sconosciuto scrutandolo con attenzione. Qualcosa non
va?
John scosse la testa con forza, abbassando gli occhi. Il suo primo impulso fu di correre dentro
casa, ma non voleva fargli sapere dove abitava.
Sei palliduccio, amico continu l'altro facendo una risatina gutturale.
John alz i tacchi precipitandosi gi dalle scale e fuori per strada. Corse fino all'angolo, svolt a
sinistra e prosegu. Continu a correre finch non rimase senza fiato. Strizzandosi nello spazio angusto
tra un edificio di mattoni e un cassonetto dell'immondizia, si ferm ansante.
Nei suoi sogni lui combatteva contro uomini pallidi. Uomini pallidi vestiti di nero con due occhi
senz'anima.
Il mio nemico.
Tremava al punto da non riuscire quasi a infilare la mano in tasca. Tir fuori un quarto di
dollaro e lo strinse talmente forte che la moneta gli lasci il segno nel palmo. Dopo aver ripreso fiato
mise fuori la testa nel vicolo e controll a destra e a sinistra. Nessuno, e nessun rumore di passi
sull'asfalto. Il suo nemico non lo aveva riconosciuto.
John lasci il rifugio dietro il cassonetto avviandosi a passo svelto in fondo alla strada.
La cabina telefonica tutta ammaccata era coperta di graffiti, ma lui sapeva che funzionava
perch era da l che aveva chiamato tante volte Mary. Infil la moneta nella fessura e compose il
numero che Tohrment gli aveva dato.
Dopo il primo squillo scatt la casella vocale; la voce metallica ripet il numero che lui aveva
appena fatto.
John attese il bip. E poi fischi.
CAPITOLO 28
La porta si apr e lei ebbe un tuffo al cuore. Rhage torreggiava sulla soglia mentre qualcun altro
parlava.
Dio, che scazzottata incredibile quando siamo usciti dal bar. Sembravi indemoniato.
Lo so mormor Rhage.
Sei proprio un fenomeno, Hollywood, e non solo nel corpo a corpo. Quella femmina che
hai...
Ciao, Phury.
La porta si chiuse e si accese la luce nella cabina armadio. A giudicare dai vari scatti e rumori
metallici, Rhage si stava togliendo le armi. Quando usc fece un profondo sospiro.
Mary finse di dormire mentre i passi di lui esitavano ai piedi del letto prima di avviarsi in
bagno. Quando sent scorrere l'acqua della doccia, immagin tutto quello che Rhage si stava lavando
via di dosso. Sesso. Violenza.
Specialmente il sesso.
Si copr il volto con le mani. Oggi sarebbe tornata a casa. Avrebbe fatto i bagagli e avrebbe
infilato la porta. Rhage non poteva costringerla a restare; non era responsabile per lei soltanto perch
credeva di esserlo.
L'acqua smise di scorrere.
Il silenzio risucchi l'aria della stanza e le manc il respiro nello sforzo di rimanere ferma.
Gett via le coperte e si lanci verso la porta. Strinse le mani intorno alla maniglia cercando di far
scattare la serratura, tirando, spingendo, scalmanata.
Mary disse Rhage alle sue spalle.
Lei trasal, armeggiando sempre pi febbrilmente con la porta.
Lasciami uscire. Devo uscire... non posso pi restare in questa stanza insieme a te. Non posso
stare qui... con te. Sent le mani di lui sulle spalle. Non toccarmi.
Barcoll per tutta la stanza prima di fermarsi nell'angolo pi lontano da lui. Improvvisamente si
rese conto che non poteva andare da nessuna parte: non c'era modo di uscire. Rhage si era piazzato
davanti alla porta e lei aveva il sospetto che fosse lui a bloccare le serrature.
In trappola, si strinse le braccia intorno al petto appoggiandosi al muro per non cadere. Non
sapeva cosa avrebbe fatto se lui l'avesse toccata di nuovo.
Ma Rhage non ci prov nemmeno.
And a sedersi sul letto, un asciugamano intorno ai fianchi, i capelli bagnati. Si pass una mano
sulla faccia, sulla mascella. Aveva un aspetto terribile, ma il suo corpo era ancora la cosa pi bella che
lei avesse mai visto. Si figur le mani delle altre donne che si aggrappavano a quelle spalle possenti,
proprio come aveva fatto lei. Lo vide mentre faceva godere altri corpi come aveva fatto con il suo.
Era combattuta. Non sapeva se ringraziare il cielo per non essere andata a letto con lui o essere
imbestialita perch, dopo tutte le donne che si era fatto, si rifiutava di fare sesso proprio con lei.
Quante? chiese, la voce talmente strozzata che quasi non si distinguevano le parole. E,
dimmi,  stato bello? Inutile chiedere se a loro  piaciuto. So quanto sei bravo.
Dolcissima... Mary sussurr lui. Se tu mi permettessi di abbracciarti, lo farei. Dio, in questo
momento sarei disposto a uccidere pur di tenerti stretta.
Tu non devi mai pi avvicinarti a me. Allora, quante erano? Due? Quattro? Una confezione da
sei?
Sei sicura di volere i dettagli? La voce di Rhage era bassa, triste, sul punto di incrinarsi. Di
colpo chin il capo. Sembrava distrutto. Non posso... non mi lascer pi andare cos. Trover un altro
modo.
Un altro modo di godere? scatt lei. Di certo non verrai a letto con me, quindi per caso stai
pensando di ricorrere al "fai da te"?
Lui inspir a fondo. Quel disegno. Quello sulla mia schiena, sai. Fa parte di me.
Non ha importanza. Tanto oggi me ne vado.
Rhage volt la testa di scatto verso di lei. No.
S.
Ti lascio questa stanza, cos non sarai costretta a vedermi. Ma tu non vai da nessuna parte.
E come pensi di impedirmelo? Vuoi rinchiudermi qui dentro?
Se necessario, s.
Lei trasal. Non puoi dire sul serio.
Quando hai appuntamento dal dottore?
Non sono affari tuoi.
Quando?
La collera che gli induriva la voce la indusse a calmarsi leggermente. Ehm... mercoled.
Far in modo che tu possa andarci.
Lei lo fiss. Perch mi stai facendo questo?
Lui alz le spalle. Perch ti amo.
Come, scusa?
Ti amo.
L'autocontrollo di Mary venne spazzato via da una ventata di furia cos violenta che la lasci
senza parole. Lui lamava? Ma se non laconosceva nemmeno! Ed era appena stato con un'altra... Se lo
figur mentre faceva sesso con un'altra donna e non riusc a trattenere lo sdegno.
All'improvviso Rhage balz su dal letto e and da lei, quasi avesse percepito le sue emozioni e
ne avesse tratto nuova energia.
Lo so che sei arrabbiata, spaventata, offesa. Sfogati su di me, Mary. L'afferr per la vita per
impedirle di scappare, ma quando lei cerc di respingerlo non fece nulla per fermarla. Usami per
sopportare il tuo dolore. Lascia che lo senta sulla mia pelle, Mary. Picchiami, se ti fa stare meglio.
Accidenti, era quasi tentata di farlo. Abbandonarsi alla violenza era forse l'unico modo per
scaricare la rabbia che sentiva montare dentro di s.
Ma lei non era un animale.No. E adesso lasciami andare!
Rhage l'afferr per il polso e lei cerc di liberarsi gettandosi con tutto il peso nella lotta finch
temette di slogarsi la spalla. Lui la immobilizz senza difficolt e le gir la mano in modo da trovarsi di
fronte le sue grinfie.
Usami, Mary. Lasciami sopportare tutto questo al posto tuo. Con un gesto fulmineo si graffi
il petto con le unghie di lei e poi le prese il viso tra le mani.
Fammi sanguinare per te... disse, sfregando la bocca sulla sua. Lascia esplodere la tua
rabbia.
Che Dio l'aiutasse, gli diede un morso. Al labbro inferiore. Affond i denti nella sua carne.
Mentre qualcosa di peccaminosamente delizioso le bagnava la lingua, Rhage mugol
premendosi contro di lei. Mary si sent pervadere da una sorta di euforia, come dopo aver mangiato
troppa cioccolata.
Lanci un urlo.
Atterrita da quello che aveva appena fatto, spaventata da quello che poteva ancora fare, si
divincol per liberarsi, ma lui la trattenne, baciandola, ripetendole all'infinito che l'amava. Attraverso
l'asciugamano lei sentiva il membro duro, lungo e caldo. Rhage non la smetteva di strusciarsi contro di
lei, il suo corpo una promessa sinuosa e martellante di sesso, un sesso che lei non voleva, ma di cui
sentiva il bisogno fin dentro le viscere.
Lo voleva... anche se sapeva che si era sbattuto altre donne. Lo voleva subito, quella notte
stessa.
Oh, Dio... no... mugol voltando la testa di scatto. Lui la prese per il mento e la costrinse a
guardarlo.
S, Mary... La baci con passione, lingua in bocca. Io ti amo.
Qualcosa scatt dentro di lei. Con uno spintone riusc a liberarsi e poi si chin per scansarlo.
Ma invece di correre verso la porta rimase a fissarlo senza piet.
Quattro graffi gli striavano il petto, aveva il labbro inferiore sanguinante e ansimava, paonazzo.
Allung il braccio e gli strapp via l'asciugamano.
Rimase scioccata dalla sua eccitazione, dall'erezione enorme, palpitante.
In quell'attimo sospeso disprezz quella pelle liscia e perfettamente glabra, i muscoli scolpiti, la
sua bellezza di angelo caduto. E pi di ogni altra cosa odi quel lungo membro fieramente eretto,
quello strumento sessuale che lui usava senza ritegno.
Eppure continuava a desiderarlo.
Se fosse stata in s sarebbe scappata via. Si sarebbe chiusa a chiave nel bagno. Che diamine,
sarebbero bastate le dimensioni del suo sesso a intimorirla. Ma era furibonda e fuori di s. Afferr il
pene con una mano e i testicoli con l'altra, stringendoli a fatica nel palmo. Rhage gett la testa
all'indietro, i tendini del collo gonfi fino allo spasmo, buttando fuori tutto il fiato in una volta.
La sua voce riemp la stanza, vibrante. Fai quello che devi. Oh, Dio, ti amo.
Lei lo guid verso il letto senza troppa delicatezza, lasciandolo andare solo il tempo necessario
per spingerlo gi sul materasso. Lui si lasci cadere all'indietro sulle lenzuola sgualcite a braccia e
gambe spalancate, quasi a volersi concedere senza riserve, n limiti.
Perch adesso s? chiese aspra lei. Perch adesso vuoi scoparmi? Oppure il sesso non c'entra
niente e vuoi solo costringermi a farti sanguinare ancora?
Muoio dalla voglia di fare l'amore con te. E in questo preciso momento posso stare con te
perch sono calmo. Sono... spompato.
Oh, ma che pensiero carino.
Mary scosse la testa, ma lui si affrett a parlare di nuovo. Tu mi vuoi. Quindi accomodati,
goditi tutto il piacere che posso darti. Non fermarti a riflettere, pensa solo a godere grazie a me.
Pazza di desiderio, rabbia e frustrazione Mary si sollev la camicia da notte intorno ai fianchi e
si sedette a cavallo delle sue cosce. Ma una volta sopra di lui, lo guard in faccia ed esit. Voleva
proprio farlo? Voleva possederlo? Usarlo per il proprio piacere, solo per il gusto di vendicarsi di
qualcosa che lui aveva tutto il diritto di fare?
Fece per staccarsi.
Con un guizzo Rhage sollev le gambe facendole perdere l'equilibrio, poi, mentre gli cadeva
addosso, la strinse tra le braccia.
Tu sai quello che vuoi, Mary le sussurr all'orecchio. Non fermarti. Prendi tutto quello di
cui hai bisogno. Usami.
Lei chiuse gli occhi, spense il cervello e si lasci andare.
Infil le mani tra le sue cosce, afferr il membro e vi si sedette sopra con forza.
Gridarono all'unisono mentre lo prendeva dentro di s.
Grosso com'era, la riempiva completamente. Inspir a fondo, immobile, le cosce frementi
mentre cercava disperatamente di adattarsi a lui.
Sei cos tesa gemette Rhage scoprendo le zanne. Oh... Dio, ti sento.Mary.
Rhage ansimava, contraendo con forza l'addome. Mentre con le mani stringeva le ginocchia di
Mary le sue pupille si dilatarono fin quasi a inghiottire l'azzurro dell'iride. E in un lampo divennero
bianche.
Aveva il viso contorto in una smorfia di panico. Ma poi scroll la testa come a volerla snebbiare
e assunse un'espressione concentrata. A poco a poco il centro dei suoi occhi torn nero, obbedendo a un
supremo sforzo di volont.
Mary smise di focalizzarsi su di lui e cominci a pensare a se stessa.
Incurante di tutto, se non del punto d'incontro dei loro due corpi, piant le mani sulle sue spalle
e si sollev. La frizione fu come una scossa elettrica, e l'esplosione di piacere che ne ricav l'aiut ad
accoglierlo pi facilmente dentro di s. Scivol gi sulla sua erezione e poi di nuovo su, ripetendo il
movimento pi e pi volte, lentamente. A ogni discesa si dilatava sempre di pi e a ogni risalita lo
ricopriva del nettare vellutato del suo corpo.
Lo cavalc con sicurezza crescente, prendendo quello che voleva. Il membro lungo, grosso e
rovente scatenava dentro di lei un'energia selvaggia, incontrollabile. Apr gli occhi e lo guard.
Rhage era il ritratto dell'estati virile. Un sottile velo di sudore gli imperlava l'ampio petto e le
spalle. La testa era reclinata all'indietro, il mento sollevato, i capelli biondi ricadevano sul cuscino, le
labbra appena schiuse. La guardava con gli occhi socchiusi, indugiando sul suo viso, sui seni e sul
punto in cui erano uniti in una cosa sola.
Completamente stregato da lei.
Lei strinse gli occhi per scacciare dalla mente quel suo sguardo adorante. Non poteva fare
altrimenti se non voleva lasciarsi sfuggire l'orgasmo a cui ormai era vicinissima. Perch vederlo cos le
faceva venire voglia di piangere.
Un attimo dopo, con un'esplosione sconvolgente il piacere la travolse lasciandola senza fiato.
Non vedeva pi niente, non sentiva pi niente, persino il suo cuore non batteva pi. Non poteva fare
altro che crollare sopra di lui.
Via via che il respiro rallentava, si accorse che Rhage le stava accarezzando la schiena con
delicatezza, sussurrandole parole dolci.
Allora si vergogn e gli occhi le si riempirono di lacrime.
Con chiunque fosse stato quella notte, Rhage non meritava di essere usato in quel modo.
All'inizio era arrabbiata e poi, appena prima di venire, lo aveva tagliato fuori rifiutandosi di guardarlo.
Lo aveva trattato alla stregua di un giocattolo erotico.
Scusami, Rhage. Mi... dispiace...
Fece per sollevarsi dal suo inguine, ma si accorse che era ancora duro dentro di lei. Non era
nemmeno venuto.
Oh, Dio, che disastro. Era tutto un disastro.
Rhage la tenne ferma per le cosce. Non rimpiangere mai che siamo stati insieme.
Lei lo guard negli occhi. Mi sento come se ti avessi appena violentato.
Ero pi che consenziente. Mary, va tutto bene. Vieni qui, fatti baciare.
Come fai a sopportare di avermi vicina?
La sola cosa che non potrei sopportare  vederti andare via.
L'afferr per i polsi attirandola verso la sua bocca. Quando le loro labbra si incontrarono fece
scorrere le mani sul suo corpo, stringendola forte. Quel cambiamento di posizione la rese acutamente
consapevole che lui era sul punto di esplodere, era talmente duro che sentiva i fremiti involontari del
suo membro.
Rhage sfreg piano l'inguine contro di lei, scostandole i capelli dal viso con le sue mani grandi.
Non riuscir a sopportare questa smania ancora per molto. Tu mi fai volare cos in alto che in questo
momento sto sfiorando il soffitto. Ma finch ne sar capace, finch riuscir a mantenere il controllo,
voglio fare l'amore con te. Comunque vada.
Cominci a muovere i fianchi su e gi, entrando e uscendo da lei, avanti e indietro. Mary si
sent sciogliere. Fu un piacere intenso, infinito. Terrificante.
Le hai baciate, stanotte? chiese brusca. Le altre donne?
No, non ho baciato quella femmina, non lo faccio mai. E non mi  piaciuto per niente. Non
voglio farlo mai pi, Mary. Trover un altro modo per evitare di perdere il controllo finch ci sarai tu
nella mia vita. Non voglio nessun'altra.
La spinse via e lei non si ribell. Mentre rotolava sopra di lei, il caldo peso del suo corpo
premette contro il nido entro cui era ancora conficcato. Le diede un bacio tenerissimo, lambendola con
la lingua, stuzzicandola con le labbra. Era immenso, dentro, e nel suo corpo albergava una forza capace
di spezzarla in due. Eppure era delicatissimo.
Non arriver fino in fondo se tu non vuoi le sussurr contro il collo. Sono pronto a smettere
anche subito.
Lei gli premette le mani sulla schiena tastando i muscoli che si gonfiavano, l'espansione e la
compressione delle costole al ritmo del suo respiro. Inspir a fondo e avvert un odore buonissimo,
erotico. Speziato, penetrante. Per reazione, tra le gambe sent subito un fiotto caldo e umido, come se
quella fragranza fosse una carezza o un bacio.
Che cos' questo profumo meraviglioso?
Sono io mormor lui contro la sua bocca.  quello che succede quando un vampiro maschio
si lega a una femmina.  pi forte di me. Se non mi fermi ti impregner da capo a piedi, la pelle, i
capelli... e penetrer in te.
Con queste parole si spinse a fondo dentro di lei. Mary si inarc andando incontro al piacere,
lasciandosi consumare dal fuoco.
Non ce la faccio a reggere un'altra notte cos gemette, rivolta pi a se stessa che a lui.
Perfettamente immobile, Rhage le prese una mano e se la port al cuore. Mai pi, Mary. Te lo
giuro sul mio onore.
Il suo sguardo era grave. Ma il sollievo che Mary prov nel sentire quella promessa solenne non
lasciava presagire nulla di buono.
Non voglio innamorarmi di te disse. Non posso permettermelo e non lo far.
Non importa. Io ti amer abbastanza per tutti e due sussurr Rhage affondando con forza
dentro di lei, invadendola.
Tu non mi conosci sospir lei mordicchiandogli la spalla, poi succhiandogli la clavicola. Il
sapore della sua pelle la mand in estasi, mentre l'aroma di lui si condensava nella bocca.
S, invece ribatt Rhage scostandosi appena. La guard con la convinzione e la lucidit di un
animale. So che mi hai protetto quando  spuntato il sole e io ero privo di difese. So che ti sei presa
cura di me anche se eri spaventata. So che mi hai nutrito. So che sei una guerriera, una sopravvissuta,
una wahlker. E so che la tua voce  il suono pi incantevole che le mie orecchie abbiano mai udito. La
baci con dolcezza. So tutto di te, e tutto ci che vedo  bellissimo. Tutto ci che vedo  mio.
Io non sono tua sussurr lei.
Lui non si lasci scoraggiare. E va bene. Se non posso averti vorr dire che sarai tu ad avere
me. Serviti pure. Prendimi. Tutto quanto, una parte, un pezzettino, quello che vuoi. Per ti prego,
prendi almeno qualcosa di me.
Lei accarezz il suo volto perfetto, le guance, il profilo della mascella.
Non hai paura di soffrire? gli chiese.
No. Ma ti dir cosa mi spaventa da morire. Perderti. Guard le sue labbra. Allora, vuoi che
la finiamo qui? Vuoi che esca da te? Perch sono pronto a farlo.
No. Rimani. A occhi aperti, Mary avvicin le labbra alle sue facendogli scivolare la lingua in
bocca.
Fremente, lui cominci a muoversi avanti e indietro a un ritmo regolare, e ogni volta il prepuzio
turgido minacciava di spezzare il contatto che li univa.
Ti sento... cos perfetta disse, sottolineando le parole con le spinte. Io sono fatto per... stare
dentro di te.
L'effluvio penetrante sprigionato dal suo corpo si intensific di pari passo con quel pompare,
finch Mary non sent altro che lui, la sua pelle, il suo odore, il suo sapore.
Nell'attimo supremo grid il suo nome e lo sent oltrepassare il limite con lei, inondandola del
suo seme, scosso dai fremiti di un orgasmo potente.
Alla fine, Rhage rotol su un fianco insieme a lei. La trasse vicino a s, tanto che Mary sentiva
battere il suo grande cuore.
Chiuse gli occhi e si addorment in preda a uno sfinimento che rasentava la morte.
CAPITOLO 29
Quella sera, mentre il sole tramontava e le tapparelle cominciavano a chiudersi
automaticamente, Mary si disse che poteva anche abituarsi a farsi coccolare da Rhage. Ci che proprio
non poteva reggere era dell'altro cibo. Pos le dita sul polso di Rhage fermando la forchettata di pur
che stava venendo verso di lei.
Basta, sono strapiena disse abbandonandosi contro i cuscini. Lo stomaco sta per
scoppiarmi.
Con un sorriso, lui prese il vassoio con i piatti e lo pos sul comodino, poi torn a sedersi sul
letto accanto a lei. Era stato via quasi tutto il giorno, a lavorare, immaginava Mary, lieta del sonno che
era riuscita a recuperare. Con quel senso di spossatezza che peggiorava di giorno in giorno, si sentiva
scivolare sempre pi nella malattia. Aveva l'impressione che il suo fisico lottasse per mantenere i
normali processi vitali, ma un po' dappertutto saltavano fuori dolori. Ed erano ricomparsi anche i lividi:
segnacci neri e blu fiorivano sottopelle a un ritmo allarmante. Nel vederli, Rhage era rimasto inorridito,
convinto di averle fatto male mentre facevano sesso. Mary ci aveva messo un bel po' a convincerlo che
non era colpa sua.
Si concentr su Rhage, non volendo pensare alla malattia o all'imminente appuntamento con la
dottoressa. Dio, sembrava distrutto quanto lei, anche se era agitatissimo. Non riusciva a star fermo.
Continuava a grattarsi le cosce neanche avesse l'orticaria. Stava per chiedergli cosa c'era che non
andasse quando lui la anticip.
Mary, mi permetti di fare qualcosa per te?
Anche se il sesso avrebbe dovuto essere l'ultimo dei suoi pensieri, lei guard i bicipiti che gli
tendevano la maglietta nera.
Non dovresti guardarmi cos disse lui con un gemito soffocato.
Perch no?
Perch mi fai venire voglia di saltarti addosso.
Allora non trattenerti.
Come due fiammiferi che si accendono, le pupille di Rhage divennero bianche. Era un
fenomeno stranissimo. Un attimo prima erano nere e un attimo dopo brillavano di una luce pallida.
Perch diventano cos? chiese Mary.
Le spalle di lui si tesero quando mise i piedi per terra. Poi all'improvviso si tir su e cominci a
camminare avanti e indietro per la stanza. Sprigionava una specie di energia, Mary la sentiva
distintamente.
Rhage?
Non devi preoccuparti dei miei occhi.
Dal tono della tua voce direi invece che forse dovrei.
Lui sorrise scuotendo la testa. No. Non devi. Quanto al favore di cui ti parlavo... La nostra
razza ha un medico, Havers. Mi daresti il permesso di fargli vedere le tue cartelle cliniche? Forse la
nostra scienza pu aiutarti.
Mary si accigli. Un medico vampiro. Quando si dice esplorare terapie alternative.
Gi, ma in fondo che cosa aveva da perdere?
Va bene. Per non so come ottenere delle copie...
Mio fratello V  un mago del computer, un hacker capace di intrufolarsi in qualunque sistema
informatico, e gran parte di quella roba dovrebbe essere in rete. Mi servono solo nomi e luoghi. E date,
anche, se te le ricordi.
Prese carta e penna e Mary gli disse dove era stata curata e il nome dei medici che l'avevano
seguita. Dopo avere preso nota di tutto, Rhage rimase a fissare il foglio.
Cosa c'? chiese lei.
Sono cos tanti rispose lui guardandola. Quanto era grave, Mary?
Il suo primo impulso fu di dirgli la verit: che si era sottoposta a due cicli di chemio e a un
trapianto del midollo osseo e se l'era cavata per un pelo. Ma poi ripens alla notte prima, a quando le
sue emozioni avevano preso il sopravvento. In quel preciso momento lei era come una cassa di
dinamite, e la sua malattia era la miccia che poteva farla esplodere. L'ultima cosa che le serviva era
sclerare di nuovo, perch quando succedeva non ne veniva fuori niente di buono. La prima volta si era
messa a piangere come una fontana e lo aveva quasi annegato. E la seconda aveva... Be', mordergli il
labbro era stato il meno.
Cos, con un scrollata di spalle, mentendo e odiando se stessa per questo, mormor: Non 
stato niente di che. Ma sono stata contenta quando  finita.
Lui socchiuse le palpebre.
In quel mentre bussarono alla porta.
Rhage continu a fissarla, imperterrito, malgrado l'insistenza dei colpi. Un giorno imparerai a
fidarti di me.
Io mi fido di te.
Stronzate. E ti svelo anche un piccolo segreto: odio le bugie.
Da fuori ripresero a bussare con forza.
Rhage and ad aprire, pronto a dire a chiunque fosse di levarsi dai piedi. Aveva la sensazione
che lui e Mary fossero pronti per una bella litigata e, gi che c'era, voleva togliersi il pensiero.
Sulla soglia c'era Tohr, e sembrava stordito.
Cosa diavolo ti  successo? chiese Rhage uscendo in corridoio e socchiudendo la porta.
Tohr annus l'aria che usciva dalla stanza. Cristo. L'hai marchiata, vero?
La cosa ti crea qualche problema?
No, anzi, in un certo senso rende tutto pi facile. La Vergine Scriba si  pronunciata.
Parla.
Prima dovresti raggiungere gli altri fratelli per sentire...
Al diavolo. Voglio saperlo subito, Tohr.
Quando Tohrment termin di parlare nell'antico idioma, Rhage trasse un profondo respiro.
Dammi dieci minuti.
Tohr annu. Ci trovi nello studio di Wrath.
Rhage torn in camera e chiuse la porta. Ascolta, Mary, ho delle faccende da sbrigare con i
fratelli. Forse stasera non riesco a tornare.
Lei si irrigid, distogliendo lo sguardo.
Non si tratta di femmine, Mary, te lo giuro. Promettimi solo che sarai qui quando torno.
Vedendo che esitava, le and vicino e l'accarezz sulla guancia. Hai detto di non avere appuntamento
dal dottore prima di mercoled. In fondo che cos' un'altra notte? Potresti passare ancora un po' di
tempo nella vasca idromassaggio. Mi hai detto che ti piace un sacco.
Lei non riusc a trattenere un sorriso. Sei un manipolatore.
Mi piace pensare a me stesso pi come a un esperto nella massimizzazione dei risultati.
Se resto qui un altro giorno, poi tu proverai a convincermi a restare ancora un giorno e poi un
altro ancora...
Lui si chin e la baci con trasporto. Quanto avrebbe voluto avere un po' pi di tempo, e stare l
con lei, dentro di lei, prima di andarsene! Ma se anche avesse avuto ore e ore a sua disposizione non
avrebbe potuto farlo, accidenti! Il ronzio e il formicolio sottopelle lo facevano vibrare, rischiando di
sollevarlo a mezz'aria.
Ti amo disse. Quindi si tolse il Rolex e glielo mise in mano. Tieni, te lo affido.
Entr nella cabina armadio e si spogli. In fondo ai cassetti, sotto altri due pigiami che non
avrebbe mai usato, trov la veste cerimoniale nera. Infil la pesante tunica di seta sulla pelle nuda,
legandola in vita con una grossa cintura di cuoio intrecciato.
Quando riemerse, Mary disse: Sembri in procinto di entrare in monastero.
Promettimi che ti trover qui al mio ritorno.
Dopo un istante lei annu.
Lui si tir su il cappuccio. Bene. Molto bene.
Cosa sta succedendo, Rhage?
Tu aspettami e basta. Aspettami, ti prego. Prima di aprire la porta si volt per darle un'ultima
occhiata, nel suo letto.
Questo era il loro primo vero addio, la loro prima separazione dopo la quale, al momento di
ricongiungersi, lui avrebbe sentito uno spaventoso scarto di tempo ed esperienza. Quella notte sarebbe
stata dura da superare, lo sapeva. Sperava solo che, una volta passata, le conseguenze del castigo non si
facessero sentire troppo a lungo. E che Mary fosse ancora l con lui.
A presto, Mary disse chiudendola nella stanza.
Entrato nello studio di Wrath, Rhage si chiuse la porta alle spalle. I fratelli erano gi arrivati, ma
nessuno parlava. L'odore dell'imbarazzo, simile a quello dell'alcol per massaggi, saturava l'ambiente.
Wrath usc da dietro la scrivania con la stessa aria rigida che poco prima Rhage aveva notato in
Tohr. Da dietro gli occhiali avvolgenti lo sguardo del re era penetrante, qualcosa che si sentiva anche se
non si vedeva.
Fratello.
Rhage chin il capo. Mio signore.
Indossi la veste come se volessi restare con noi.
Naturalmente.
Wrath annu, una sola volta. Allora ecco il verdetto. La Vergine Scriba ha stabilito che hai
offeso la confraternita contravvenendo agli ordini di Tohr e portando un'umana in questa casa. Sar
sincero con te, Rhage, lei si rifiuta di convalidare la mia decisione riguardo a Mary. Vuole che l'umana
se ne vada.
Sai gi cosa significa.
Le ho detto che hai minacciato di andartene.
La cosa deve averla rallegrata comment Rhage con un sorrisetto compiaciuto. Sono anni
che cerca di liberarsi di me.
Be', adesso sta a te decidere, fratello. Se vuoi restare con noi, e se vuoi che l'umana continui a
beneficiare della protezione di queste mura, la Vergine Scriba ha preteso che tu offra un rytho.
Il modo rituale di fare ammenda era una punizione pi che logica. Quando un rytho veniva
offerto e accettato, il responsabile dell'offesa consentiva a chi l'aveva subita di colpirlo, rinunciando a
difendersi. L'offeso era libero di scegliere qualunque tipo di arma: un coltello, un tirapugni di ottone o
anche una pistola, a patto che la ferita inflitta non fosse mortale.
Accetto di offrire ilrytho disse Rhage.
Devi offrire un rytho a ciascuno di noi.
Nella stanza si lev un'esclamazione collettiva. Qualcuno bofonchi: Cazzo.
D'accordo, offro unrytho a ciascuno di voi.
Come vuoi, fratello.
Per riprese Rhage in tono pi duro, lo offro solo a condizione che, se il rituale viene
osservato, Mary possa rimanere qui finch voglio.
Questo  stato il mio accordo con la Vergine Scriba. E sappi che si  arresa solo quando le ho
comunicato la tua aspirazione a prendere l'umana come tua shellan. Credo che Sua Santit sia rimasta
scioccata al pensiero che tu possa anche solo aver preso in considerazione un impegno del genere.
Wrath si volt verso Tohr. Sar Tohrment a scegliere l'arma che useremo tutti quanti.
La sferza tripla disse Tohr con voce grave.
Oh, merda, pens Rhage. Quella s che faceva male.
Dal gruppo si levarono altri mormorii di disapprovazione.
Cos sia sentenzi Wrath.
Un momento. E la bestia? chiese Rhage. Potrebbe saltare fuori sentendo che soffro.
La Vergine Scriba sar presente. Ha detto di sapere come tenerla a bada.
Per forza! Era stata proprio lei a creare quel dannatissimo mostro.
 per stanotte, giusto? disse Rhage guardandosi intorno. Quindi non c' motivo di
aspettare.
Andremo alla Tomba, subito.
Bene. Leviamoci il pensiero.
Zsadist fu il primo a uscire quando il gruppo si alz in piedi per mettere a punto la logistica
della spedizione, confabulando sottovoce. A Tohr serviva una tunica, per caso a qualcuno ne avanzava
una? Phury annunci che l'arma l'avrebbe portata lui. V si offr di mettere a disposizione la Escalade
per accompagnarli alla Tomba.
Fratelli? li richiam Rhage.
Tutti ammutolirono, immobili. Lui li guard a uno a uno, registrando la loro espressione torva.
Odiavano l'intera faccenda, e lui li capiva perfettamente. Avrebbe trovato intollerabile fare del male a
chiunque di loro. Era molto meglio trovarsi dalla parte di chi subiva la punizione.
Ho una richiesta, fratelli. Non riportatemi subito qui, okay? Quando tutto sar finito portatemi
da qualche altra parte. Non voglio che Mary mi veda ridotto male.
Puoi stare alla Tana propose Vishous. Butch e io ci prenderemo cura di te.
Rhage sorrise. Due volte in meno di una settimana. Potreste offrire i vostri servigi come
bambinaie, dopo stasera.
V gli assest una pacca sulla spalla e usc. Tohr fece lo stesso. Phury lo abbracci forte.
Sulla porta, Wrath si ferm.
Vedendo che il re restava in silenzio, Rhage gli strinse con forza il bicipite. Lo so, mio
signore. Mi sentirei anch'io cos, se fossi in te. Ma sono un tipo tosto. Posso farcela.
Wrath infil le mani dentro il cappuccio e gli prese la faccia, inclinandola verso il basso. Lo
baci sulla fronte e indugi cos per qualche istante: un segno di rispetto da parte del sovrano verso uno
dei suoi guerrieri, una riaffermazione del vincolo che li univa.
Sono contento che resti con noi mormor Wrath. Non avrei sopportato l'idea di perderti.
Un quarto d'ora dopo si ritrovarono tutti in cortile, intorno alla Escalade. I fratelli erano a piedi
nudi e indossavano la veste cerimoniale nera. Con il cappuccio in testa era difficile riconoscerli, a parte
Phury: lui aveva la protesi al piede e portava a tracolla un enorme borsone rigonfio. Oltre alla frusta,
doveva averlo riempito di bende e di tutto l'occorrente per medicare le ferite.
Nessuno parl mentre Vishous si inoltrava con la macchina nel fitto bosco di pini e tughe sulla
montagna dietro casa. La strada era un viottolo in terra battuta fiancheggiato dai sempreverdi.
Rhage non ce la faceva pi a sopportare il silenzio carico di tensione. Oh, per l'amor del cielo,
fratelli, non state mica per ammazzarmi!
Nessuno lo guard.
Metti su un po' di Luda o di Fifty, V, ti spiace? Qui dentro  un mortorio.
Dalla sagoma sulla destra si lev la risata di Phury. Soltanto tu potevi provare a trasformare
questa cosa in una festa.
Che cavolo, in fondo tutti quanti avete voglia di darmele di santa ragione per qualche stronzata
che ho detto o fatto, giusto? Be', questo  il vostro giorno fortunato disse Rhage tirando una manata
sulla coscia di Phury. S, insomma, dai, fratello, sono anni che ti prendo in giro per quella storia della
castit. E tu, Wrath, un paio di mesi fa ti ho punzecchiato al punto che hai piantato il pugnale nel muro.
E tu, V? Giusto l'altro giorno hai minacciato di usare quella tua mano contro di me, ricordi? Quando ti
ho detto quello che pensavo di quello schifo di pizzetto.
Vishous ridacchi. Dovevo fare qualcosa per chiuderti il becco. Da quando me lo sono fatto
crescere, ogni volta che ti vedo mi chiedi se per caso ho baciato in bocca un tubo di scappamento.
E infatti sono ancora convinto che tu ti stia facendo la mia GTO, grandissimo figlio di
puttana.
Bast questo a scatenare il putiferio. Adesso facevano a gara a raccontare aneddoti su Rhage,
finch a un certo punto le voci divennero cos assordanti che nessuno riusciva pi a sentire quello che
dicevano gli altri.
Mentre i fratelli scaricavano la tensione, Rhage si appoggi contro lo schienale, guardando fuori
nella notte. Sperava di cuore che la Vergine Scriba sapesse il fatto suo, perch se la bestia si scatenava,
gi nella Tomba, i suoi fratelli sarebbero stati nella merda fino al collo. E alla fine, forse, sarebbero
stati costretti a ucciderlo.
Si guard intorno accigliato, e individu Wrath alle sue spalle. L'aveva riconosciuto perch al
dito medio portava l'anello con diamante nero del re.
Rhage si pieg all'indietro sussurrando: Mio signore, devo chiederti un favore.
Wrath si protese in avanti, la voce profonda e chiara. Che cosa ti serve?
Se non... dovessi farcela, per una ragione qualsiasi, ti prego di prenderti cura di Mary.
Il cappuccio annu. Nell'antico idioma il re disse: Come desideri, lo giuro solennemente.
Veglier su di lei come se fosse una mia sorella di sangue e mi prender cura di lei come se fosse una
femmina della mia famiglia.
Rhage espir, sollevato. Bene. Molto bene.
Pochi minuti dopo Vishous parcheggi la Escalade in una piccola radura. I fratelli scesero dalla
macchina e si guardarono intorno, le orecchie tese, i sensi all'erta.
Tutto considerato era una bella serata, e il posto era tranquillo. La brezza che soffiava tra la
selva di rami e tronchi aveva un buon profumo di terra e di pino. In cielo la luna piena brillava dietro
nuvole lattiginose.
Quando Wrath diede il segnale convenuto, i guerrieri percorsero il centinaio di metri che li
separava da una grotta scavata nella montagna. La caverna non sembrava niente di speciale, anche
dopo esserci entrati. Bisognava sapere cosa cercare per trovare la stretta fessura nella parete sul fondo.
Se azionata nel modo giusto, una lastra di pietra si spostava rivelando un passaggio segreto.
Mentre in fila indiana penetravano nel ventre della grotta, il cuneo di pietra si richiuse con un
fruscio alle loro spalle. Le torce alle pareti guizzarono quando le fiammelle dorate vennero investite
dalla corrente d'aria, gonfiandosi con un sibilo.
La discesa nelle viscere della terra fu lenta e agevole; camminavano a piedi nudi su un
pavimento roccioso gelido. Giunti in fondo si tolsero le vesti e un portone di ghisa a due battenti si
spalanc. Il salone davanti ai loro occhi, lungo una quindicina di metri e alto sei, era tappezzato di
scaffali.
Sulle mensole, migliaia di vasi di ceramica di varie fogge e dimensioni riflettevano la luce.
Ognuno di essi conteneva il cuore di un lesser, l'organo che l'Omega rimuoveva durante la cerimonia di
iniziazione alla Societ. Il vaso era l'unico effetto personale di quegli assassini, e quando un membro
della confraternita uccideva un lesser, subito dopo cercava, se possibile, di recuperare il suo vaso.
In fondo al salone c'era un altro portone a due battenti.
Il sancta sanctorum della confraternita era stato scavato nella roccia viva e rivestito di marmo
nero ai primi del Settecento, quando la prima ondata migratoria di vampiri provenienti dall'Europa era
approdata oltreoceano. Era un locale spazioso, con un soffitto di stalattiti bianche affilate come pugnali.
Enormi ceri votivi, grossi come il braccio di un vampiro maschio e lunghi come una sua gamba, erano
infilati in candelabri di ferro battuto nero, le loro fiammelle luminose quasi quanto quelle delle torce.
Verso il fondo c'era una piattaforma sopraelevata, a cui si accedeva grazie a una serie di bassi
gradini. L'altare in cima era costituito da una pesantissima lastra di calcare portata fin l dal Vecchio
Continente, e poggiata orizzontalmente su due architravi di pietra grezza. Al centro dell'altare c'era un
teschio.
Sulla piatta parete alle sue spalle erano incisi i nomi di tutti i fratelli defunti, a partire dal
primissimo: il teschio sull'altare era il suo. Le iscrizioni coprivano ogni centimetro della superficie,
eccezion fatta per una sezione centrale, larga poco meno di due metri, che correva in senso verticale
lungo tutta la lastra di marmo. Al centro, a un metro e mezzo circa dal suolo, spuntavano due grossi
pioli.
L'aria aveva un odore molto familiare: terra umida e candele di cera d'api.
Benvenuti, fratelli.
Nell'udire la voce femminile si voltarono tutti.
La Vergine Scriba era una figura minuscola nell'angolo pi discosto, la veste nera che si librava
a qualche centimetro dal suolo. Nulla della sua persona era visibile, nemmeno il volto, ma da sotto i
ricchi panneggi della tunica una luce filtrava all'esterno come una cascata d'acqua limpida.
La Vergine Scriba fluttu leggera verso di loro, fermandosi di fronte a Wrath. Guerriero.
Il re dei vampiri si prostr in un profondo inchino. Vergine Scriba.
Lei salut gli altri a uno a uno, lasciando per ultimo Rhage. Rhage, figlio di Tohrture.
Vergine Scriba disse Rhage a capo chino.
Come stai?
Sto bene. O almeno lo sarebbe stato, non appena tutta questa storia fosse finita.
E ti sei dato parecchio da fare, giusto? Continuando a creare nuovi precedenti, nei tuoi affetti,
per esempio. Peccato che non siano in direzioni lodevoli disse la Vergine Scriba con una risatina
stentata. Per certi versi non mi sorprende che siamo giunti a questo punto, con te. Sei consapevole,
vero, che questo  il primo rytho mai scambiato all'interno della confraternita?
Non esattamente, pens Rhage. In luglio, Tohr ne aveva rifiutato uno offertogli da Wrath.
Ma non era il caso di farglielo notare.
Sei pronto ad accettare quello che hai offerto, guerriero?
S rispose Rhage; poi scelse le parole con estrema cura, poich era vietato porre domande alla
Vergine Scriba. A meno di non voler fare una brutta fine. Vi prego solo di impedirmi di fare del male
ai miei fratelli.
La voce della Vergine Scriba si fece dura. Sei pericolosamente vicino a porre una domanda.
Non intendevo offendervi.
Di nuovo si ud quella risatina bassa, soffocata.
C'era da scommettere che la Vergine Scriba si stesse divertendo un mondo, pens Rhage. Lui
non le era mai piaciuto, anche se non poteva certo biasimarla. Le aveva fornito un'infinit di ragioni per
alimentare la sua antipatia.
E cos non intendevi offendermi, guerriero? La tunica si agit come se lei stesse scuotendo la
testa. Al contrario, tu non esiti mai a offendere pur di ottenere ci che vuoi, e questo  sempre stato il
tuo problema. Ed  anche il motivo per cui siamo riuniti qui, questa notte disse. Poi si volt verso gli
altri. Avete l'arma?
Phury pos per terra la sacca, apr la cerniera e tir fuori la frusta. Il manico, lungo settanta
centimetri, era di legno rivestito in cuoio marrone, scurito dal sudore delle tante mani che lo avevano
impugnato. Dalla punta del bastone pendevano tre lunghe catene di acciaio annerito. All'estremit di
ciascuna c'era una sorta di pendaglio chiodato, simile a una pigna ricoperta di aculei.
La sferza tripla era un'arma antica e temutissima, ma Tohr l'aveva scelta saggiamente. Affinch
il rituale fosse ritenuto valido, infatti, i fratelli non potevano risparmiare nulla a Rhage, n per il tipo di
arma utilizzata n per il modo in cui lo avrebbero colpito. Mostrare clemenza sarebbe equivalso a
svilire l'integrit della tradizione: il pentimento che Rhage stava manifestando era l'occasione per una
autentica purificazione.
Cos sia disse la Vergine Scriba. Avvicinati al muro, Rhage, figlio di Tohrture.
Rhage avanz, salendo i gradini due alla volta. Passando accanto all'altare lanci un'occhiata al
teschio sacro: la luce delle candele ne lambiva le orbite vuote e le lunghe zanne. Posizionandosi contro
il marmo nero, si afferr ai pioli di pietra e sent sulla schiena la lastra liscia e fredda.
La Vergine Scriba gli si avvicin senza fretta e alz un braccio. La manica ricadde all'indietro
rivelando un bagliore simile a quello di una saldatrice: la luce accecante aveva solo la vaga forma di
una mano. Rhage venne percorso da una scossa elettrica a basso voltaggio e sent qualcosa agitarsi nel
petto, come se i suoi organi interni avessero cambiato posizione.
Potete dare inizio al rituale annunci la Vergine Scriba.
I fratelli si allinearono, i corpi nudi lucidi di potenza, i volti tesi e concentrati. Wrath prese la
frusta dalle mani di Phury e avanz per primo. A ogni suo movimento, le catene della sferza
tintinnavano con la dolcezza di un cinguettio.
Fratello mormor il re.
Mio signore.
Rhage teneva gli occhi fissi nei suoi occhiali da sole, mentre Wrath faceva roteare la frusta
tracciando un ampio cerchio nell'aria per accrescere lo slancio. Un suono simile a un ronzio part basso
e poi sal in un crescendo finch la sferza scatt in avanti, fendendo l'aria. Le catene colpirono il petto
di Rhage e le punte chiodate gli arpionarono la carne lasciandolo senza fiato. Il vampiro strinse pi
forte i pioli, a testa alta, mentre la vista gli si annebbiava per un attimo.
Poi fu il turno di Tohr. La sua sferzata gli tolse il respiro, piegandogli le ginocchia. Quindi
tocc a Vishous e a Phury.
Ogni volta Rhage incroci gli sguardi addolorati dei fratelli nella speranza di alleviare la loro
angoscia; ma quando Phury si volt per tornare al suo posto, non ebbe pi la forza di tenere la testa
dritta. La lasci ricadere sulla spalla, e allora vide il sangue che gli colava sul petto, sulle cosce e sui
piedi. Sul pavimento si stava formando una pozza che rifletteva la luce delle candele e la vista di quel
lago rosso lo lasci frastornato. Deciso a stare in piedi, si puntell sui gomiti in modo che fossero le
giunture e le ossa, pi che i muscoli, a sostenerlo.
Ci fu una pausa, e lui cap che era in corso una discussione. Dovette battere le palpebre pi
volte prima di riuscire a vedere quello che stava succedendo.
Phury porgeva la frusta al suo gemello, il quale arretrava apparentemente atterrito. Con il
respiro affannoso, Zsadist teneva le mani alzate e strette a pugno, i piercing ai capezzoli che
riflettevano la luce delle candele. Aveva il colore della nebbia, la pelle grigiastra e lucida in modo
innaturale.
Parlando con calma, Phury cercava di afferrargli il braccio. Zsadist girava selvaggiamente su se
stesso, ma l'altro non gli dava tregua. Mentre si muovevano in quella sorta di danza macabra, le
cicatrici delle frustate che coprivano la schiena di Z seguivano i fremiti dei suoi muscoli.
Cos non si andava da nessuna parte, pens Rhage. Zsadist era prossimo a un attacco di panico,
come un animale con le spalle al muro. Doveva pur esserci un altro modo per entrare in contatto con
lui.
Inspirando a fondo, Rhage apr la bocca. Non ne usc niente. Ci riprov.
Zsadist... La sua voce flebile attrasse gli occhi di tutti verso l'altare. Fai quello che devi fare,
Z... Io non posso... non ce la faccio a reggere ancora per molto.
No...
Phury lo interruppe, brusco. Devi farlo...
No! Levati dai piedi,cazzo.
Zsadist si lanci verso la porta, ma la Vergine Scriba lo precedette, costringendolo a fermarsi di
colpo per non travolgerla. In trappola davanti a quella figura minuscola, il vampiro cominci a tremare
da capo a piedi. Lei gli disse qualcosa, ma parlava a voce troppo bassa perch Rhage, la mente
offuscata dal dolore, riuscisse a decifrare le sue parole.
Alla fine la Vergine Scriba fece un cenno a Phury, il quale le port la frusta. Lei la impugn,
prese la mano di Z e gli mise nel palmo il manico rivestito di cuoio. Poi indic l'altare e Zsadist chin il
capo, affranto. Un attimo dopo avanz, malfermo sulle gambe.
Quando Rhage lo vide, fu quasi sul punto di suggerire che un altro prendesse il suo posto. Gli
occhi neri di Zsadist erano sgranati, e il vampiro continuava a deglutire a vuoto come se stesse
soffocando un urlo nel petto.
Va tutto bene, fratello mormor Rhage. Per adesso devi portare a termine il lavoro.
Subito.
Zsadist ansimava, barcollava, e il sudore gli colava negli occhi e lungo la cicatrice che gli
sfregiava il volto.
Fallo.
Fratello sussurr Zsadist alzando la frusta sopra la spalla.
Non la fece roteare per farle acquistare velocit; a quel punto, probabilmente, non sarebbe stato
neanche in grado di coordinare i movimenti del braccio. Per era forte, e la sferza fendette l'aria con un
sibilo. Le catene e i pendagli chiodati si abbatterono fulminei sullo stomaco di Rhage, coprendolo di
striature rosse.
Le ginocchia cedettero sotto il suo peso e il vampiro cerc di puntellarsi sulle braccia, per
scoprire subito che anch'esse si rifiutavano di sorreggerlo. Cadde in ginocchio, i palmi atterrarono nel
suo stesso sangue.
Ma almeno era finita. Inspir a fondo, pi volte, deciso a non perdere conoscenza.
All'improvviso nel santuario risuon una sorta di raschio, come quando il metallo sfrega contro
un altro metallo. Rhage non vi prest molta attenzione. Era troppo impegnato a convincere il suo
stomaco che i conati di vomito non erano un piano cos geniale.
Quando si sent pronto si trascin a quattro zampe intorno all'altare, riprendendo fiato prima di
affrontare i gradini. Alzando lo sguardo vide che i fratelli si erano rimessi in fila. Si sfreg gli occhi di
fronte alla scena che gli si present davanti, sporcandosi la faccia di sangue.
Questo non fa parte del rituale, pens.
Ognuno di loro stringeva nella mano destra un pugnale nero. Wrath diede inizio al canto e gli
altri lo imitarono finch le voci si trasformarono in alte grida che riecheggiavano per tutto il sancta
sanctorum. Il crescendo non si ferm finch non si ritrovarono quasi a urlare a squarciagola, poi le voci
ammutolirono di colpo.
All'unisono i fratelli si passarono i pugnali sul petto.
Il taglio di Zsadist fu il pi profondo.
CAPITOLO 30
Mary era nella sala del biliardo a parlare con Fritz della storia della casa, quando il doggen sent
un rumore che a lei era sfuggito.
Devono essere i padroni che rientrano.
Lei and a una delle finestre proprio mentre un paio di fari di automobile spazzavano il cortile.
La Escalade si ferm, le portiere si spalancarono e i vampiri scesero. Con i cappucci delle
tuniche abbassati, Mary li riconobbe dalla prima volta che era arrivata l. Il tizio con il pizzetto e i
tatuaggi su una delle tempie, quello con la chioma spettacolare, lo sfregiato che l'aveva terrorizzata e
l'ufficiale militare. L'unico che non aveva mai visto era un tipo con i capelli neri lunghi e un paio di
occhiali da sole.
Che facce tetre! Forse qualcuno era rimasto ferito.
Cerc Rhage con lo sguardo, sforzandosi di non farsi prendere dal panico.
Il gruppo si sparpagli prima di riunirsi di nuovo dietro il SUV proprio mentre qualcuno, uscito
dall'ex casetta del custode, teneva aperta la porta. Mary riconobbe il tizio sulla soglia: era quello che
aveva recuperato il pallone nell'atrio.
Con tutti quei marcantoni stretti in cerchio dietro la Escalade era difficile capire cosa stesse
succedendo, ma le parve stessero sollevando qualcosa di molto pesante.
Una testa di capelli biondi venne investita dalla luce.
Rhage. Svenuto. E lo stavano portando verso la porta spalancata.
Senza rendersene conto, Mary era gi corsa fuori.
Rhage! Fermi! Aspettate! L'aria gelida le invase i polmoni. Rhage!
Nel sentire la sua voce lui si mosse, allungando verso di lei un braccio privo di forze. Gli altri si
fermarono. Un paio imprecarono.
Rhage! Mary si ferm di colpo, facendo schizzare per aria alcuni sassi. Cosa... oh...
Signore.
Aveva del sangue sulla faccia, e gli occhi erano annebbiati dal dolore.
Rhage...
Lui apr la bocca. Mosse le labbra senza emettere alcun suono.
Merda, tanto vale portarlo subito in camera sua disse uno dei vampiri.
Ma certo che dovete portarlo l!  rimasto ferito in battaglia?
Nessuno le rispose. Si limitarono a cambiare direzione portando Rhage dentro l'edificio
principale, attraverso il vestibolo, l'atrio e poi su per le scale. Dopo che l'ebbero steso sul letto, il tizio
con il pizzetto e i tatuaggi sulla faccia gli scost i capelli dalla fronte con delicatezza.
Vuoi qualcosa per alleviare il dolore, fratello?
Niente farfugli Rhage.  meglio cos. Conoscete le regole. Mary... dov' Mary?
Lei and al suo capezzale e gli prese la mano inerte. Mentre premeva le labbra sulle nocche, si
accorse che la sua veste era in perfetto stato, senza strappi n tagli. E questo significava che quando era
rimasto ferito non ce l'aveva addosso e che poi qualcuno gliel'aveva rimessa.
Con un'intuizione terribile, allung la mano verso la cintura di cuoio intrecciato legata in vita.
La sciolse e scost i lembi della tunica. Dal collo alla vita, Rhage era coperto di fasciature bianche che
il sangue aveva intriso di uno scioccante rosso vivo.
Timorosa di guardare ma desiderosa di sapere, stacc con delicatezza l'estremit di una benda e
la sollev.
Dio santissimo! esclam barcollando; uno dei fratelli la sostenne. Ma cos' successo?
Non ricevendo risposta, spinse via il tizio e li guard. Immobili, tutti quanti fissavano Rhage.
E sembravano soffrire quanto lui. Cristo santo, non  possibile che abbiano...
Quello con il pizzetto incroci il suo sguardo.
E invece s, sono stati loro.
Siete stati voi sibil. Siete stati voi a ridurlo in questo stato!
S disse il vampiro con gli occhiali da sole. E non sono affari tuoi.
Brutti bastardi.
Rhage fece per dire qualcosa, senza riuscirci, poi si schiar la gola. Lasciateci soli.
Torneremo pi tardi a vedere come stai, Hollywood disse il tizio con i lunghi capelli
multicolori. Ti serve niente?
A parte un innesto di pelle? sussurr Rhage con un pallido sorriso. Poi si gir nel letto con
una smorfia.
Mentre i fratelli uscivano, Mary fiss in cagnesco le loro schiene poderose. Stramaledetti
animali.
Mary? mormor Rhage. Mary.
Lei cerc di riprendersi. Infuriarsi contro quei delinquenti non lo avrebbe certo aiutato, al
momento. Abbass lo sguardo su di lui, soffocando la rabbia, e disse: Mi permetti di chiamare quel
dottore di cui mi hai parlato? Qual  il suo nome?. No.
Voleva dirgli di lasciar perdere tutte quelle stronzate della serie sono un duro che sopporta
stoicamente il dolore, ma sapeva che Rhage non le avrebbe dato retta, e un litigio era l'ultima cosa di
cui aveva bisogno.
Vuoi che ti spogli? domand.
S. Sempre che tu riesca a sopportare lo spettacolo.
Non preoccuparti per quello.
Sleg la cintura di cuoio e, con delicatezza, gli tolse la veste di seta nera; le veniva voglia di
mettersi a urlare quando lui rotol avanti e indietro per aiutarla, mugolando di dolore. Quand'ebbe
finito di sfilargli la veste da sotto il sedere, si accorse che un rivolo di sangue gli colava gi dal fianco.
Quel bel piumone si sarebbe rovinato, pens Mary. Non che la cosa la interessasse
minimamente.
Hai perso molto sangue disse arrotolando la pesante tunica.
Lo so. Rhage chiuse gli occhi affondando la testa nel guanciale. Il suo corpo nudo era
percorso da fremiti convulsi, il tremore delle cosce, dello stomaco e dei pettorali faceva vibrare il
materasso.
Mary and a buttare la veste nella vasca e torn in camera da letto. Ti hanno disinfettato prima
di fasciarti le ferite?
Non lo so.
Sarebbe meglio controllare.
Dammi un'ora di tempo. Per allora l'emorragia si sar fermata. Inspir a fondo. Mary...
hanno dovuto.
Scusa? disse Mary chinandosi sopra di lui.
Hanno dovuto farlo. Io non... Un altro respiro seguito da un gemito. Non prendertela con
loro.
S, certo.
Mary ripet con forza lui, cercando di metterla a fuoco. Non gli ho dato altra scelta.
Perch? Che cosa hai fatto?
Ormai  finita. E tu non devi avercela con loro. La vista gli si offusc di nuovo.
Rhage poteva dire quello che voleva, ma lei non aveva intenzione di perdonare quei fottutissimi
bastardi.
Mary?
Non preoccuparti lo rassicur accarezzandogli la guancia; avrebbe voluto lavargli via il
sangue dalla faccia, ma vedendolo trasalire a quel contatto leggerissimo si ritrasse. Non vuoi niente
davvero?
Parlami e basta. Leggimi qualcosa...
Sulla libreria, accanto alla desolante raccolta di DVD, c'erano alcuni volumi di letteratura
contemporanea. Mary si mise a scorrere i titoli delle edizioni rilegate. Scelse un Harry Potter, il
secondo della serie, e avvicin una sedia al letto. All'inizio le risultava difficile concentrarsi perch
continuava a tenere d'occhio la respirazione di Rhage, ma alla fine trov il ritmo, e anche lui: il suo
respiro rallent e gli spasmi cessarono.
Quando fu certa che si fosse addormentato, chiuse il libro. Rhage aveva la fronte aggrottata, le
labbra pallide e tirate. Non sopportava l'idea che il dolore lo torturasse anche nel sonno.
Le parve di tornare indietro negli anni.
Rivide la camera da letto gialla della madre, sent il suo respiro pesante, affannoso, risent
l'odore del disinfettante.
Ci risiamo, pens. Un altro capezzale. Le sofferenze di un'altra persona. Lo stesso senso di
impotenza.
Si guard intorno, e gli occhi le caddero sulla Madonna con Bambino sopra il cassettone. In
quel contesto il dipinto era un'opera d'arte, non un'immagine sacra, parte di una collezione degna di un
museo e usato solo a scopo decorativo. Quindi non era tenuta a odiare quel maledetto quadro. E non ne
era nemmeno spaventata.
La statua della Madonna nella stanza di sua madre era diversa. Mary l'aveva detestata, e non
appena il corpo di Cissy Luce aveva lasciato la casa, quel pezzo di gesso era finito in garage. Non
aveva avuto il coraggio di romperla, anche se la voglia di farlo c'era.
Il mattino dopo l'aveva portata alla chiesa di Nostra Signora e l'aveva piantata l. Idem con il
crocifisso. Uscendo dal parcheggio della chiesa il senso di trionfo che aveva provato, un vero e proprio
vaffanculo a Dio, era stato inebriante, l'unica sensazione piacevole dopo tanto tempo. L'euforia non era
durata, per. Una volta tornata a casa, l'unica cosa che aveva visto era stato l'alone sulla parete nel
punto in cui prima c'era la croce e l'angolo privo di polvere sul pavimento, dove prima c'era la statua.
Due anni dopo, proprio nell'anniversario del giorno in cui si era sbarazzata di quegli oggetti
devozionali, le era stata diagnosticata la leucemia.
Logicamente sapeva di non essere stata colpita da una maledizione per aver buttato via quella
roba. C'erano trecentosessantacinque giorni nel calendario e, come la pallina sulla ruota di una roulette,
l'annuncio della malattia poteva cadere in uno qualsiasi. In cuor suo, tuttavia, a volte la pensava
diversamente. Il che le faceva odiare ancora di pi Dio.
Che diamine... Non aveva trovato il tempo di fare un miracolo per salvare sua madre, fervente
cattolica, ma si era preso il disturbo di punire una peccatrice come lei. Vai un po' a capire!
Tu mi fai sentire bene disse Rhage.
Mary riport gli occhi su di lui e sgombr la mente da quei pensieri prendendogli la mano.
Come va?
Meglio. La tua voce ha un effetto calmante.
Era stato lo stesso con sua madre, pens Mary. Anche a lei piaceva sentire il suono della sua
voce.
Vuoi qualcosa da bere?
A cosa stavi pensando, un attimo fa?
A niente.
Lui chiuse gli occhi.
Vuoi che ti lavi?
Il vampiro si strinse nelle spalle. Mary and in bagno e torn con una spugna umida e un telo da
doccia. Gli pul il viso e poi, con delicatezza, gir intorno alle fasciature.
Adesso ti tolgo le bende, va bene?
Rhage annu e lei stacc con molta cautela il cerotto dalla pelle. Poi sollev le garze imbottite.
Rabbrivid, sentendo in bocca l'amaro sapore della bile.
Lo avevano flagellato. Era l'unica spiegazione possibile per quei segni.
Oh... Rhage. Le lacrime le annebbiavano la vista, ma le trattenne. Adesso ti cambio le
fasciature. La pelle  ancora troppo... delicata per poterti lavare. Per caso hai...
In bagno. Nell'armadio a parete a destra dello specchio.
In piedi davanti all'armadio, Mary rimase sconcertata dalla scorta di medicinali, e non solo, che
Rhage teneva a portata di mano. Kit chirurgici, gesso per fratture, bende di ogni tipo, cerotti. Prese
quello che pensava potesse servire e torn da lui. Apr alcune confezioni di garze sterili da trenta
centimetri, gliele stese sul petto e sullo stomaco e decise di lasciarle semplicemente l. Non ce l'avrebbe
mai fatta a sollevargli il torace dal materasso per fasciarlo, e fissare le garze con cerotti sarebbe stato
complicato.
Quando appiatt bene le bende nell'angolo inferiore sinistro, Rhage trasal. Ti ho fatto male?
gli chiese guardandolo.
Buffa, come domanda.
Scusa?
Lui apr gli occhi di scatto, lo sguardo duro. Non te ne rendi conto, vero?
Chiaramente no. Di cosa hai bisogno, Rhage?
Ho bisogno che mi parli.
Okay, okay, prima per lasciami finire qui.
Un attimo dopo apr il libro. Lui imprec.
Confusa, lei gli prese la mano. Non capisco cosa vuoi.
Non  poi cos difficile da immaginare. La voce era flebile, ma carica di indignazione.
Cristo, Mary, almeno per una volta non potresti evitare di tagliarmi fuori?
Proprio allora bussarono alla porta. Entrambi si voltarono torvi in quella direzione.
Torno subito disse lei.
Quando apr vide l'uomo con il pizzetto. In equilibrio su una mano teneva un vassoio d'argento
traboccante di cibo.
A proposito, io mi chiamo Vishous.  sveglio?
Ehil, V lo salut Rhage.
Vishous le pass davanti e pos il pranzo sul cassettone. Se solo avesse avuto la sua stazza,
imprec Mary tra s. Gli avrebbe impedito di entrare.
Il tizio si mise a sedere sul bordo del letto. Come va, Hollywood?
Non mi lamento.
Fa un po' meno male?
S.
Quindi stai guarendo bene.
Mai abbastanza in fretta disse Rhage chiudendo gli occhi, esausto.
Vishous lo fiss per un attimo, a labbra serrate. Torno pi tardi, fratello. Okay?
Grazie, amico.
Voltandosi, incroci lo sguardo di Mary. Al momento lei gli stava augurando un assaggio del
dolore che aveva inflitto a Rhage, e sapeva che la sete di vendetta le si leggeva in faccia.
Tipino tosto, eh? mormor Vishous.
Se lui  tuofratello, perch gli hai fatto male?
Mary, no la interruppe Rhage con voce strozzata. Ti ho detto...
Tu non mi hai detto un bel niente! grid lei. Poi chiuse gli occhi, stringendo forte le palpebre.
Non era giusto scagliarsi contro di lui mentre era immobilizzato sulla schiena, con un petto che
sembrava un foglio di carta millimetrata.
Forse dovremmo semplicemente tirare fuori quello che abbiamo sullo stomaco disse Vishous.
Mary incroci le braccia al petto. Bella idea. Perch non mi racconti tutta questa fottutissima
faccenda? Aiutami a capire perch lo avete conciato cos.
Mary, non voglio che... intervenne Rhage.
Allora dimmelo tu. Se non vuoi che odi i tuoi fratelli, spiegami tu com' andata.
Vishous lanci un'occhiata al letto. Rhage doveva avere annuito, perch disse: Lui ha tradito la
confraternita per stare insieme a te. Doveva fare ammenda, se voleva restare con noi e tenerti qui.
Le manc il respiro. Era successo tutto quanto per lei? Per causa sua? Lui aveva accettato di
farsi frustare a sangue per lei...
Allora diciamo che ti protegger io, va bene cos?
Mary non riusciva a capacitarsi. Non capiva assolutamente un sacrificio del genere: il dolore
che Rhage stava patendo per lei, quello che aveva subito per mano di persone che, in teoria, gli
volevano bene.
Non posso... mi sento un tantino stordita. Scusate...
Fece qualche passo indietro sperando di riuscire a barcollare fino al bagno, ma poi vide che
Rhage stava cercando di tirarsi su, quasi volesse seguirla.
No, fermo, Rhage. Torn da lui, si sedette e gli accarezz i capelli. Resta dove sei. Shh...
Tranquillo, grand'uomo.
Quando si fu rilassato un po', Mary guard Vishous. Io non ci capisco niente.
Perch dovresti?
Il vampiro la fissava con i suoi occhi argentei, due abissi terrificanti. Lei si concentr sul
tatuaggio che gli copriva parte della faccia, poi si volt verso Rhage. Gli accarezz i capelli con la
punta delle dita mormorando qualcosa finch non si riaddorment.
Hai sofferto per quello che gli hai fatto? chiese sottovoce, sapendo che Vishous non se n'era
andato. Dimmi che hai sofferto.
Ud un fruscio di stoffa. Quando si gir, vide che Vishous si era tolto la maglietta. Sul petto
muscoloso c'era una ferita recente, un taglio, come se una lama gli fosse affondata nella carne viva.
Abbiamo sofferto tutti da morire.
Bene.
Il vampiro fece un sorriso cupo. Tu ci capisci meglio di quanto pensi. E quel cibo non  solo
per lui, quando ne avr voglia. L'ho portato anche per te.
Gi, be', lei da quelli non voleva proprio niente. Grazie. Vedr di fargli mangiare qualcosa.
Uscendo, Vishous si ferm sulla porta. Gli hai detto del tuo nome?
Lei volt la testa di scatto. Come, scusa?
Rhage. Lo sa?
Le venne la pelle d'oca.  ovvio che lui sa il mio nome.
No, il motivo per cui ti chiami cos. Dovresti dirglielo precis Vishous. Poi si accigli. No,
non l'ho trovato in internet. Come avrei potuto?
Incredibile, era esattamente quello che lei stava per... Leggi nel pensiero?
Quando voglio, e a volte anche quando non ho altra scelta. Detto questo gir sui tacchi,
chiudendo la porta senza fare rumore.
Rhage cerc di rotolare su un fianco e si svegli con un gemito. Mary?
Sono qui rispose lei prendendogli la mano tra le sue.
Che cosa c'? Mentre la guardava, i suoi occhi verde-azzurro erano pi vigili di quanto
fossero mai stati. Per favore, Mary. Almeno per una volta dimmi a cosa stai pensando.
Lei esit. Perch non mi hai lasciata andare? Tutto questo... non sarebbe successo.
Non c' niente che non sarei disposto a sopportare per la tua salvezza, per la tua vita.
Lei scosse la testa. Non capisco come puoi provare dei sentimenti tanto forti per me.
Gi, be', la sai una cosa? disse lui con un sorriso tirato. Dacci un taglio. Basta con questa
storia del capire.
Sempre meglio che affidarsi alla fede sussurr lei facendo scorrere ima mano tra le onde
dorate dei suoi capelli. Adesso rimettiti a dormire, grand'uomo. Devi guarire.
Preferisco guardarti replic lui, ma chiuse gli occhi. Mi piace quando giochi con i miei
capelli.
Allung il collo piegando la testa di lato per permetterle di accarezzarlo meglio.
Anche le sue orecchie erano belle, pens Mary.
Il petto di Rhage si alz e si abbass in un gran sospiro. Dopo un po' Mary si appoggi
all'indietro sulla sedia allungando le gambe e sollevando i piedi su una delle massicce colonne del letto
a baldacchino.
Con l'andare delle ore i fratelli passarono a controllare come stava Rhage, cogliendo l'occasione
per presentarsi. Phury, quello con la grande testa di capelli multicolori, port del sidro caldo, che lei
accett con piacere. Andarono a trovarlo anche Wrath, il tizio con gli occhiali da sole, e Beth, la donna
davanti a cui Mary era svenuta.
Pass Butch, quello che aveva rincorso il pallone nell'atrio, e cos pure Tohrment, con il suo
taglio a spazzola.
Rhage dorm a lungo, ma continuava a svegliarsi ogni volta che cercava di girarsi su un fianco.
Quando cambiava posizione la guardava, quasi a trarre forza dalla sua presenza, e lei gli dava da bere,
gli accarezzava il viso, lo imboccava. Non scambiarono molte parole. Il contatto fisico era sufficiente.
Con le palpebre sempre pi pesanti, Mary aveva abbandonato la testa all'indietro quando sent
bussare piano. Probabilmente Fritz con qualcos'altro da mangiare.
Si sgranch e and ad aprire.
Avanti disse spalancando la porta.
In corridoio c'era il tizio con la faccia sfregiata. Se ne stava l, perfettamente immobile; la luce
illuminava i lineamenti marcati del viso, mettendo in risalto gli occhi infossati, il cranio sotto i capelli
rasati a zero, la cicatrice frastagliata, il duro profilo della mascella. Indossava un dolcevita abbondante
e un paio di pantaloni bassi sui fianchi. Entrambi neri.
Mary si avvicin subito al letto per proteggere Rhage, anche se l'idea di contrastare un gigante
come il vampiro fermo sulla soglia era quantomeno assurda. Nel silenzio che si protraeva, si disse che
probabilmente era passato solo a dare un'occhiata, proprio come gli altri, senza l'intenzione di fargli
ancora del male. Solo che... era tutto teso. Fermo l, a gambe larghe, sembrava pronto a balzare in
avanti da un momento all'altro. Ma la cosa che la lasciava pi perplessa era che non incrociava mai il
suo sguardo e all'apparenza non guardava nemmeno Rhage. I suoi gelidi occhi neri parevano persi nel
vuoto.
Vuoi entrare a vedere come sta? gli chiese alla fine.
Quegli occhi si spostarono su di lei.
Ossidiana, pens Mary. Sembravano di ossidiana. Lucidi. Senza fondo. Senz'anima.
Indietreggi di un passo e afferr la mano di Rhage. Il vampiro sulla soglia sorrise compiaciuto.
Hai un'aria un tantino feroce, laggi, femmina. Pensi sia venuto a torturarlo ancora un po'? La
voce era bassa, monocorde. Sonora, in realt, ma distaccata e impenetrabile. Come gli occhi.
Vuoi fargli del male?
Domanda sciocca.
Perch?
Qualunque cosa risponda non mi crederesti, quindi tanto vale non chiedere.
Nel silenzio che segu, Mary lo scrut con attenzione. A un tratto le balen l'idea che non fosse
soltanto aggressivo. Forse era anche imbarazzato.
Forse.
Baci la mano di Rhage e si impose di allontanarsi. Volevo farmi una doccia. Vuoi sederti qui
vicino a lui mentre sono in bagno?
Lo sfregiato batt le palpebre, sorpreso. Ti sentirai a tuo agio, nuda in quel bagno, con me nei
paraggi?
Non proprio.
Mary si strinse nelle spalle. Fai un po' tu. Se Rhage si dovesse svegliare, comunque, sono
sicura che preferirebbe vedere te piuttosto che stare da solo.
Allora hai deciso di abbassare la guardia?
Entri o te ne vai? Quando lui non rispose, Mary disse: Stanotte dev'essere stato un inferno
per te.
Il vampiro sollev in un ringhio il labbro deturpato. In tutta la mia vita, tu sei l'unica ad aver
pensato che non mi diverte far male alla gente. Cosa sei, il tipo Madre Teresa? Sempre pronta a vedere
il bene nei bestioni che hanno sofferto o altre stronzate del genere?
Non ti sei offerto volontario per farti fare quella cicatrice sulla faccia, giusto? E sono pronta a
scommettere che ce molto di pi sotto quella scorza da duro. Quindi, come ho detto, stanotte dev'essere
stato un inferno.
Il vampiro socchiuse gli occhi fino a ridurli a due fessure, e una folata gelida attravers la
stanza come se avesse soffiato l'aria proprio contro di lei. Attenta, femmina. Il coraggio pu essere
pericoloso.
Mary gli and proprio sotto. Sai una cosa? La storia della doccia  una bugia. Cercavo di
lasciarti un po' di tempo da solo con lui, perch  evidente che sei a disagio, altrimenti non te ne staresti
l fermo sulla porta con un'aria cos dannatamente combattuta. Accetta la mia offerta oppure vattene. In
ogni caso gradirei che non provassi a spaventarmi.
A quel punto non le importava pi se lo sfregiato si metteva a insultarla o si scagliava contro di
lei. D'altra parte, ormai, si reggeva in piedi solo grazie ai nervi e all'euforia che accompagna lo
sfinimento, quindi era probabile che non ragionasse in modo lucido.
Allora, cos'hai deciso? lo incalz.
Il vampiro entr e chiuse la porta; la stanza divenne subito pi fredda. La minaccia che
incarnava era qualcosa di tangibile, e si protese verso di lei, sfiorandola come se avesse le mani.
Quando la serratura scatt con un clic, Mary cominci ad avere paura.
Non ci sto provando disse il vampiro in tono mellifluo.
A fare cosa? fece lei con voce strozzata.
A spaventarti. Tu sei spaventata disse lui sorridendo. Le sue zanne erano molto lunghe, pi
lunghe di quelle di Rhage. Sento l'odore della tua paura, femmina.  come l'odore di vernice fresca,
mi fa prudere il naso.
Mary indietreggi e lui avanz, seguendola passo passo.
Hmm... e mi piace il tuo profumo. Mi  piaciuto subito, dal primo momento che ti ho vista.
Lei si mosse pi in fretta, allungando una mano nella speranza di sentire il letto. Invece fin
contro uno dei pesanti tendaggi alle finestre, rimanendovi impigliata.
Lo sfregiato la strinse in un angolo. Non era muscoloso quanto Rhage, ma non c'erano dubbi
che fosse letale. I suoi occhi gelidi le dicevano tutto quello che c'era da sapere sulla sua maestria
nell'uccidere.
Con un'imprecazione Mary chin il capo e si arrese. Non avrebbe potuto fare niente se lui
avesse deciso di farle del male, e nemmeno Rhage, nello stato in cui si trovava. Accidenti, detestava
sentirsi impotente. Ma a volte era cos che ti riduceva la vita.
Il vampiro inspir a fondo e poi esal l'aria in un lungo sospiro.
Fatti la doccia, femmina. Non avevo nessuna voglia di fargli male, qualche ora fa, e adesso
nulla  cambiato. E non mi interessa giocare con te. Se ti succedesse qualcosa, lui soffrirebbe molto pi
di quanto stia soffrendo ora.
Detto questo si volt e Mary si afflosci su se stessa.
Come ti chiami? mormor.
Lui inarc un sopracciglio prima di riportare lo sguardo sul fratello. Io sono quello cattivo, nel
caso tu non l'abbia capito.
Volevo sapere il tuo nome, non la tua vocazione.
Essere una carogna  pi una compulsione, in realt. E il mio nome  Zsadist. Mi chiamo
Zsadist.
Be'... piacere di conoscerti, Zsadist.
Gentile replic lui in tono beffardo.
E va bene, allora mettiamola cos: grazie per non avere ucciso lui o me, poco fa. Sono
abbastanza schietta per i tuoi gusti?
Zsadist le lanci un'occhiata da sopra la spalla, le palpebre come tendine che lasciavano filtrare
solo due sottili lame di notte gelida. Con quei capelli rapati a zero e quella cicatrice era la
personificazione stessa della violenza: aggressivit e dolore antropomorfizzati. Ma mentre la guardava
alla luce delle candele, il suo volto eman un barlume di calore. Cos impercettibile che Mary non
riusciva a capire da dove le derivasse la certezza di averlo avvertito.
Tu sussurr lui sei straordinaria. Prima che lei potesse dire qualcosa, Zsadist alz la mano.
Vai via. Subito. Lasciami solo con mio fratello.
Senza aggiungere altro, Mary and in bagno. Rimase sotto la doccia finch i polpastrelli si
coprirono di grinze e il vapore nell'aria s'infitt come un banco di nebbia. Si rivest, poi senza fare
rumore apr la porta che dava sulla camera.
Zsadist era seduto sul letto con le spalle curve e le braccia strette intorno alla vita. Chino sopra
il corpo addormentato di Rhage, era vicinissimo a lui, fin quasi a sfiorarlo, e si dondolava avanti e
indietro mentre nell'aria aleggiava una flebile cantilena ritmata.
Il vampiro stava cantando una specie di inno sacro; la voce si alzava e si abbassava, passando
da un'ottava all'altra, levandosi sui toni pi acuti per poi calare su quelli pi gravi. Bella. Bellissima. E
Rhage, rilassato, riposava sereno.
Mary attravers in fretta la stanza e usc in corridoio, lasciando i due fratelli da soli.
CAPITOLO 31
Rhage si svegli il pomeriggio del giorno dopo. La prima cosa che fece fu allungare la mano
alla cieca in cerca di Mary, ma si ferm. Non poteva rischiare di far divampare il fuoco del desiderio.
Non era abbastanza in forze per contrastarlo.
Apr gli occhi e gir la testa. Lei era l, accanto a lui, addormentata a pancia in gi.
Ancora una volta si era presa cura di lui nel momento del bisogno. Era stata risoluta. Forte.
Pronta a tenere testa ai fratelli.
Aveva il cuore gonfio d'amore per quella donna, al punto di non riuscire a respirare.
Appoggi una mano sul petto e sent le bende che gli aveva messo Mary. Muovendosi con
cautela, le tolse una dopo l'altra. Le ferite avevano un bell'aspetto. Si erano rimarginate e non gli
facevano pi male. Ancora ventiquattr'ore e non sarebbero state altro che striature rosate, e in un paio
di giorni sarebbero sparite.
Pens a tutto lo stress che il suo fisico aveva subito di recente. La metamorfosi nella bestia. Le
crisi dovute a Mary. L'esposizione al sole. Le frustate. Presto avrebbe dovuto nutrirsi con il sangue di
una femmina e voleva farlo prima di sentire i morsi della fame.
Era molto scrupoloso, in questo. Quasi tutti i fratelli resistevano alla fame il pi a lungo
possibile perch volevano evitare il fastidio di un gesto tanto intimo. Lui no, lui era pi saggio: l'ultima
cosa di cui aveva bisogno era che la bestia si risvegliasse assetata di sangue...
Un momento!
Inspir a fondo. Sorprendentemente, dentro di lui c'era il vuoto pi assoluto. Niente vibrazioni
sottopelle. Niente prurito. Niente smanie. Malgrado fosse sdraiato vicino a Mary.
Nel suo corpo c'era... soltanto lui. Lui e basta. La maledizione della Vergine Scriba era sparita.
Ma certo, pens. La Vergine Scriba lo aveva liberato temporaneamente per permettergli di
superare il rytho senza trasformarsi nella bestia. E adesso, com'era ovvio, gli stava concedendo un po'
di respiro per consentirgli di guarire. Si chiese per quanto tempo sarebbe durata quella sorta di tregua.
Espir lentamente dal naso, riappropriandosi a poco a poco del proprio corpo, crogiolandosi
nella perfezione di quella pace, di quel silenzio paradisiaco. Di quell'assenza incredibile, straordinaria.
Era passato un secolo, dall'ultima volta.
Gli veniva voglia di piangere.
Gli altri sapevano quanto erano fortunati ad avere momenti cos? Momenti di quiete assordante?
Prima della maledizione lui non li aveva saputi apprezzare, non si era nemmeno accorto che
esistessero. Diamine, se mai ne aveva vissuto uno, probabilmente si era limitato a rotolare sulla schiena
rimettendosi a dormire.
Come ti senti? Posso portarti qualcosa? chiese Mary
Nel sentire la sua voce, Rhage si prepar a un'esplosione di energia. Invece niente. Solo una
piacevole sensazione di calore al petto. L'amore, finalmente libero dal caos della maledizione.
Si sfreg la faccia e la guard. L'intensit dell'adorazione che provava per lei, nel silenzio delle
tenebre, lo spaventava.
Ho bisogno di stare con te, Mary. Subito. Devo stare dentro di te.
Allora baciami.
La tir verso di s. Mary aveva addosso solo una maglietta e lui fece scivolare le mani sotto il
cotone, abbracciandola. Era gi duro per lei, pronto a possederla. E ora, senza pi niente contro cui
lottare, accarezzarla era un piacere sopraffino.
Ho bisogno di fare l'amore con te disse, gettando coperte e lenzuola gi dal letto. Voleva
vederla tutta, toccare ogni centimetro della sua pelle.
Le sfil la maglietta e, con la forza del pensiero, accese le candele nella stanza. In quella luce
dorata lei apparve fulgida, la testa voltata di lato per poterlo guardare con i suoi occhi grigi. I seni, gi
turgidi, risaltavano candidi sotto i capezzoli rosei. Il ventre era piatto, anche troppo, pens Rhage
preoccupato. Ma i fianchi erano perfetti, e anche le gambe, lunghe e snelle.
E il triangolo sotto l'ombelico, quel nido dolcissimo...
La mia Mary sussurr, pensando ai suoi punti pi segreti.
Quando si mise a cavallo delle sue gambe, il lungo membro si protese in avanti con fiera
prepotenza. Senza dargli il tempo di sdraiarsi sopra di lei, Mary lo prese tra le mani e lui trasal, sudato.
Guardandola mentre lo toccava si lasci andare, dando libero sfogo alla purezza del proprio desiderio, a
quell'estasi incontaminata.
Quando lei si rizz a sedere, Rhage non cap che intenzioni avesse. Mary?
Lei schiuse le labbra e lo prese in bocca.
Con un ansito, lui cadde all'indietro sulle braccia. Oh, mio... Dio.
Con tutte le altre femmine che aveva avuto dopo la maledizione si era sempre rifiutato di avere
rapporti orali. Non aveva mai voluto. Gi non gli piaceva che lo toccassero sopra la vita, figuriamoci
sotto.
Ma quella era Mary.
Il risucchio delle sue labbra, il tepore della bocca, ma soprattutto la consapevolezza che era lei
lo lasci privo di forze, indifeso. Gli occhi fissi su di lui, Mary lo guardava annegare nel piacere.
Quando croll all'indietro sul materasso, strisci un po' pi su, sulle sue cosce. Rhage le prese la testa
tra le mani, inarcandosi dentro la sua bocca mentre lei trovava il ritmo giusto.
Appena prima di toccare il culmine del piacere, la ferm.
Aspetta disse attirandola sopra lo stomaco e il petto e facendola rotolare sulla schiena.
Voglio venire dentro di te.
Baciandola, le mise una mano sul collo, poi la fece scivolare verso il basso, sopra il cuore.
Batteva veloce. Si chin a premere le labbra sullo sterno prima di spostarsi sul seno. Prese a succhiarla
infilandole un braccio sotto le scapole per sollevarla pi vicino alla bocca.
Dal fondo della gola di lei si lev un suono, un ansito soffocato che lo indusse ad alzare la testa
per guardarla in faccia. Mary aveva gli occhi chiusi, i denti serrati. Un bacio dopo l'altro lui si fece
strada verso il suo ombelico, dove indugi a leccarla prima di concentrarsi sul fianco. La fece sdraiare a
pancia in gi, le apr le gambe e strinse la vulva nel palmo. L'umore vellutato che gli bagn la mano lo
fece tremare mentre le baciava il fianco e il fondo della schiena.
Infilando un dito dentro di lei, scopr le zanne e le fece scorrere lungo la sua spina dorsale.
Mary mugol, inarcandosi per sentire meglio i suoi denti.
All'altezza della spalla lui si ferm. Le scost i capelli con delicatezza e gemette ammirando il
suo collo.
Sentendola tesa sussurr: Non avere paura, Mary. Non ti far male.
Non ho paura disse lei dimenando i fianchi e stringendo la mano di lui nella morsa del suo
sesso umido e infuocato.
Rhage era al limite dell'eccitazione. Soffi come un gatto, ansimando, ma si tranquillizz
subito. Non c'erano vibrazioni, nessun dannatissimo ronzio. Soltanto loro due. Insieme. Che facevano
l'amore.
Anche se in effetti lui bramava qualcos'altro.
Perdonami, Mary.
Per cosa?
Ho voglia di... bere il tuo sangue le bisbigli all'orecchio.
Lei rabbrivid. Ma lui sent un fiotto caldo nel punto in cui l'aveva penetrata, e cap che erano
brividi di piacere.
Vuoi proprio... farlo? disse Mary.
Dio mio, s rispose lui. Chiuse la bocca sulla sua gola e succhi la pelle, divorato dal
desiderio di spingersi pi in l. Mi piacerebbe tanto attaccarmi alla tua vena.
Me lo sono chiesta, come dev'essere. La voce di lei era calda, sensuale. Glielo avrebbe
lasciato fare? Fa male?
Soltanto un po', all'inizio, ma poi  come... il sesso. Sentiresti il mio piacere mentre ti prendo
dentro di me. E io starei molto attento. Sarei delicatissimo.
Lo so.
Sopraffatto, Rhage sfoder le zanne.
Gi immaginava di affondargliele nel collo. Di succhiarla. Di inghiottire il suo sangue.
Immaginava il suo sapore. Poi ci sarebbe stato un momento di comunione suprema, con lei che gli
faceva la stessa cosa. L'avrebbe sfamata a dovere, lasciandola bere a saziet...
Un momento, lei che mi fa la stessa cosa?
Rhage si ritrasse di scatto. Ma cosa diavolo gli saltava in mente? Lei era un'umana, per l'amor
del cielo, non si nutriva di sangue.
Poggi la fronte sulla sua spalla. E si ricord che non solo era umana, ma anche ammalata. Si
pass la lingua sulle labbra, cercando di persuadere le zanne a ritrarsi.
Rhage? Stai per... s, insomma, hai capito.
Penso sia meglio non farlo.  pi sicuro.
Ma non sono spaventata, davvero.
Oh, Mary, lo so. Tu non hai paura di niente. Il suo coraggio era uno dei motivi per cui si era
legato a lei. Per preferisco amare il tuo corpo piuttosto che sottrargli qualcosa che non pu
permettersi di darmi.
Con gesti fulminei si sollev sopra di lei, le tir i fianchi gi dal materasso e la prese da dietro,
spingendosi in fondo. Il fuoco divamp dentro di lui quando Mary si inarc sotto quell'invasione; le
fece scorrere un braccio tra i seni, reggendosi al suo busto, mentre con la mano le voltava il mento per
baciarla.
Sent in bocca il suo respiro caldo e affannoso quando cominci a uscire lentamente da lei. La
spinta con cui la penetr di nuovo strapp un gemito a entrambi. Era cos incredibilmente chiusa, lo
stringeva come in una morsa. Dopo un altro paio di spinte misurate il movimento dei fianchi prese il
sopravvento, finch lui non riusc pi a mantenere il contatto con le sue labbra. Adesso pompava con
impeto dentro di lei, aggrappato alla sua vita.
Mary croll sul letto e gir la faccia di lato. Aveva le labbra semiaperte, gli occhi chiusi. Lui la
lasci andare puntellandosi con i pugni sul materasso, all'altezza delle sue spalle. Era cos piccola sotto
di lui, ma lo prese tutto, ancora e ancora, finch Rhage si smarr completamente.
Poi, all'improvviso, sent una meravigliosa fitta alla mano. Guard in gi e vide che Mary aveva
chiuso le labbra alla base del suo pollice e lo stava mordendo.
Di pi, Mary disse con voce strozzata. S. Mordimi forte.
La leggera fitta di dolore che avvert quando lei gli affond i denti nella carne fece schizzare
alle stelle il suo piacere, proiettandolo sull'orlo dell'orgasmo.
Ma non voleva che fosse gi finita.
Usc da lei e in fretta la volt. Atterrando sulla schiena, Mary allarg le gambe senza volerlo. E
nel vederla cos, esposta, bagnata, turgida per lui, fu sul punto di venire sulle sue cosce. Chin il capo e
la baci dove poco prima l'aveva penetrata, cogliendo anche un pizzico del proprio sapore, un pizzico
dell'odore con cui la stava marchiando.
Mary venne con un urlo selvaggio. E prima che il suo cuore rallentasse, lui le mont sopra con
un balzo affondando di nuovo dentro di lei.
Lei grid il suo nome, graffiandogli la schiena.
Lui si lasci andare, guardandola negli occhi spalancati e velati di piacere. Senza pi niente a
trattenerlo, venne pi e pi volte, pompando il suo seme in lei. L'orgasmo non accennava a esaurirsi e
lui cavalc di slancio quelle ondate di piacere che minacciavano di sommergerlo. L'estasi sembrava
non finire, e non c'era modo di fermarla.
Non che lui volesse farlo, se anche avesse potuto.
Mary si tenne avvinghiata a Rhage mentre lui veniva scosso dall'ennesimo fremito, il corpo
contratto, il fiato che gli usciva di bocca tutto in una volta. Lo sent trasalire con un grugnito ed
eiaculare di nuovo dentro di lei.
Era un'intimit sconvolgente: lei cos calma e lui nelle spire di una specie di orgasmo multiplo.
Concentratissima, malgrado la passione, sentiva il suo corpo fin nei minimi particolari e in ogni sua
poderosa spinta. Sapeva esattamente quando stava per venire un'altra volta. Succedeva anche in quel
momento, lui che tratteneva il respiro, i pettorali e le spalle che si irrigidivano insieme ai fianchi mentre
si sollevava sopra di lei.
Questa volta Rhage alz la testa, le labbra tirate, le zanne scoperte, gli occhi stretti con forza. Il
corpo si contrasse, poi la inond con il suo seme.
Apr gli occhi. Erano vitrei.
Scusami, Mary. Sopraffatto dall'ennesimo spasmo, fece del suo meglio per superarlo
parlando. Mai... successo... prima d'ora. Non riesco a... fermarmi. Maledizione.
Poi emise un verso gutturale, a met tra le scuse e l'estasi.
Mary gli sorrise lasciando correre le mani sulla sua schiena liscia, sentendo i muscoli che si
contraevano mentre spingeva un'altra volta l'inguine contro di lei. Era sazia, fradicia in mezzo alle
gambe e deliziosamente accaldata. L'aria era satura di quell'effluvio meraviglioso, il marchio del
vincolo che li legava, una fragranza penetrante che la avvolgeva.
Rhage si sollev sulle braccia, quasi volesse uscire da lei.
Dove credi di andare? disse Mary cingendogli la vita con le gambe.
Ti sto... schiacciando mormor lui, inspirando con un sibilo.
Io sto benissimo.
Oh, Mary... io... Si inarc di nuovo, petto in avanti, testa reclinata all'indietro, il collo teso e
le spalle gonfie di muscoli. Dio, quant'era bello.
Poi di colpo si accasci, crollando senza pi forze sopra di lei. Era pesantissimo, rischiava di
soffocarla. Per fortuna rotol via tenendola stretta fra le braccia. Il cuore gli martellava nel petto e lei
rimase ad ascoltare quel rombo di tuono rallentare a poco a poco.
Ti ho fatto male? le chiese aspro.
Per niente.
La baci e usc da lei, barcollando fino al bagno. Torn con un asciugamano che le pass con
delicatezza in mezzo alle gambe.
Vuoi che vada ad aprire la doccia? domand. Io, ehm, ho combinato un bel pasticcio, sei
tutta sporca.
Non fa niente. E, no, voglio restare sdraiata qui.
Non riesco a spiegarmi perch  successo disse lui accigliandosi. Poi raccolse coperte e
lenzuola dal pavimento, per coprirsi insieme a lei. Anche se... be', forse invece lo so.
Qualunque sia il motivo, sei incredibile dichiar Mary premendogli le labbra sul mento.
Assolutamente incredibile.
Rimasero sdraiati in silenzio per un po'.
Senti, Mary, ultimamente il mio corpo ne ha passate parecchie.
Questo  poco ma sicuro.
Presto avr bisogno di... prendermi cura di me stesso.
C'era qualcosa di strano, nel tono della sua voce, e Mary lo guard. Rhage fissava il soffitto.
Si sent gelare. Sarebbe a dire?
Avr bisogno di nutrirmi. Bere il sangue. Di una femmina. Della mia specie.
Oh. Mary ripens alla sensazione che aveva provato quando le aveva fatto scorrere le zanne
su per la spina dorsale. E ricord il brivido di anticipazione che l'aveva trafitta quando le aveva sfregato
il naso sul collo. Echi della notte che Rhage aveva trascorso fuori la riportarono bruscamente al
presente. Non poteva passarci un'altra volta. Aspettare li da sola, nel suo letto, sapendo che lui era con
un'altra.
Lui le prese le mani. Mary, devo nutrirmi al pi presto per non perdere il controllo. E voglio
averti al mio fianco, quando lo far. Se per te  troppo difficile stare a guardare, almeno potrai rimanere
nella stessa stanza. Non voglio che tu ti faccia idee strane su quello che succede tra me e quella
femmina.
Da chi... Mary si schiar la gola ... berrai?
Ci ho pensato bene. Non voglio nessuna di quelle che ho posseduto.
E questo avrebbe ristretto il numero a quante? Cinque donne? Forse sei?
Scroll la testa, dandosi della stronza.
Mi rivolger a una delle Elette.
Ti prego, dimmi che sono delle vecchie streghe senza denti, pens Mary. Chi sarebbero?
Essenzialmente sono femmine al servizio della Vergine Scriba, la nostra divinit, ma per un
certo periodo hanno nutrito con il loro sangue i membri della confraternita che non avevano una
compagna. In epoca moderna non le abbiamo pi utilizzate a questo scopo, ma ho intenzione di
contattarle per vedere se si pu combinare qualcosa.
Quando?
Il prima possibile. Forse domani stesso.
Per allora me ne sar gi andata. Rhage si rabbui, lei per non gli lasci il tempo di parlare.
Devo andare via.
Nemmeno per sogno.
Cerca di essere realistico, Rhage. Ti aspetti davvero che resti qui con te per sempre?
 quello che voglio. Quindi s.
Ma non ti  mai passato per la mente che forse mi manca la mia casa, mi mancano le mie cose,
il mio...
Far portare qui tutto.
Mary scosse la testa. Ho bisogno di andare a casa mia.
Casa tua non  sicura.
Allora ci toccher renderla sicura. Far installare un allarme, imparer a sparare, non so, ma
devo assolutamente tornare alla mia vita.
Lui chiuse gli occhi.
Rhage, guardami.Guardami ripet stringendogli la mano con forza. Ho delle cose da fare.
Nel mio mondo.
Lui serr le labbra fino a ridurle a una fessura. Posso chiedere a Vishous di installare un
sistema di sicurezza?
S.
E nel frattempo verrai a stare qui con me per qualche giorno.
Mary inspir a fondo. E se dico di no?
Allora verr io da te.
Non penso...
Te l'ho gi detto una volta: smettila di pensare.
Pos le labbra sulle sue, ma prima che le infilasse la lingua in bocca, privandola della capacit
di utilizzare la logica, lei lo respinse.
Rhage, sai benissimo che cos non andremo da nessuna parte. Questo... qualunque cosa ci sia
tra noi non ci porter da nessuna parte.  impossibile.
Lui rotol sulla schiena, un braccio dietro la testa. Quando serr la mascella, i tendini del collo
si gonfiarono.
Mary detestava quella situazione, ma era meglio tirare fuori tutto quanto. Apprezzo molto
quello che hai fatto per me. Il sacrificio per mettermi al sicuro...
Perch te la sei presa tanto, la notte che sono uscito?
Come, scusa?
Perch ti ha dato fastidio che andassi con un'altra? O era solo perch ti andava di fare un po' di
sesso sfrenato e avevi bisogno di nasconderti dietro una scusa qualsiasi? Si volt verso di lei.
L'azzurro dei suoi occhi brillava come una luce al neon, quasi troppo per riuscire a guardarlo. Senti, la
prossima volta che ti viene voglia di una bella scopata non hai che da chiedere. Ci penso io.
Oh, Dio. Tutta quella rabbia, pens Mary, non era questo che aveva in mente. Rhage...
Sai, ci sono proprio cascato. Mi era piaciuta quella stronzata della femmina dominatrice che
hai tirato fuori a un certo punto. Anche il lato sadico mi era piaciuto. Assaporare il mio sangue sulla tua
bocca dopo che mi avevi morso il labbro... Eccitante da morire.
Il tono gelido della sua voce era spaventoso. I suoi occhi duri, fiammeggianti, erano anche
peggio.
Mi dispiace disse Mary. Ma...
In effetti, al solo pensiero mi sta gi venendo duro. Sorprendente, non trovi? Visto e
considerato come ho passato gli ultimi venti minuti.
Di preciso, cosa pensi che abbia in serbo il futuro per noi due?
Tanto non lo sapremo mai, giusto? Per tu non ti muovi da qui fino a quando fa buio, okay? Se
non altro perch devo accompagnarti a casa. Quindi fammi un po' vedere se riesco ad andare di nuovo
su di giri. Sai, non vorrei farti sprecare del tempo prezioso, non sia mai. Infil le mani sotto le coperte.
Caspita, lo sai che sei brava? Sono duro come una mazza da baseball.
Lo sai come saranno i prossimi sei mesi, per me?
No, e non lo sapr mai, ti pare? Quindi cosa ne dici di fare ancora un po' di sesso? Dato che 
l'unica cosa che vuoi da me, e visto che sono abbastanza patetico da accettarti sempre e comunque,
forse farei meglio a prendere la palla al balzo.
Rhage! grid lei, cercando di catturare la sua attenzione.
Mary! le rifece il verso lui, beffardo. Scusa, parlo troppo? Preferisci che faccia qualcos'altro
con la bocca, giusto? Vuoi sentirla sulla tua? No, anzi, sui seni. No, aspetta, pi in basso. S, pi in
basso ti piace, vero? E io so esattamente come farti godere.
Lei si prese la testa tra le mani. Non voglio lasciarti cos. Litigando.
Ma non servir comunque a farti cambiare idea, giusto? No che non servir, tu sei troppo forte,
tu sei Mary la superdonna. No, adesso tu te ne tornerai nel tuo mondo...
Per stare male, Rhage! Ti lascio per andare a stare male, va bene? Domani vado daldottore.
Non c' nessuna megafesta che mi aspetta, quando arriver a casa.
Lui la guard. Mi trovi troppo indegno per assisterti?
Scusa?
Non vuoi che ti assista nella malattia?
Mary pens a quanto era stato difficile, per lei, vederlo soffrire.
Perch dovesti fare una cosa del genere? disse con un filo di voce.
Rhage rimase a bocca aperta, come se lei lo avesse schiaffeggiato.
Poi balz gi dal letto. Okay, vaffanculo, Mary.
Si mise addosso un paio di pantaloni di pelle e tir fuori una maglietta dal cassettone.
Prepara i bagagli, dolcezza. Non sarai pi costretta a sopportare questo cane randagio disse
infilando le braccia nelle maniche della maglietta. Chieder a V di cablare al pi presto casa tua. Non
dovrebbe metterci molto, e finch non avr finito potrai dormire da qualche altra parte. Uno dei doggen
ti accompagner nella tua nuova stanza.
Lei salt gi dal materasso, ma prima che potesse raggiungerlo, Rhage la fulmin con
un'occhiata feroce.
Sai, Mary, in fondo me lo merito. Sul serio. Ho fatto anch'io la stessa cosa tante di quelle
volte. Me ne sono andato fregandomene altamente. Apr la porta. Anche se le femmine che mi sono
scopato sono state fortunate. Loro almeno non si ricorderanno di me. Dio, non so cosa darei per poterti
dimenticare subito, in questo preciso momento, senza scherzi.
Usc senza sbattere la porta. Fece solo attenzione a chiuderla bene.
CAPITOLO 32
O si chin sopra il civile e strinse ancora un po la morsa. Aveva catturato il vampiro nel vicolo
dietro Screamer's, un locale gi in citt, e fino a quel momento il centro di persuasione appena costruito
funzionava benissimo. Stava anche facendo progressi con il prigioniero. Era saltato fuori che il tipo
aveva un rapporto, seppur marginale, con la confraternita.
In circostanze normali O avrebbe dovuto avercelo duro, almeno per quanto era nelle possibilit
di un lesser. Invece la tremarella e gli occhi vitrei del vampiro lo facevano ripensare al suo incontro
con l'Omega. Rivedeva se stesso sotto quel corpo pesantissimo. Impotente. Fuori controllo. Dolorante.
ricordi gli ostruirono i polmoni con una paura vischiosa come fanghiglia, finch fu costretto a
distogliere lo sguardo. Quando il vampiro mugol di dolore, O si sent una checca.
Cristo, doveva darsi una calmata.
Si schiar la gola. Inspir a fatica. E, uhm... hai detto che tua sorella conosce i membri della
confraternita. Ma fino a che punto li conosce?
Lei... fa sesso... con loro.
Dove?
Non lo so.
Dovrai fare meglio di cos disse O aumentando ancora un po' la stretta.
Il civile lanci un urlo e si guard intorno, atterrito, nella penombra del centro. Era sul punto di
svenire di nuovo, quindi O allent la morsa.
Dov' che li incontra?
Caith bazzica un po' tutti i bar disse il vampiro, tossendo debolmente. Zero Sum.
Screamer's. L'altra sera  andata al One Eye.
Al One Eye? Strano. Quello era un locale fuori mano, imboscato a casa del diavolo.
Adesso posso andare, per favore? I miei genitori saranno...
Sono sicuro che sono preoccupati. E fanno bene lo interruppe O scuotendo la testa. Per non
posso lasciarti andare. Non ancora.
N ora n mai, in effetti, ma questo non era il caso di dirglielo.
Strinse di nuovo la morsa. Allora, come hai detto che si chiama tua sorella?
Caith.
E quale dei fratelli si scopa?
Di sicuro... quello con il pizzetto, Vishous. A lei piace il guerriero biondo... ma lui non se la
fila per niente.
Il fratello biondo? Quello con la bestia? Quand' stata l'ultima volta che tua sorella ha visto il
biondo?
Dalla bocca del vampiro usc una cascata di suoni inarticolati.
Cos'hai detto? Non ho sentito.
Il vampiro si sforz di parlare, ma tutt'a un tratto fu scosso da un fremito violento e spalanc la
bocca come se stesse soffocando.
Oh, andiamo bofonchi O. Non fa poi cos male.
Merda, la morsa era roba da asilo infantile, non erano neanche lontanamente vicini a qualcosa
di letale. Eppure dieci minuti dopo il vampiro era morto stecchito e O, in piedi vicino al cadavere, si
domandava cosa diavolo fosse successo.
La porta del centro di persuasione si apr e U entr con passo deciso. Come va, stanotte?
Il civile ha tirato le cuoia, ma che sia dannato se ho capito il perch. Avevo appena
cominciato.
O liber la morsa dalla mano del vampiro e la gett nell'angolo con gli altri attrezzi. Guardando
il corpo senza vita sul tavolo, fu assalito all'improvviso da una nausea spaventosa.
Se gli hai spezzato un osso, forse  partito un embolo.
Eh? Ah, s. Per, aspetta, da un dito? Da un osso della coscia potrei anche capirlo, ma mi stavo
lavorando la mano.
Non ha importanza da dove parte. Si resta secchi comunque. Se arriva ai polmoni e si ferma l,
 finita.
Non riusciva a respirare.
Allora dev'essere andata cos.
Pessimo tempismo, oltretutto. Sua sorella se la fa con i guerrieri, ma non sono riuscito a
cavargli fuori granch.
Indirizzo di casa?
No. L'idiota si era fatto fregare il portafogli poco prima che lo trovassi io. Era sbronzo e lo
hanno aggredito e derubato in un vicolo. Ha fatto il nome di qualche locale, in compenso, i soliti club
gi in centro, ma anche quel bar fuori mano, il One Eye.
U si accigli mentre tirava fuori la pistola per controllare la camera di scoppio. Sei sicuro che
non parlasse a vanvera, tanto per farti smettere? Il One Eye non  distante da qui, e quei bastardi dei
fratelli stanno in citt, giusto? Voglio dire,  l che li abbiamo trovati.
 l che si sono fatti trovare. Dio solo sa dove vivono. O scroll la testa guardando il
cadavere. Maledizione, ha detto qualcosa appena prima di crepare, ma non ci ho capito niente.
Quella loro lingua  incomprensibile. Ci farebbe comodo un traduttore.
Gi.
U si guard intorno. Allora, come va questo posto, secondo te? Funziona?
E chi se ne frega, pens O.
 perfetto disse invece. Il civile l'ho tenuto per un po' in una delle buche in attesa che
riprendesse i sensi. Il sistema per imbrigliare i prigionieri funziona alla grande. Spost il braccio del
vampiro sopra il suo petto e batt con la mano sulla lastra di acciaio inossidabile su cui era steso il
corpo. E questo tavolo  una vera manna dal cielo. I canalini di drenaggio, le cinghie.
Ero sicuro che ti sarebbe piaciuto. L'ho rubato in un obitorio.
Geniale.
U and all'armadio ignifugo in cui custodivano le munizioni. Ti dispiace se prendo qualche
cartuccia?
Sono l apposta.
U tir fuori una scatola di cartone grande quanto il palmo di una mano con sopra la scritta
REMINGTON. Mentre riempiva il caricatore disse: Allora, ho sentito che Mr X ti ha nominato
responsabile di questo posto.
Mi ha dato la chiave, s.
Bene. Lo manderai avanti come si deve.
Naturalmente c'era stata una condizione, in cambio di quel privilegio. Mr X aveva preteso che
O traslocasse l, al centro di persuasione, ma in fondo era pi che logico. Se volevano tenere in vita i
prigionieri anche per pi giorni, qualcuno doveva pur sorvegliarli.
O si appoggi al tavolo. Mr X sta per annunciare una riorganizzazione delle squadre principali.
All'interno di ogni squadra dovremo sceglierci un partner e lavorare a coppie, e io ho il diritto di
scegliere per primo. Voglio te.
U sorrise chiudendo la scatola delle munizioni. Ero un cacciatore di animali da pelliccia, su in
Canada, lo sapevi? Negli anni Venti dell'Ottocento. Mi piace lavorare sul campo. Andare a caccia.
O annu pensando che, se non fosse stato cos demotivato, lui e U avrebbero formato una coppia
favolosa.
Allora  vero quello che si dice in giro di te e di X? chiese U.
Cio?
Che di recente hai incontrato l'Omega? O ebbe un attimo di smarrimento nel sentire quel
nome; U se ne accorse, ma grazie al cielo equivoc la sua reazione. Cazzarola, allora lo hai visto
davvero. Stai per diventare il vicecomandante di X?  l che ci porter tutto questo?
O deglut. Il senso di nausea aumentava. Devi chiederlo al sensei.
S, certo. Lo far senz'altro. Non capisco perch fai tanto il misterioso, per.
Visto che O non ne sapeva pi degli altri lesser, non aveva altra scelta.
Ges. Solo qualche settimana prima la prospettiva di diventare Fore-lesser in seconda lo
avrebbe reso euforico.
U si avvi verso la porta. Allora, quando e dove ti servo?
Qui. Subito.
Che cos'hai in mente?
Torniamo in centro. Volevo convocare gli altri per una lezione, stasera, ma devo aver perso il
mio manuale.
U pieg la testa di lato. Andiamo in biblioteca, allora. E prendiamone un altro.
Rhage sperava con tutto il cuore di trovare una valvola di sfogo mentre batteva come un
predatore i vicoli intorno ai bar del centro. Sotto la pioggia gelida era nervoso da far schifo, la rabbia e
lo strazio gli ribollivano dentro. Vishous aveva rinunciato a parlargli gi due ore prima.
Quando sbucarono di nuovo su Trade Street, i due vampiri si fermarono vicino all'ingresso di
Screamer's. Una folla impaziente e infreddolita aspettava di entrare nel club, e confusi in mezzo agli
umani c'erano quattro civili.
Allora, per l'ultima volta, Hollywood disse V accendendosi una sigaretta rollata a mano e
sistemandosi il berrettino dei Sox. Cos' tutto questo silenzio? Non starai ancora soffrendo per ieri
notte, no?
Nooo, sto benone.
Rhage strizz gli occhi, scrutando un angolo buio del vicolo.
S, col cazzo che stava bene. La visione notturna era andata a farsi benedire: per quanto battesse
le palpebre, la vista era sballata. E nemmeno le orecchie funzionavano a dovere. Normalmente sentiva
fino a quasi due chilometri di distanza, adesso invece doveva concentrarsi anche solo per origliare le
chiacchiere della gente in coda.
Era turbato per quello che era successo con Mary, certo. Essere scaricato dalla femmina amata
fa questo effetto a un maschio. Ma i cambiamenti che aveva subito alla vista e all'udito erano
fisiologici, non c'entravano niente con quelle stronzate emotive da bambocci piagnucolosi.
Rhage sapeva qual era il problema: la bestia non era l con lui.
Avrebbe dovuto viverlo come un sollievo. Sbarazzarsi di quella dannata creatura, anche se solo
in via temporanea, era una benedizione. Peccato che, evidentemente, lui aveva finito per fare
affidamento sull'istinto impareggiabile di quel mostro. Dio, l'idea di avere una sorta di rapporto
simbiotico con la sua maledizione era una scoperta sconvolgente, cos come la vulnerabilit dovuta alla
sua assenza. Non che Rhage dubitasse della propria bravura nei corpo a corpo o della propria abilit nel
maneggiare il pugnale. Piuttosto, la bestia gli forniva informazioni sull'ambiente circostante sulle quali
ormai era abituato a fare affidamento. Senza contare che quel mostro era un formidabile asso nella
manica. Se tutto il resto falliva, ci pensava la bestia a fare scempio dei nemici.
Guarda un po' chi arriva disse V accennando con il capo alla sua destra.
Un paio di lesser stavano risalendo Trade Street, i capelli bianchi che risplendevano alla luce
dei fari di un'auto di passaggio. Come burattini legati allo stesso filo, voltarono all'unisono la testa
verso Rhage e Vishous. I due rallentarono. Si fermarono.
V lasci cadere la sigaretta, schiacciandola con lo stivale. Troppi fottuti testimoni per dare
battaglia.
Anche i membri della Societ erano dello stesso parere e non accennarono ad attaccare. In
quella situazione di stallo prevalse la bizzarra etichetta in vigore nella guerra tra la confraternita e i
lesser. La discrezione nei rapporti con l'Homo sapiens era decisiva per salvaguardare la segretezza di
entrambe le parti. L'ultima cosa di cui gli uni e gli altri avevano bisogno era scontrarsi davanti a una
folla di testimoni.
Mentre i fratelli e i lesser si guardavano in cagnesco, gli umani in mezzo a loro non avevano
idea di quello che stava succedendo. I civili in coda per entrare, per, lo sapevano eccome e
cominciarono ad agitarsi, intenzionati a scappare. Rhage li blocc con un'occhiataccia, scuotendo
lentamente la testa. Il posto pi sicuro per quei ragazzi era un luogo pubblico, e lui si augur vivamente
che avessero recepito il messaggio.
Invece i quattro civili se la diedero a gambe.
I lesser sorrisero, maledetti. Poi scattarono all'inseguimento delle prede con uno sprint di tutto
rispetto.
Rhage e Vishous ingranarono la quarta.
Stupidamente i civili s'infilarono in un vicolo. Forse speravano di potersi smaterializzare,
oppure erano solo rincretiniti dallo spavento. In ogni caso, aumentarono drasticamente le probabilit di
essere fatti fuori. L dentro non c'erano umani in circolazione a causa della pioggia battente e, senza
lampioni n finestre affacciate sulla viuzza, nulla impediva ai lesser di portare a termine il loro lavoro
all'aperto.
Rhage e V accelerarono, incuranti delle pozzanghere, spruzzando acqua sporca dappertutto e
riducendo sempre pi le distanze. A un certo punto parvero quasi in grado di raggiungere in tempo gli
assassini.
Rhage stava per afferrare illesser sulla destra, quando un pick-up nero svolt nel vicolo davanti
a lui, slittando sull'asfalto bagnato prima di riuscire a rimettersi in carreggiata. Il veicolo rallent
proprio quando uno dei civili veniva catturato. Dopo aver gettato in qualche modo il vampiro dentro il
cassone, i due lesser si voltarono di scatto, pronti a combattere.
Io seguo il pick-up grid Rhage.
Il fuoristrada aveva rallentato per ricevere il carico e adesso gli pneumatici slittavano, dando
cos al vampiro un altro paio di secondi per recuperare il distacco. Ma proprio mentre lo affiancava,
l'F-150 ripart a tutto gas. Rhage gli si lanci addosso con un balzo sovrumano, afferrando appena in
tempo l'angolo del cassone.
Sul metallo bagnato, per, gli scivol la mano. Stava ancora lottando per rinsaldare la presa
quando il lunotto si apr e sbuc fuori la canna di una pistola. Rhage chin il capo, aspettandosi di
sentire il fragore assordante dello sparo. Invece il civile, che stava cercando di saltare gi, trasal
stringendosi la spalla, si guard intorno confuso e, al rallentatore, cadde all'indietro sul pianale.
Con uno scarto il pick-up si liber delle dita di Rhage, ma lui riusc a girarsi atterrando sulla
schiena. Quando si rialz, vide il fuoristrada svoltare dietro un angolo, in lontananza. Imprecando,
torn di corsa da V per dargli manforte. La lotta era ancora in corso, violentissima. Gli assassini
dovevano essere molto esperti, Vishous per non era da meno: aveva sfoderato il pugnale e stava dando
del filo da torcere agli avversari.
Rhage si avvent contro il primo lesser che gli capit a tiro, incazzato per essersi lasciato
sfuggire il civile e infuriato con il mondo intero per via di Mary. Riemp di pugni il bastardo
spaccandogli le ossa, lacerandogli la pelle, il sangue nero del lesser che gli schizzava in faccia.
Sembrava incapace di fermarsi, finch V non lo stacc a forza dalla sua preda, spingendolo contro il
muro del vicolo.
Cosa cazzo stai facendo? gli grid addosso prendendolo per i baveri del trench. Illesser non
si muove pi. Guardami, fratello.  a terra e l rester.
Non mi interessa! sbrait Rhage divincolandosi. Ma V lo tenne fermo. Pi o meno.
Rhage? Coraggio, parlami. Che cosa succede? Dove sei con la testa, fratello?
Ho solo bisogno di farlo fuori... Ho bisogno... Di punto in bianco nella sua voce s'insinu una
nota isterica. Per quello che fanno ai... I civili non possono difendersi... Ho bisogno di ammazzare...
Era sull'orlo di una crisi di nervi. Oh, Dio, Mary, quelli la vogliono... la prenderanno come hanno
preso quel civile, V. Merda, fratello! Cosa posso fare per salvarla?
Shh. Tranquillo, Hollywood. Prima vediamo di darci una calmata disse Vishous posandogli
una mano sul collo e facendo scorrere il pollice avanti e indietro sulla giugulare. Quella carezza
ipnotica lo rilass, prima a poco a poco, poi sempre di pi.
Meglio? fece V. S, meglio.
Rhage inspir a fondo; prese a camminare avanti e indietro per qualche minuto. Quindi si
avvicin al cadavere del lesser. Frug nelle sue tasche e trov un portafogli, dei contanti, una pistola.
Oh, quella s che era una botta di culo.
Ehi, guarda qui borbott. Di' ciao a Mr BlackBerry.
Lanci il palmare a Vishous, che fischi piano. Ma bene...
Rhage sfoder uno dei suoi pugnali e affond la lama nera nel petto dell'assassino. Con un
suono ovattato e un lampo il lesser si disintegr. Ma Rhage non sembrava soddisfatto. Aveva ancora
voglia di ruggire. E piangere.
Insieme a V fece un rapido sopralluogo dei dintorni. Tutto tranquillo. Serata decisamente
fortunata, per gli altri tre civili che erano riusciti a riportare le chiappe a casa.
Voglio i vasi di queilesser disse Rhage. Non hai trovato niente addosso a quello che hai
fatto fuori?
Vishous sventol un portafogli. Sulla patente c' scritto LaCrosse Street 195. Il tuo, invece?
Rhage controll. Niente. Niente patente. Perch diamine portava... Huh. Questo s che 
interessante.
Il foglietto sette per dodici era stato piegato con cura a met. All'interno c'era un indirizzo non
lontano dal luogo in cui si trovavano.
Diamo una controllata qui prima di puntare sulla LaCrosse.
CAPITOLO 33
Mary riemp la piccola sacca da viaggio sotto locchio vigile di Fritz. Il maggiordomo, ansioso
di rendersi utile, spostava il peso da un piede all'altro, impaziente di fare quello che chiaramente
riteneva rientrasse tra le sue incombenze.
Sono pronta disse lei alla fine, anche se non era vero.
Adesso che finalmente aveva uno scopo, Fritz la guid sorridendo nell'altra ala del palazzo, sino
a una stanza affacciata sui giardini del retro. Bisognava ammettere che il doggen era incredibilmente
discreto, si disse Mary. Se trovava strano che lei stesse lasciando la stanza di Rhage non lo diede a
vedere e la tratt con la cortesia di sempre.
Rimasta sola, riflett sulle alternative a sua disposizione. Voleva tornare a casa, ma non era una
stupida. Quei cosi nel parco erano degli assassini e, per quanto sentisse il bisogno di ritrovare i propri
spazi, non aveva intenzione di farsi ammazzare solo per riaffermare a tutti i costi la propria
indipendenza. E poi, quanto ci voleva a installare un sistema di sicurezza? Magari quel Vishous era al
lavoro.
Pens all'appuntamento con la dottoressa, l'indomani pomeriggio. Rhage le aveva detto che
l'avrebbe lasciata andare. E anche se quando era uscito era incazzato nero, era certa che non le avrebbe
impedito di recarsi all'ospedale. Probabilmente l'avrebbe accompagnata Fritz, pens: il maggiordomo le
aveva spiegato che lui di giorno poteva uscire.
Lanci un'occhiata al suo bagaglio. S, stava meditando di andare via per sempre, ma sapeva di
non poter partire mentre era ancora ai ferri corti con Rhage. Forse la notte fuori lo avrebbe aiutato a
calmarsi. Lei stessa si sentiva decisamente pi lucida, adesso.
Apr la porta della camera quel tanto che bastava per accorgersi del rientro di Rhage, poi si
sedette sul letto ad aspettare.
Non ci mise molto a farsi prendere dall'ansia, quindi afferr il telefono. Fu un sollievo sentire la
voce di Bella. Chiacchierarono per un po' del pi e del meno, poi a un certo punto Mary disse che
sarebbe tornata non appena casa sua fosse stata dotata di un sistema di sicurezza. Bella non insistette
per avere altri dettagli e Mary gliene fu grata.
A un certo punto disse: Ehm, Mary, posso chiederti una cosa?.
Certo.
Hai visto anche gli altri guerrieri?
Alcuni, s. Ma non so se li ho visti proprio tutti.
Hai visto quello che... quello con la faccia sfregiata?
Zsadist, s. Si chiama Zsadist.
Oh. Ah, ed ...
Cosa?
Be', ho sentito delle cose sul suo conto. Ha la fama di essere un tipo pericoloso.
Gi, posso immaginarlo. Per non sono sicura che sia cattivo come sembra. Perch me lo
chiedi?
Oh, niente, cos, tanto per sapere. Davvero.
All'una di notte John Matthew usc da Moe's diretto a casa. Tohrment non si era fatto vivo.
Forse non sarebbe venuto. Forse l'opportunit di andare via con lui era sfumata.
Mentre camminava nella notte gelida, John era angosciato. L'urgenza di lasciare il palazzo dove
abitava stava diventando insostenibile. La paura era cos grande che la ritrovava anche nei suoi sogni.
Prima di andare al lavoro aveva schiacciato un pisolino e gli incubi erano stati terrificanti, pieni di
visioni di uomini con i capelli bianchi che gli davano la caccia, lo catturavano e lo trascinavano in un
sotterraneo buio.
A pochi passi dal monolocale aveva la chiave gi in mano. Entr in fretta e si barric dentro:
gir la chiave nella toppa, fece scorrere i due chiavistelli e inser la catenella di sicurezza. Quanto
avrebbe voluto una porta blindata!
Sapeva di dover mangiare qualcosa, ma non aveva la forza di affrontare l'Ensure, quindi and a
sedersi sul letto sperando che le sue deboli energie si rivitalizzassero come per magia. Ne avrebbe
avuto bisogno. L'indomani avrebbe dovuto mettersi a cercare una nuova casa. Era tempo di pensare a
salvarsi.
Rimpiangeva davvero di non essere andato via con Tohrment quando ne aveva avuta la...
Bussarono alla porta. John guard in su, speranza e paura intrecciate indissolubilmente nel
petto.
Figliolo? Sono io, Tohrment. Apri.
John attravers la stanza di corsa, fece scorrere i chiavistelli in fretta e quasi si gett tra le
braccia dell'uomo.
Tohrment aggrott le sopracciglia sugli occhi blu marino. Che cosa c', John? Hai avuto
problemi?
Lui non sapeva se raccontare dell'uomo pallido incontrato sulle scale, e alla fine decise di stare
zitto. Non voleva correre il rischio che Tohrment cambiasse idea, prendendolo per uno psicotico
paranoico.
Figliolo?
John si mun di blocco e penna mentre Tohrment chiudeva la porta.
Sono contento che tu sia venuto. Grazie.
Tohrment lesse quello che aveva scritto. Gi, sarei venuto anche prima, ma ieri notte ho
avuto... da fare e non sono riuscito a liberarmi. Allora, hai pensato a...
John annu e scribacchi in fretta. Voglio venire con te.
Tohrment sorrise. Molto bene, figliolo. Ottima scelta.
John fece un profondo sospiro, sollevato oltre ogni dire.
Ecco cosa faremo. Torner qui domani sera a prenderti. Non posso portarti a casa adesso
perch devo stare fuori fino all'alba.
John deglut, nuovamente assalito dal panico. Ma dai, su, si disse. In fondo, cos'era un giorno in
pi?
Due ore prima dell'alba Rhage e Vishous giunsero davanti all'entrata della Tomba. Rhage attese
nei boschi mentre V portava dentro il vaso che avevano recuperato a casa del lesser sulla LaCrosse.
L'altro indirizzo si era rivelato un centro di tortura abbandonato. Nel seminterrato della casa
popolare a due piani avevano trovato diversi strumenti di tortura tutti impolverati, oltre a un tavolo e a
delle cinghie di contenzione. Quel posto mal ventilato era una terrificante testimonianza del
cambiamento di strategia della Societ, passata dal fare la guerra ai fratelli al rapire e torturare i civili.
Uscendo, sia lui sia Vishous erano divorati dalla sete di vendetta.
Sulla via del ritorno si erano fermati a casa di Mary. V voleva dare un occhio alle stanze per
capire cosa gli occorreva per cablare l'intero edificio con un sistema di sicurezza a prova di bomba.
Ritrovarsi in quel luogo era stato un vero inferno per Rhage. Vedere gli oggetti di Mary. Ripensare alla
prima notte, quando era andato da lei. Non se l'era sentita nemmeno di guardare il divano perch gli
ricordava quello che le aveva fatto sul pavimento, l dietro.
Sembravano passati secoli.
Imprecando, riprese a setacciare con lo sguardo i boschi intorno all'imboccatura della grotta.
Quando V usc dalla Tomba, i due vampiri si smaterializzarono per materializzarsi nel cortile di casa.
Ehi, Hollywood, Butch e io andiamo al One Eye a farci un drink. Ti va di venire? disse
Vishous.
Rhage alz gli occhi verso la finestra buia della sua stanza.
Un salto al locale non lo entusiasmava per niente, ma sapeva che era meglio non starsene da
solo. Per come si sentiva, rischiava di fare una figuraccia andando a cercare Mary e mettendosi a
supplicarla in ginocchio. Sarebbe stata solo umiliazione sprecata. Lei aveva gi messo in chiaro come
stavano le cose, e non era il tipo di femmina disposta a lasciarsi convincere facilmente. E poi lui ne
aveva abbastanza di recitare la parte dell'idiota malato d'amore.
Pi o meno.
Ma s, dai, vengo con voi.
Gli occhi di V ebbero un guizzo, come se avesse fatto quell'invito per pura cortesia e non si
aspettasse un s. Okay. Ottimo. Partiamo tra un quarto d'ora. Prima ho bisogno di fare una doccia.
Anch'io disse Rhage. Voleva lavarsi via il sangue del lesser.
Attravers il vestibolo ed era gi nell'atrio quando Fritz emerse dalla sala da pranzo.
Il maggiordomo lo accolse con un profondo inchino. Buonasera, padrone. La sua ospite  gi
arrivata.
La mia ospite?
La Direttrice delle Elette. Ha detto che lei l'aveva cercata.
Merda. Se n'era completamente scordato e ormai i servigi delle Elette non gli occorrevano pi.
Se Mary non faceva pi parte della sua vita, lui non aveva pi bisogno di accordi particolari per
nutrirsi. Era libero di andare in giro a succhiare e scopare chi gli pareva. Gi, che bellezza.
Dio, l'idea di stare con una femmina che non fosse Mary glielo faceva ammosciare.
Padrone? Intende riceverla?
Stava per dire di no, ma poi pens che non era una mossa molto saggia. Considerati i trascorsi
con la Vergine Scriba, non era consigliabile offendere la sua speciale classe di ancelle.
Dille che sar da lei tra qualche minuto.
Sal di corsa le scale diretto in camera, apr la doccia per far scaldare l'acqua e poi chiam V. Il
quale non parve per nulla sorpreso di sentire che ci aveva ripensato e non voleva pi andare al bar.
Peccato non fosse per il motivo che Vishous evidentemente immaginava.
Mary fu svegliata da qualcuno che parlava nell'atrio. Era la voce di Rhage. Avrebbe
riconosciuto ovunque quella specie di rombo di tuono.
Scivol gi dal letto e si avvicin alla porta socchiusa.
Rhage stava salendo le scale. Aveva i capelli umidi, come se fosse reduce da una doccia, e
indossava una maglietta nera oversize e un paio di comodi pantaloni neri. Mary stava per uscire in
corridoio quando vide chi c'era con lui. La donna che lo accompagnava era alta e aveva una lunga
treccia di capelli biondi che le arrivava in fondo alla schiena. Portava un vestito bianco semitrasparente
e insieme sembravano una strana coppia di sposi dark: lui tutto vestito di nero, lei fasciata in quell'abito
leggerissimo. Giunti in cima alle scale, la donna si ferm come se non sapesse da che parte andare.
Rhage le mise una mano sotto il gomito, guardandola premuroso, quasi lei fosse cos fragile da
rischiare di rompersi per il solo fatto di essere salita al primo piano.
Mary li segu con lo sguardo mentre entravano nella camera da letto di Rhage. La porta si
chiuse alle loro spalle.
Torn verso il letto e si infil sotto le coperte, assalita dai ricordi. Rhage che la toccava
dappertutto con la bocca e con le mani. Rhage che la ringraziava per averlo nutrito. Rhage che la
guardava dicendole che l'amava.
S, certo, proprio vero che l'amava. L'amava talmente tanto che si stava sbattendo un'altra in
fondo al corridoio.
Nell'attimo in cui quel pensiero le balen nella mente, cap di essere irragionevole. Era stata lei
a respingerlo. Lui aveva capito l'antifona e non se l'era fatto ripetere due volte. Non aveva nessun
diritto di biasimarlo perch faceva sesso con un'altra.
Se l'era andata a cercare e adesso non poteva lamentarsi.
Lui la stava lasciando andare.
CAPITOLO 34
La sera dopo, appena prima che facesse buio, Rhage and in palestra spinto da una sorta di
senso del dovere. Finito con i pesi, sali sul tapis roulant e cominci a correre. I primi otto chilometri
volarono via senza problemi. Al nono si era gi scolato tutta l'acqua. Al decimo aveva la lingua di
fuori.
Aument l'inclinazione e rallent l'andatura con le gambe in fiamme, contratte, che gli facevano
un male del diavolo, i polmoni che scoppiavano, i piedi e le ginocchia doloranti.
Afferr la maglietta che aveva appoggiato sulla consolle e la us per asciugarsi il sudore che gli
colava negli occhi. Doveva essere disidratato, ma non aveva voglia di scendere per andare a prendere
altra acqua. Era fermamente deciso a insistere fino a schiattare.
Per non perdere l'andatura si concentr sulla musica che usciva dagli altoparlanti. Marilyn
Manson, Nine Inch Nails, Nirvana. Il volume a palla soverchiava il ronzio del tapis roulant, le canzoni
riecheggiavano nella stanza dei pesi con i loro testi ripugnanti, aggressivi, folli. Proprio come il suo
stato d'animo.
Quando la musica s'interruppe bruscamente, non si prese il disturbo di guardarsi intorno. Forse
lo stereo si era rotto, o qualcuno voleva parlargli. E nessuna delle due cose lo interessava.
Tohr gli si piazz davanti. Vedendo la sua espressione, Rhage si slacci la cintura e premette il
tasto STOP.
Cosa c'? Aveva il fiato grosso e si pass ancora ima volta la maglietta sul viso.
Se n' andata. Mary. Se n' andata.
Rhage si blocc con la maglietta bagnata sotto il mento. Cosa significa "andata"?
Fritz l'ha aspettata per tre ore davanti all'ospedale. Poi  entrato a vedere, ma il reparto dove
aveva l'appuntamento era chiuso. Allora ha guidato fino a casa sua. Quando ha visto che non c'era
nessuno,  tornato indietro e ha perlustrato l'intero complesso ospedaliero.
Con le tempie che adesso martellavano per la paura, Rhage sibil: C'erano segni di effrazione
o di violenza, a casa sua?. No.
L'auto era nel garage?
S.
Quando l'ha vista l'ultima volta?
Erano le tre quando  andata all'appuntamento. Per tua informazione, Fritz ti ha chiamato pi
volte, ma continuava a scattare la segreteria.
Rhage guard l'orologio. Erano le sei passate da poco. Calcolando un'ora circa per
l'appuntamento dal medico, Mary era scomparsa da due ore.
Trovava difficile immaginare che i lesser l'avessero prelevata per strada. Era molto pi
verosimile che fosse tornata a casa e l'avessero rapita l. In assenza di segni di colluttazione, almeno,
c'era la possibilit che non fosse ferita.
O forse lui era solo accecato dalla speranza.
Balz gi dal tapis roulant. Devo armarmi.
Tohr gli ficc in mano una bottiglia d'acqua. Adesso bevi questa. Phury ti sta gi portando le
armi. Ti aspetta nello spogliatoio.
Rhage usc di corsa.
La confraternita ti aiuter a trovarla! grid Tohr.
Al calar della notte Bella sal di sopra, spalancando la porta della cucina con aria trionfante.
Adesso che le giornate si stavano accorciando aveva molto pi tempo per andarsene in giro. Erano solo
le sei, ma era gi buio pesto. Fantastico.
Stava decidendo se far tostare qualche fetta di pane o carbonizzare qualche frittella, quando
not delle luci in fondo al campo. C'era qualcuno in casa di Mary. Probabilmente i guerrieri che
stavano installando il sistema di sicurezza.
Quindi, avvicinandosi, forse sarebbe riuscita a vedere di nuovo il maschio sfregiato.
Zsadist era stato un pensiero fisso sin dal loro primo incontro, al punto che il suo diario era
pieno zeppo di illazioni su di lui. Era cos... rude. Dopo essere stata coccolata per anni da suo fratello,
Bella moriva dalla voglia di provare qualcosa di selvaggio.
E la bruta sessualit di Zsadist sembrava fare proprio al caso suo.
Si infil il cappotto e cambi le pantofole con un paio di scarpe da jogging. Poi attravers il
prato di corsa, rallentando in prossimit del giardino sul retro. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era
incappare in un lesser...
Mary! Ma che cosa ci fai qui?
L'umana sembrava stordita quando alz gli occhi dalla chaise longue su cui si era allungata.
Malgrado il freddo, indossava solo un maglione e un paio di jeans.
Oh... ciao. Come stai?
Bella si accovacci vicino all'amica. Vishous ha gi finito?
Di fare cosa? Mary si rizz a sedere, rigida. Oh, l'allarme. Non credo. O almeno nessuno mi
ha detto niente, dentro sembra tutto uguale a prima.
Da quanto tempo sei qua fuori?
Non molto rispose Mary massaggiandosi le braccia, poi si soffi sulle mani. Stavo solo
godendomi il tramonto.
Bella guard la casa; cominciava ad avere paura. Rhage ti sta venendo a prendere?
No, Rhage non verr a prendermi.
Allora uno dei doggen!
Mary si alz in piedi, rabbrividendo. Cavolo, fa proprio freddo.
Entr in casa come uno zombie e Bella la segu. Mary, ehm... non dovresti stare qui da sola,
davvero.
Lo so. Ma ho pensato di essere al sicuro, visto che  giorno.
Rhage o un altro dei fratelli ti ha detto che i lesser non possono uscire alla luce del sole?
Perch, potrei sbagliare, ma credo che invece possano eccome.
Mary si strinse nelle spalle. Finora non mi hanno dato fastidio, comunque non sono certo una
sprovveduta. Adesso vado in un albergo. Devo solo prendere alcune cose.
Peccato che, invece di salire al piano di sopra, si mise a girare per il pianterreno, disorientata.
Era sotto shock, pens Bella. Qualunque fosse il problema, loro due dovevanoassolutamente
andare subito via di l.
Mary, perch non vieni a cena da me? disse tenendo d'occhio la porta sul retro. Sai, potresti
fermarti da me finch Vishous non finisce di sistemare casa tua. Mio fratello ha fatto cablare tutta la
fattoria, con l'allarme e via dicendo. C' addirittura una via di fuga sotterranea. L dentro sono in una
botte di ferro. E poi non  vicinissima, cos se i lesser vengono a cercarti non penseranno che sei da
me.
Contrariamente a quanto si aspettava, Mary disse: Okay, grazie. Dammi solo un minuto.
Sal di sopra e Bella prese a camminare su e gi per la stanza. Quanto avrebbe voluto avere
un'arma, e saperla usare.
Cinque minuti dopo Mary scese con una grossa sporta di tela e Bella trasse un profondo sospiro
di sollievo.
Cosa ne dici di prendere un cappotto? sugger vedendo che l'umana si stava avviando alla
porta senza niente di pesante addosso.
S, giusto. Un cappotto. Mary mise gi la borsa e tir fuori un parka rosso da un armadio.
Mentre attraversavano il campo fianco a fianco, Bella cerc di accelerare il passo.
C' quasi la luna piena disse Mary avanzando faticosamente nell'erba alta. Gi.
Senti, quando arriviamo a casa tua non voglio che chiami Rhage o roba del genere. Lui e io...
ci siamo separati, ciascuno per la propria strada. Quindi non scocciarlo per causa mia.
Bella nascose la sorpresa. Lui non sa che te ne sei andata?
No. E lo scoprir per conto suo. D'accordo?
Bella non disse nulla solo per evitare che Mary si fermasse. Posso chiederti una cosa, per?
Certo.
 stato lui a troncare o sei stata tu?
Mary continu a camminare in silenzio per qualche secondo. Sono stata io.
Uhm, e tu, per caso... s, insomma, eravate intimi?
Vuoi sapere se abbiamo fatto sesso? domand Mary spostando nell'altra mano la borsa L.L.
Bean. S.
Quando avete fatto l'amore hai notato se la sua pelle emanava una specie di fragranza? Un
odore penetrante, come di spezie e...
Perch me lo chiedi?
Scusa. Non volevo essere indiscreta.
Erano quasi arrivate alla fattoria quando Mary mormor: Era il profumo pi buono che abbia
mai sentito.
Bella trattenne un'imprecazione. Mary poteva pensare quello che voleva, ma il guerriero biondo
sarebbe venuto a cercarla. Un vampiro maschio non lasciava andare la compagna a cui si era legato.
Mai e poi mai. Lo sapeva per esperienza. Con i civili.
Poteva soltanto immaginare quello che avrebbe fatto un guerriero, se la sua femmina se la fosse
svignata.
In casa di Mary, Rhage pass da una stanza all'altra. Nel bagno al piano di sopra trov aperto
l'armadietto sotto il lavandino. Allineati all'interno c'erano gli articoli da toeletta che lei teneva di
scorta: saponette, tubetti di dentifricio, deodorante. Nelle file ordinate c'erano degli spazi vuoti, come
se Mary ne avesse presi alcuni.
Si era trasferita da qualche altra parte, pens Rhage, guardando fuori dalla finestra. Se era
andata in albergo era quasi sicuramente fregato, perch sarebbe stata abbastanza furba da registrarsi
sotto falso nome. Forse poteva provare sul posto di lavoro...
Guard con pi attenzione la fattoria in fondo al campo. Le luci erano accese.
Che fosse andata da Bella?
Scese da basso e chiuse a chiave. Una frazione di secondo dopo si materializz sul portico
anteriore di Bella e buss alla porta. Quando venne ad aprire, la femmina si fece subito da parte. Lo
stava aspettando.
 di sopra.
Dove?
Camera da letto sul davanti.
Rhage sal i gradini a due a due. Solo una delle porte era chiusa e lui la spalanc senza bussare.
La luce del corridoio si rivers nella stanza.
Mary dormiva su un enorme letto di ottone, con addosso un maglione e un paio di blue-jeans
che lui riconobbe all'istante. Una trapunta patchwork le era stata tirata sulle gambe e lei era per met a
pancia in gi e per met girata su un fianco. Sembrava stremata.
Il suo primo impulso fu di prenderla tra le braccia.
Invece rimase fermo dov'era.
Mary disse, mantenendo un tono di voce impersonale. Mary. Svegliati.
Lei batt le palpebre, ma poi con un sospiro si limit a spostare leggermente la testa.
Mary.
Oh, porca puttana.
And al letto e premette con forza le mani sul materasso riuscendo finalmente ad attirare la sua
attenzione. Mary si tir su di scatto, gli occhi atterriti, finch non lo vide.
Poi assunse un'aria confusa.
Che cosa ci fai qui? disse scostandosi i capelli dal viso.
Gi, non  che magari vuoi rispondere tu per prima?
Io non sono a casa.
No. E non sei neanche dove dovresti essere.
Lei si sistem contro i cuscini e Rhage not le occhiaie scure, la pallida linea delle labbra... e il
fatto che non si stava ribellando.
Non chiedere niente, si disse.
Al diavolo. Cosa  successo oggi pomeriggio?
Avevo bisogno di stare un po' da sola.
Non sto parlando del modo in cui hai seminato Fritz, a quello arriveremo dopo. Voglio sapere
dell'appuntamento dal dottore.
Ah, quello.
Rimase a fissarla mentre lei giocherellava con l'orlo della trapunta. Non si decideva a
rispondere, e a lui venne voglia di urlare. Di scagliare oggetti. Di dare fuoco a qualcosa.
Allora? riusc a dire alla fine.
Non  che pensassi che non sei all'altezza.
Ma di cosa diavolo stava parlando? Ah, gi, quel simpatico discorsetto circa l'assisterla da
malata. Oddio, aveva proprio deciso di evitare l'argomento ospedale.
Quanto  grave, Mary? E che non ti venga in mente di mentirmi.
Lei lo guard negli occhi. Vogliono che cominci la chemio la settimana prossima.
Rhage espir lentamente. Be', se quella non era una batosta!
And a sedersi sulla sponda del letto, lontano da lei, e chiuse la porta con la forza del pensiero.
Funzioner?
Penso di s. Devo vedere un'altra volta la mia dottoressa tra un paio di giorni, dopo che lei avr
parlato con certi suoi colleghi. L'interrogativo pi grosso  quanta chemioterapia sar ancora in grado
di sopportare, quindi mi hanno fatto un prelievo per controllare fegato e reni. Io gli ho detto che voglio
farne quanta pi possibile.
Lui si sfreg la faccia con il palmo. Cristo santo.
Ho visto morire mia madre mormor lei.  stato orribile. Vederla perdere le facolt, vederla
soffrire tanto. Alla fine non sembrava pi lei, nemmeno per come si comportava. In pratica era gi
morta, solo che il corpo si rifiutava di abbandonare le sue funzioni pi elementari. Non dico che
toccher anche a me, ma sar dura.
E non vuoi farmi passare un calvario del genere, giusto? disse Rhage con la morte nel cuore.
Dannazione.
No. Non voglio. Per nessuno dei due. Preferisco che tu mi ricordi come sono adesso. E
preferisco ricordarmi di noi per come siamo stati. Avr bisogno di rifugiarmi nei bei ricordi.
Io voglio starti accanto.
E io preferisco di no. Non avr l'energia necessaria per fingere. E il dolore... il dolore cambia
le persone.
Poco ma sicuro. Gli sembrava di essere invecchiato di almeno un secolo da quando l'aveva
conosciuta.
Oh, Rhage... cominci Mary, poi, sentendo che le tremava la voce, se la schiar con forza. E
lui la odi per quel suo bisogno di tenere sempre tutto sotto controllo. Mi... mi mancherai.
Rhage la guard da sopra la spalla. Sapeva che, se avesse tentato di abbracciarla, sarebbe corsa
fuori dalla stanza, quindi si aggrapp al bordo del materasso. E strinse forte.
Ma cosa sto facendo? disse lei ridendo imbarazzata. Scusa se ti scarico addosso il peso di
questa faccenda. Lo so, tu ti sei gi buttato tutto alle spalle, guardi avanti e via dicendo.
Guardo avanti? ripet lui a denti stretti. Cosa ti salta in mente?
Ma s, sai, quella donna, ieri notte. Comunque sia...
Quale donna?
Quando Mary scosse la testa, lui perse la pazienza. Accidenti a te! Ti dispiacerebbe rispondere
alla mia domanda senza fare tante storie, cazzo? Prendilo come una specie di gesto pietoso, una novit.
Tanto tra qualche minuto me ne andr, quindi non dovrai preoccuparti di rifarlo un'altra volta.
Vedendola incurvare le spalle, afflitta, Rhage si sent un mostro per avere alzato la voce. Ma
prima che avesse il tempo di scusarsi, Mary disse: Parlo della donna che ti sei portato a letto ieri sera.
Io... io ti stavo aspettando. Volevo dirti che ero dispiaciuta... e ti ho visto entrare in camera insieme a
lei. Ah, non lo sto dicendo per farti sentire in colpa.
No, certo. Lei non voleva niente da lui. Non voleva il suo amore n il suo sostegno morale. Non
voleva il suo senso di colpa e nemmeno il sesso.
Scroll il capo. Era stufo di doverle fornire continue spiegazioni, ma lo fece come per riflesso.
Quella era la Direttrice delle Elette disse con voce piatta. Abbiamo parlato di quel problema, Mary,
dei miei pasti. Non abbiamo fatto sesso.
Abbass lo sguardo sul pavimento. Poi lasci andare il materasso e si prese la testa tra le mani.
Silenzio. Minuti di silenzio. Mi dispiace, Rhage.
Gi, anche a me.
Gli parve di sentire un singhiozzo e spost un po' le dita per riuscire a vederla in faccia. Non
stava piangendo. No, non Mary. Lei era troppo forte per quello.
Lui no, invece. Aveva le lacrime agli occhi.
Si schiar la gola battendo pi volte le palpebre. Quando la guard di nuovo, vide che lo stava
fissando con una tenerezza e una pena che lo fecero imbestialire.
Oh, grandioso. Adesso lo compativa perch si era lasciato andare all'emozione e cagate del
genere. Se non l'avesse amata quanto l'amava, in quel momento l'avrebbe odiata.
Si alz in piedi. E quando parl, si assicur che la sua voce fosse dura quanto lo era lei. Quel
sistema d'allarme, a casa tua, sar collegato con noi. Se dovesse scattare, io... S'interruppe di colpo,
correggendosi: ... uno di noi arriver di volata. Vishous ti contatter qui da Bella quando sar tutto
pronto e sistemato.
Silenzio, ancora. A un certo punto Rhage si strinse nelle spalle e disse: Be', allora... ciao.
Usc dalla porta imponendosi di non voltarsi indietro.
Al piano di sotto trov Bella in soggiorno. Nel vederlo entrare, la ragazza spalanc gli occhi.
Doveva avere una faccia da schifo, pens Rhage, proprio come il suo umore.
Grazie disse, anche se non sapeva bene per cosa la stesse ringraziando. E tanto perch tu lo
sappia, la confraternita far dei pattugliamenti intorno a casa tua. Anche dopo che lei se ne sar
andata.
 molto gentile da parte vostra.
Rhage annu e non perse altro tempo. Era gi tanto se riusciva a trascinarsi fuori dalla porta
senza crollare, scoppiando a piangere come un idiota.
Si allontan dalla fattoria camminando nel prato, senza la minima idea di cosa fare. Forse
doveva chiamare Tohr, farsi dire dov'erano gli altri fratelli, stare un po' con loro.
Invece si ferm di botto. Davanti a lui la luna aveva appena superato le cime degli alberi ed era
piena, un disco piatto e luminoso nella notte gelida e senza nuvole. Allung il braccio verso la sua luce,
chiuse un occhio e la posizion al centro del palmo, stringendola con delicatezza.
In lontananza gli parve di sentire un rumore martellante. Proveniva dall'interno della fattoria di
Bella. Era una specie di battito ritmico.
Diventava sempre pi forte e si volt a guardare.
La porta d'ingresso si spalanc e Mary schizz fuori, saltando gi dal portico senza
preoccuparsi di scendere i gradini. Correva scalza sull'erba ghiacciata, lo raggiunse e gli gett le
braccia al collo, avvinghiandosi a lui.
Singhiozzava. Strillava. Piangeva a dirotto, tremava da morire.
Senza fare domande lui l'avvolse nel suo abbraccio.
Non sto bene mormor lei con voce strozzata. Rhage... io non sto bene.
Lui chiuse gli occhi tenendola stretta.
CAPITOLO 35
O sollev il coperchio del condotto fognario e illumin l'interno della buca con una torcia
elettrica. Il giovane vampiro sul fondo era quello che avevano catturato la notte prima con il pick-up.
Era ancora vivo. L'area di stoccaggio aveva funzionato magnificamente.
La porta del centro di persuasione si spalanc di colpo ed entr Mr X, tutto stivali tonanti e
sguardo acuto.  ancora vivo?
O annu rimettendo a posto il coperchio. S.
Bene.
Stavo giusto per tirarlo fuori di nuovo.
Per il momento lasci stare. Prima voglio che vada a trovare questi lesser disse Mr X
allungandogli un foglio con sopra sette indirizzi. Gli appelli via e-mail sono molto pratici, ma per certi
versi si stanno rivelando inaffidabili. Continuo a ricevere conferme da questi Beta, ma ho parlato con i
loro compagni di squadra e sono venuto a sapere che nessuno li vede da parecchi giorni.
L'istinto sugger a O di procedere con i piedi di piombo. Il Fore-lesser lo aveva praticamente
accusato di avere ucciso i Beta nel parco, e adesso voleva che andasse a controllarli a casa loro?
Qualche problema, Mr O?
No. Nessun problema.
Un'altra cosa. Ho selezionato tre nuove reclute. Le loro iniziazioni avranno luogo nel corso
della prossima decina di giorni. Vuole venire anche lei? Assistere da dietro le quinte  uno spettacolo
da non perdere.
O scosse la testa.  meglio che resti concentrato qui.
Mr X sorrise. Preoccupato che l'Omega possa lasciarsi distrarre dal suo fascino?
L'Omega non si lascia distrarre da niente.
Non sa quanto si sbaglia. Non la finisce pi di parlare di lei.
C'erano buone probabilit che Mr X cercasse solo di farlo andare fuori di testa, ma il suo corpo
non era altrettanto fiducioso: gli tremavano le ginocchia e sudava freddo.
Comincio subito con la lista che mi ha dato disse, andando a prendere il giubbotto e le chiavi
della macchina.
Gli occhi di Mr X brillarono. Bene, figliolo, vada pure. Io intanto giocher un pochino con il
nostro ospite.
Come desidera, sensei.
Allora, adesso, qui siamo a casa mormor Mary quando Rhage chiuse la porta della loro
camera da letto.
Sent le sue braccia cingerle la vita e attirarla a s. Guardando l'orologio si rese conto che
avevano lasciato Bella solo da un'ora e mezzo. Ma in quel breve lasso di tempo la sua vita era cambiata
completamente.
S, questa  casa tua. Casa nostra.
I tre scatoloni allineati contro il muro erano pieni di vestiti, dei suoi libri preferiti pi qualche
DVD e alcune foto. Con Vishous, Butch e Fritz che erano arrivati a darle una mano, non ci era voluto
molto a mettere in valigia le sue cose, caricarle sulla Escalade di V e tornare al palazzo. Pi tardi lei e
Rhage avrebbero portato a termine il trasloco. E il mattino dopo avrebbe chiamato lo studio legale per
licenziarsi. Avrebbe cercato anche un agente immobiliare per vendere il granaio ristrutturato.
Dio, l'aveva fatto per davvero. Aveva piantato baracca e burattini ed era andata a vivere con
Rhage.
Dovrei disfare i bagagli.
Rhage le prese le mani tirandola verso il letto. Prima voglio che ti riposi. Hai l'aria stanca,
anche solo per reggerti in piedi.
Mentre Mary si sdraiava, lui si tolse il trench, il fodero con i pugnali e il cinturone. Poi and a
stendersi accanto a lei, creando un affossamento nel materasso che la risucchi subito contro di s.
Tutte le lampade si spensero e la stanza piomb nel buio.
Sei sicuro di essere pronto per tutto questo? chiese Mary mentre i suoi occhi si abituavano al
chiarore che filtrava dalle finestre. Per tutta la mia... roba?
Non costringermi a dire altre parolacce.
Lei scoppi a ridere. Va bene, va bene. Solo che...
Mary, io ti amo. Sono pi che pronto per tutta la tua roba.
Lei gli pos una mano sul viso e per qualche istante rimasero cos, in silenzio, respirando
all'unisono.
Stava per addormentarsi, quando Rhage disse: Mary, riguardo a quella cosa, sai, i miei pasti.
Mentre eravamo a casa tua ho chiamato le Elette. Adesso che sei tornata con me dovr ricorrere a
loro.
Lei si irrigid. Ma che diamine, se voleva stare con un vampiro e lui non poteva vivere bevendo
il suo sangue, in qualche modo dovevano pur affrontare il problema.
Quando?
Stanotte dovrebbe venire qui una delle Elette, e come ti ho gi detto mi piacerebbe averti al
mio fianco. Sempre che tu non abbia niente in contrario.
Come sarebbe andata? si chiese Mary. Rhage avrebbe tenuto tra le braccia quella donna
bevendo dal suo collo? Dio, anche se non faceva sesso con lei non era certa di riuscire ad assistere.
Lui le baci la mano. Se vieni anche tu sar meglio. Fidati.
E se io non, ehm... se non ce la facessi a...
Non ti costringer a guardare. Solo che... c' un'intimit inevitabile, in quel gesto, e penso che
ci sentiremmo tutti e due pi a nostro agio se ci fossi anche tu. Cos saprai esattamente come vanno le
cose. Capirai che non c' niente di segreto o di equivoco.
Mary annu. D'accordo.
Rhage inspir a fondo.  una realt della mia vita che non posso cambiare.
Lei fece scorrere la mano sul suo petto. Sai, anche se  abbastanza terrificante, vorrei essere io
a nutrirti.
Oh, Mary, lo vorrei tanto anch'io.
John controll l'ora. Ancora cinque minuti e Tohrment sarebbe passato a prenderlo, quindi era
giunto il momento di scendere da basso. Afferr la valigia con entrambe le mani e si avvi verso la
porta.
Sperava di non incrociare l'uomo pallido mentre usciva o mentre aspettava per strada, ma
voleva incontrare Tohrment fuori di l. Per qualche motivo gli sembrava pi giusto cos.
Giunto sul marciapiede, alz gli occhi verso le due finestre da cui per tanti mesi aveva guardato
fuori. Nel monolocale aveva lasciato il materasso e il bilanciere con tutti i pesi, oltre al deposito
cauzionale e all'affitto dell'ultimo mese. All'arrivo di Tohrment avrebbe dovuto fare un salto di sopra a
prendere la bici, ma a parte questo ormai si era liberato di quel posto.
Guard a destra e a sinistra, chiedendosi da che parte sarebbe arrivato. E che macchina aveva. E
dove abitava. E con chi era sposato.
Rabbrividendo per il freddo, ricontroll l'ora. Le nove in punto.
Un faro brill sulla destra. Dubitava che Tohrment andasse a prenderlo in motocicletta, anche se
la prospettiva di allontanarsi rombando nella notte non era niente male.
Mentre la Harley lo superava sgommando, John fiss gli occhi sul palazzo di fronte, quello che
ospitava gli uffici della Linea per la Prevenzione dei Suicidi. Mary aveva saltato anche il turno di
venerd e di sabato notte, e lui si augurava che stesse solo concedendosi una vacanza. Una volta
sistemato, sarebbe andato a trovarla di nuovo per sincerarsi che stesse bene.
Solo che... be', non aveva la minima idea di dove fosse diretto. Dava per scontato di restare in
zona, ma chiss? Forse invece sarebbe andato lontano. Via da Caldwell, pensa un po'. Dio, quanto gli
sarebbe piaciuto ricominciare da zero. Poteva sempre trovare il modo di andare da Mary, magari con
l'autobus.
Passarono altre due automobili e un camion.
Era stato facilissimo buttarsi alle spalle la sua patetica esistenza. Da Moe's non fregava a
nessuno che piantasse il lavoro senza preavviso, tanto gli aiuto camerieri si rimpiazzano senza
problemi. Inutile dire che nel suo palazzo nessuno avrebbe sentito la sua mancanza, e la sua rubrica era
praticamente intonsa: niente amici o parenti da chiamare.
A dirla tutta, non ce l'aveva nemmeno una rubrica. Pi asociale di cos...
Si diede un'occhiata. Doveva avere un aspetto pietoso. Le scarpe da ginnastica bianche erano
luride. I vestiti erano puliti, ma i jeans erano vecchi di due anni e la camicia button-down, la migliore
che aveva, sembrava presa gratis di seconda mano da Goodwill. Non aveva un giaccone perch la
settimana prima, da Moe's, gli avevano fregato il parka e non aveva soldi per comprarsene un altro.
Quanto avrebbe voluto apparire meno trasandato!
Due fari svoltarono veloci l'angolo in fondo a Trade Street, poi i fasci di luce puntarono verso
l'alto, come se l'auto stesse accelerando. Brutto segno. In quel quartiere, se qualcuno sfrecciava a tutto
gas di solito era perch stava scappando dalla polizia, o peggio.
John si ripar dietro una cassetta delle lettere ammaccata cercando di passare inosservato, ma la
Range Rover nera si ferm slittando proprio davanti a lui. Vetri fum. Cerchioni cromati. E
nell'abitacolo gli G-Unit a tutto volume.
John afferr la valigia e torn verso casa. Se anche fosse incappato nell'uomo pallido, sarebbe
stato pi al sicuro nell'androne che vicino allo spacciatore che girava con quella Rover. Si stava
trascinando a fatica verso il portone quando il rap cess all'improvviso.
Sei pronto, figliolo?
John si volt di scatto. Tohrment stava girando davanti alla macchina e al buio aveva un'aria
minacciosa come non mai: un gigante da cui era meglio stare alla larga, se eri sano di mente.
Figliolo? Sei pronto?
Quando Tohrment entr nel debole fascio di luce di un lampione, John lo guard in faccia.
Cristo, aveva dimenticato quanto era terrificante con quel taglio di capelli militare e quella mascella
squadrata.
Forse era stata una cattiva idea, pens. Una scelta dettata dalla paura che lo aveva fatto cadere
dalla padella nella brace. Non sapeva neppure dove stava andando. E i ragazzi come lui potevano finire
in fondo a un fiume dopo essere saliti su una macchina come quella, con un uomo come quello.
Quasi avesse percepito la sua indecisione, Tohrment si appoggi contro la Range Rover
accavallando le caviglie.
Non voglio forzarti, figliolo, ma ti dir una cosa. La mia shellan ha cucinato una cenetta da
leccarsi i baffi e io sono affamato. Puoi venire, mangiare insieme a noi, vedere la casa. E farti un'idea
dell'ambiente. Possiamo anche lasciare qui la tua roba, se preferisci. Che ne pensi?
La voce era pacata, tranquilla. Per nulla minacciosa. Ma d'altra parte, si disse John, quel tizio
avrebbe fatto il gradasso se avesse voluto convincerlo a salire in macchina?
Si sent la suoneria di un cellulare. Tohrment infil la mano nel giubbotto di pelle e prese il
telefono.
S. Eh? No, sono proprio qui davanti a lui. Un sorrisetto gli incresp le labbra. Ci stiamo
ancora pensando. S, glielo dir. Ah-ah. Va bene, lo far. S, far anche questo. Wellsie, io... lo so.
Senti, non volevo lasciarlo fuori... non succeder pi. Promesso. No... S, davvero, io... Ah-ah.
Scusami, leelan.
Era sua moglie, pens John. Stava dando una bella lavata di capo a quel duro da paura. E lui
incassava senza fiatare.
Okay. Ti amo. Ciao. Tohrment chiuse la comunicazione e si mise il cellulare in tasca. Poi
torn a concentrarsi su John. Chiaramente rispettava sua moglie abbastanza da non alzare gli occhi al
cielo e buttare fuori qualche commento da macho testa di cazzo su quanto sono scoccianti le donne.
Wellsie dice che non vede l'ora di conoscerti. Spera tanto che tu decida di fermarti da noi.
Be'... allora va bene.
L'istinto gli diceva che Tohrment, malgrado il suo aspetto, rappresentava la salvezza. Quindi
trascin il bagaglio verso l'automobile.
Tutto qua? Non hai nient'altro?
John annu arrossendo.
Non c' motivo di essere imbarazzato, figliolo disse Tohrment in tono gentile. Non quando
sei con me.
Allung il braccio e butt con disinvoltura la valigia sul sedile posteriore.
Mentre Tohrment andava a sedersi al volante, John si ricord della bicicletta. Batt sul cofano
dell'auto per attirare la sua attenzione, poi indic il palazzo e alz l'indice.
Hai bisogno di un minuto?
John annu e corse nel suo appartamento. Prese la bici e stava lasciando le chiavi sul contatore,
quando si ferm per guardarsi intorno. Ora che lo stava lasciando, vide il monolocale in tutto il suo
squallore. Eppure per un po' era stato casa sua, la migliore che potesse permettersi con il poco che
aveva. D'impulso tir fuori una penna dalla tasca dei jeans, apr uno degli armadietti da quattro soldi e
scrisse nome e data sull'interno dello sportello.
Poi spinse la bici in corridoio, chiuse la porta e scese in fretta le scale.
CAPITOLO 36
Mary? Mary, svegliati.  arrivata.
Mary sent qualcuno che le toccava piano la spalla e quando apr gli occhi vide Rhage che la
guardava. Si era cambiato, ora indossava una specie di tuta bianca a maniche lunghe, con i pantaloni
larghi.
La giovane si rizz a sedere cercando di schiarirsi le idee. Mi dai un minuto?
Assolutamente.
And in bagno e si sciacqu la faccia. Con l'acqua fredda che gocciolava gi dal mento si
guard allo specchio. Il suo amante stava per bere il sangue di un'altra donna. Davanti a lei.
E quello non era nemmeno il lato pi bizzarro dell'intera faccenda: lei si sentiva inadeguata
perch non sarebbe stato il suo sangue a nutrirlo.
Per evitare di farsi prendere da quelle paranoie, afferr una salvietta e si frizion con vigore.
Non c'era tempo di cambiarsi i blue-jeans e il maglione. E, in ogni caso, non aveva voglia di mettersi
nient'altro.
Quando usc vide che Rhage si stava togliendo l'orologio.
Vuoi che lo tenga io? chiese, ricordando l'ultima volta che aveva fatto da baby-sitter al Rolex.
Lui si avvicin e le premette il pesante orologio nel palmo. Baciami.
Mary si alz in punta di piedi e lui si chin. Le loro bocche si sfiorarono per un istante.
Vieni disse Rhage prendendola per mano e guidandola fuori in corridoio. Poi, notando la sua
confusione, spieg: Non voglio farlo nella nostra camera da letto. Quello  il nostro spazio.
Si diresse verso una stanza degli ospiti, nell'altra ala del palazzo. Apr la porta ed entrarono
insieme.
Per prima cosa Mary sent un profumo di rose, poi vide la donna nell'angolo. Il corpo
voluttuoso era fasciato da un abito bianco attillato e i capelli biondo-rossicci erano raccolti in una
crocchia. Vista la scollatura profonda e generosa del vestito, e lo chignon, il suo collo non poteva
essere pi esposto.
La donna si inchin sorridendo e disse qualcosa in quella lingua sconosciuta.
No la interruppe Rhage. In inglese. Parliamo in inglese.
Naturalmente, guerriero acconsent la donna. Aveva una voce sonora e limpida, come il
cinguettio di un uccello. Gli occhi, di un bel verde acqua, indugiavano sul volto di Rhage. Sono lieta
di poterti servire.
Mary cambi posizione, agitata, sforzandosi di soffocare l'impulso di difendere il proprio
territorio. Di poterlo servire?
Come ti chiami, Eletta? chiese Rhage.
Layla rispose lei con un altro inchino. Quando si raddrizz, fece scorrere lo sguardo lungo il
corpo del vampiro.
Lei  Mary disse Rhage circondandole le spalle con il braccio. Lei  la mia...
Ragazza concluse Mary in tono tagliente.
Rhage incresp le labbra in un mezzo sorriso.  la mia compagna.
Naturalmente, guerriero. La donna si inchin di nuovo, questa volta verso Mary. Quando alz
il viso sorrideva radiosa.  un piacere servire anche te, padrona.
Bene, perfetto, pens Mary. Allora cosa ne diresti di portare fuori di qui quel tuo bel culetto e
farti sostituire da una vecchia sdentata, brutta come il peccato e con un bel vestito a sacco?
Dove vuoi che mi metta? chiese Layla.
Rhage si guard intorno prima di optare per lo splendido letto a baldacchino. L.
Mary trattenne una smorfia. No, non era quello che avrebbe scelto lei.
Layla obbed, il vestito di seta che svolazzava dietro di lei. Si sedette sul piumino di raso, ma
quando fece per sollevare le gambe sul letto, Rhage scosse la testa.
No. Resta seduta.
Layla si accigli, ma non disse nulla. Sorrise di nuovo, mentre Rhage faceva un passo avanti.
Dai, vieni disse tirando Mary per la mano.
Sono gi abbastanza vicina.
Lui la baci e raggiunse la donna, mettendosi in ginocchio davanti a lei. Quando Layla si port
le mani al vestito, per slacciarlo, Rhage la ferm.
Berr dal polso disse. E tu non devi toccarmi.
Layla sgran gli occhi, sgomenta. Questa volta, quando chin il capo, sembrava pi per
vergogna che per deferenza. Sono stata lavata a dovere per l'uso. Puoi controllare, se lo desideri.
Mary si tapp la bocca con la mano. Era spaventoso che quella donna si considerasse un
oggetto.
Rhage scosse la testa, anch'egli chiaramente a disagio per quel commento.
Preferisci un'altra? chiese Layla con un filo di voce.
No, non se ne fa pi niente farfugli lui.
E perch ti sei rivolto alle Elette se non avevi intenzione di servirtene?
Non pensavo sarebbe stato cos difficile.
Difficile? La voce di Layla si fece pi profonda. Chiedo scusa, ma non capisco in che modo
abbia potuto arrecarti fastidio.
No, non  questo, e non intendevo offenderti. La mia Mary... lei  umana, e non posso bere il
suo sangue.
Allora si unir a noi solo nei piaceri del talamo. Sar un onore per me farle da guida.
Oh, s, vedi, non ... lei non  qui per... Ehm, noi tre non faremo... Santo cielo, Rhage stava
arrossendo. Mary  qui perch io non voglio nessun'altra femmina, per devo comunque nutrirmi,
capisci? Si alz in piedi con un'imprecazione. Cos non pu funzionare. Non mi sento a mio agio.
Layla lo fulmin con lo sguardo. Dici di doverti nutrire, ma non puoi abbeverarti alla sua vena.
Io sono qui. Sono disponibile. Sarei molto lieta di darti quello di cui hai bisogno. Perch mai dovresti
sentirti a disagio? O forse vuoi aspettare ancora? Finch la fame non ti consumer mettendo in pericolo
la tua compagna?
Rhage si pass una mano tra i capelli. Afferr una ciocca e la tir con forza.
Layla accavall le gambe e il vestito si apr sulla coscia. Sembrava un quadro, seduta l su quel
letto da favola, cos pura e insieme cos incredibilmente sensuale.
Hai forse dimenticato le tradizioni, guerriero? So che  passato molto tempo, ma come puoi
essere turbato nel farti assistere da me? Rientra nei miei doveri, e io ne sono molto onorata. Layla
scroll la testa. O forse dovrei dire che ne ero onorata. Ne eravamo onorate. Noi Elette abbiamo
sofferto, in questi secoli. Nessun membro della confraternita si rivolge pi a noi. Siamo indesiderate,
inutilizzate. Eravamo cos felici quando finalmente tu ci hai chiamate.
Mi dispiace disse Rhage lanciando un'occhiata a Mary. Ma non riesco...
 per lei che sei pi preoccupato, vero? mormor Layla. Sei preoccupato di quello che
penser se ti vede attaccato al mio polso.
Lei non  abituata alle nostre usanze.
Layla tese il braccio verso Mary. Vieni a sederti qui vicino a me, padrona, cos lui potr
guardarti mentre beve, potr toccarti e sentire il tuo odore, e tu potrai far parte di tutto questo.
Altrimenti mi rifiuter, e allora cosa farete voi due? Non ricevendo risposta e vedendo che Mary non
accennava a muoversi, agit la mano, impaziente. Ti rendi conto, vero, che in caso contrario lui non
accetter di bere. Devi farlo per lui.
Dunque, eccoci qua disse Tohrment parcheggiando la Rover davanti a una bella casa in stile
moderno.
Erano in una zona della citt che John non conosceva bene, dove le ville erano discoste dalla
strada e lontane le une dalle altre. C'erano una quantit di cancelli neri in ferro battuto e prati
curatissimi, e non solo aceri e querce ma anche alberi strani, di cui non sapeva i nomi.
John chiuse gli occhi pensando che alla sua camicia mancava un bottone. Forse, se avesse
tenuto il braccio piegato sullo stomaco, la moglie di Tohrment non se ne sarebbe accorta.
E se avevano dei bambini? Lo avrebbero preso in giro...
Hai dei figli? chiese a gesti, soprappensiero.
Come dici, figliolo?
John si frug nelle tasche in cerca di un pezzo di carta. Quando trov la sua Bic, scribacchi in
fretta qualcosa e volt il foglio.
Tohrment si irrigid e alz lo sguardo sulla casa, teso in volto.
Forse avremo un bambino. Tra poco pi di un anno. La mia Wellsie  incinta, ma per le nostre
femmine il parto  un momento molto delicato. Scroll il capo serrando le labbra. Quando crescerai
imparerai a temere la gravidanza.  una maledetta ladra dishellan. In tutta franchezza, preferirei non
avere figli piuttosto che perdere Wellsie. Poi si schiar la gola. Comunque sia, entriamo, adesso.
Prima mangiamo e poi ti porto a fare un bel giro del centro di addestramento.
Tohrment azion il telecomando per aprire il garage e scese dalla macchina. Mentre John tirava
fuori la valigia, lui prese la mountain bike a dieci rapporti dal bagagliaio. Entrarono e Tohrment accese
le luci.
Lascio la tua bici qui contro il muro, va bene?
John annu e si guard intorno. C'era una Volvo station-wagon e... s, una Corvette Sting Ray
decappottabile degli anni '60.
Rimase a fissarla incantato.
Tohrment rise sottovoce. Perch non vai a salutarla?
Il ragazzo mise gi la valigia e si avvicin alla cabriolet inebetito. Allung il braccio per
accarezzare il metallo liscio della carrozzeria, ma poi ritrasse subito la mano.
Toccala pure. Le piacciono le attenzioni.
Era una macchina bellissima. Azzurro ghiaccio metallizzato e lustra come uno specchio. E la
capote era abbassata, quindi poteva ammirare anche l'interno. I sedili bianchi erano magnifici. Il
volante brillava. Il cruscotto era tutto spie e indicatori. Era pronto a scommettere che rombava come un
tuono quando si avviava il motore. E, con ogni probabilit, quando si accendeva il riscaldamento si
sentiva puzza di olio.
Guard Tohrment con gli occhi fuori dalle orbite. Avrebbe voluto saper parlare solo per dirgli
quant'era speciale quella macchina.
Gi,  una vera bellezza, eh? L'ho risistemata con le mie mani. Sto per metterla a riposo per
l'inverno, per magari stasera possiamo farci un giretto in centro, che ne dici? Si gela, ma possiamo
coprirci bene.
John sorrise, raggiante. E continu a sorridere beato anche quando il poderoso braccio
dell'uomo gli cinse le esili spalle.
Forza, figliolo, hai bisogno di mettere qualcosa sotto i denti.
Tohrment prese la valigia e insieme si avviarono verso la porta. Appena entrati in casa furono
accolti dagli aromi forti e speziati tipici della cucina messicana.
Il naso di John era al settimo cielo, peccato che il suo stomaco fosse sottosopra. Oh, cavolo, non
sarebbe riuscito a mandar gi nemmeno un boccone di quella roba. E se la moglie di Tohrment se la
prendeva a male?
Una rossa mozzafiato tagli loro, la strada. Alta pi di un metro e ottanta, aveva la pelle bianca
come porcellana e indossava un comodo abito giallo. I capelli erano assolutamente incredibili, una
cascata di onde che le arrivava fino in fondo alla schiena.
John pieg il braccio sullo stomaco, nascondendo il bottone mancante.
Come sta il miohellren? disse la donna alzando la bocca per farsi baciare da Tohrment.
Sto bene, leelan. Wellsie, ti presento John Matthew. John, lei  la miashellan.
Benvenuto, John disse lei porgendogli la mano. Sono felice di sapere che verrai a stare qui
con noi.
John le strinse la mano, poi si affrett a piegare di nuovo il braccio.
Forza, ragazzi. La cena  pronta.
La cucina era tutta armadietti rosso ciliegia, piani di lavoro in granito ed elettrodomestici neri e
lucidissimi. In una nicchia con finestre c'era un tavolo rotondo in vetro e ferro battuto apparecchiato per
tre. Tutto aveva l'aria di essere nuovo di zecca.
Voi due cominciate pure a sedervi li invit Wellsie. Io arrivo subito.
John guard il lavello. Era di porcellana bianca con un raffinato rubinetto di ottone sottile e
arcuato.
Vuoi lavarti le mani? chiese Wellsie. Prego.
C'era una saponetta in un piattino e John fece attenzione a lavarsi bene dappertutto, anche sotto
le unghie. Dopo che lui e Tohrment si furono accomodati, Wellsie arriv con piatti e ciotole traboccanti
di cibo. Enchilada. Quesadilla. E non era ancora finita.
Vedi, ecco di cosa parlavo disse Tohrment riempiendosi il piatto con una montagna di cibo.
Wellsie, questa roba sembra proprio squisita.
John guard tutto quel ben di Dio. In tavola non c'era niente che il suo stomaco fosse in grado
di reggere. Forse poteva dire semplicemente che aveva gi mangiato...
Wellsie gli mise davanti un piatto fondo. Riso in bianco con sopra una specie di salsina pallida.
Il profumo era delicato, ma appetitoso.
Questo ti rimetter a posto lo stomaco. C' dentro un pizzico di zenzero spieg la donna. E
la salsa  ricca di grassi, cos metterai su un po' di peso. Per dessert ti ho preparato un budino di
banane. Va gi bene e contiene un sacco di calorie.
John fiss il cibo. Quella donna sapeva. Sapeva esattamente ci che non poteva mangiare. E ci
che invece poteva mangiare.
Il piatto che aveva davanti divenne sfocato. John batt le palpebre in fretta, poi freneticamente.
Serr le labbra con forza, stringendo le mani in grembo fino a far scrocchiare le nocche. Non doveva
scoppiare a piangere come un bambino. Si rifiutava di fare una figuraccia del genere.
Tohr? Ti dispiacerebbe lasciarci un minuto da soli? disse Wellsie in tono pacato.
Si ud il rumore di una sedia che veniva scostata dal tavolo, poi John sent sulla spalla una mano
solida. Il peso si sollev e passi pesanti uscirono dalla stanza.
Adesso puoi smettere di trattenerti. Se n' andato.
John chiuse gli occhi e si accasci su se stesso, lasciando scorrere le lacrime.
Wellsie avvicin una sedia. Con gesti lenti e rassicuranti gli massaggi la schiena.
Era una vera fortuna che Tohrment fosse arrivato e lo avesse trovato giusto in tempo, pens
John. Che la casa in cui lo avrebbe ospitato fosse cos bella e pulita. Che Wellsie gli avesse preparato
qualcosa di speciale, qualcosa che il suo stomaco era in grado di digerire.
Che tutti e due si fossero preoccupati di non ferirlo nell'orgoglio.
Sent che qualcuno lo tirava di lato, poi lo abbracciava forte. Cullandolo avanti e indietro.
Assetato d'amore, assorb come una spugna tutta quella gentilezza.
Qualche minuto dopo alz la testa e si ritrov in mano un tovagliolo. Si asciug la faccia,
raddrizz le spalle e guard Wellsie.
Meglio? fece lei, sorridendo.
Lui annu.
Vado a chiamare Tohr, va bene?
John annu di nuovo e prese la forchetta. Assaggi il riso e si lasci sfuggire un gemito. Non
sapeva di molto, ma quando gli arriv nello stomaco, invece dei soliti spasmi avvert una meravigliosa
sensazione di rilassamento. Era come se quella roba fosse stata calibrata in modo specifico sulle
esigenze del suo apparato digerente.
Quando Tohrment e Wellsie tornarono a sedersi, non ebbe il coraggio di alzare la testa e fu
sollevato nelludirli parlare di cose normalissime. Commissioni. Amici. Progetti.
Fin il riso e si volt verso i fornelli, chiedendosi se ne fosse avanzato un po'. Prima che avesse
il tempo di chiedere, Wellsie lo anticip prendendo il suo piatto e riportandoglielo pieno. Mangi tre
porzioni di riso. E anche il budino di banane. Quando mise gi il cucchiaio, si rese conto che, per la
prima volta in vita sua, si sentiva sazio.
Trasse un profondo respiro, si appoggi all'indietro sulla sedia e chiuse gli occhi, ascoltando il
timbro profondo della voce di Tohrment e l'inflessione melodiosa di Wellsie.
Era come una ninnananna, pens. Specialmente quando passarono a una lingua che non
conosceva.
John? disse Tohrment.
Lui cerc di raddrizzare la schiena, ma era talmente insonnolito che riusc solo ad aprire gli
occhi.
Cosa ne dici se ti accompagno in camera tua, cos puoi metterti a dormire? Andremo in centro
tra un paio di giorni, d'accordo? Prenditi un po' di tempo per ambientarti.
John annu, pensando che non se la sentiva di fare molto altro, a parte una bella dormita.
Per trov la forza di portare il piatto fino al lavandino e di sciacquarlo con cura prima di
metterlo nella lavastoviglie. Quando torn a tavola per aiutare a sparecchiare, Wellsie scosse la testa.
No, a questo ci penso io. Tu vai con Tohr.
John tir fuori carta e penna. Finito di scrivere, gir il foglio verso Wellsie.
Lei scoppi a ridere. Prego, figurati. E, s, ti insegner come si prepara.
John annu. Poi socchiuse gli occhi.
Il sorriso di Wellsie era cos radioso che si intravedevano i denti. Due sul davanti erano molto
lunghi.
La donna chiuse subito le labbra, quasi riprendendosi. Adesso vai a dormire, John, e non
preoccuparti di niente. Domani avrai moltissimo tempo per pensare.
Lui si volt verso Tohrment; sembrava assorto nei suoi pensieri.
E fu a quel punto che cap. Cap senza bisogno che nessuno gli dicesse niente. Aveva sempre
saputo di essere diverso, e adesso finalmente avrebbe saputo perch: quelle due persone gentili gli
avrebbero detto chi era.
Ripens ai sogni che faceva. All'istinto di mordere e al sangue.
Aveva la sensazione che non fossero frutto della sua immaginazione.
Erano i suoi ricordi.
CAPITOLO 37
Mary fissava la mano protesa dell'Eletta, poi guard Rhage. Era teso e scuro in volto.
Non vuoi aiutarlo? chiese Layla.
Con un profondo respiro, Mary avanz e mise il palmo nel suo.
Layla la tir gi a sedere sorridendo appena. So che sei nervosa, ma non preoccuparti, non sar
una cosa lunga. Poi io me ne andr e resterete voi due da soli. Potrete abbracciarvi e bandirmi dai vostri
pensieri.
Come fai a sopportare di venire... usata cos? disse Mary.
Layla si accigli. Sto solo fornendo quello che serve, non vengo usata. Come potrei rifiutarmi
di servire i membri della confraternita? Loro ci proteggono consentendoci di vivere. Ci danno dei figli
e garantiscono la continuit delle nostre tradizioni... o almeno lo facevano un tempo. Ultimamente il
nostro numero si sta assottigliando perch i fratelli non vengono pi da noi. Abbiamo un disperato
bisogno di bambini, ma per legge possiamo accoppiarci solo con i membri della confraternita. Lanci
un'occhiata a Rhage. Per questo sono stata scelta io, stanotte. Sono vicina al periodo del bisogno, e
speravamo che tu volessi possedermi, guerriero.
Io non far l'amore con te disse piano Rhage.
Lo so. Ma io ti servir comunque.
Mary chiuse gli occhi, immaginando il figlio che Rhage avrebbe potuto dare a una donna. Pos
la mano sul ventre piatto cercando di figurarsi incinta, appesantita dal pancione. Sarebbe stata una gioia
immensa, ne era pi che certa. Perch il dolore di sapere che non sarebbe mai accaduto era tremendo.
Allora, guerriero, cos'hai deciso di fare? Sei pronto a ricevere quello che sono ben lieta di
darti? Oppure vuoi correre il rischio di fare del male alla tua compagna?
E improvvisamente Mary si rese conto che l'unica soluzione che avevano era l, davanti a loro.
Rhage doveva accettare.
Bevi gli ordin perentoria.
Lui la guard negli occhi. Mary...
Voglio che tu ti nutra. Subito.
Sei sicura?
S.
Ci fu un attimo di silenzio assoluto. Poi Rhage si inginocchi di nuovo davanti a Layla. Quando
si protese in avanti, la donna sollev la manica del vestito e poggi il braccio sulla coscia. Le vene
all'interno del polso spiccavano di un azzurro pallido sotto la pelle bianca come la neve.
Rhage apr la bocca e afferr la mano di Mary. Le zanne si allungarono fino a triplicare la loro
consueta lunghezza. Con un sibilo soffocato, il vampiro si chin a posare le labbra sul polso dell'Eletta,
che trasal leggermente prima di rilassarsi.
Rhage accarezzava il polso di Mary con il pollice, la mano calda contro la sua. Lei non riusciva
a vedere cosa stesse facendo di preciso, ma dal lieve movimento della testa intu che stava succhiando.
Quando lui le strinse il palmo, ricambi debolmente. Era un'esperienza del tutto nuova, e Rhage aveva
ragione: era di un'intimit sconvolgente.
Accarezzalo sussurr Layla. Sta per fermarsi ed  ancora troppo presto. Non ha bevuto
abbastanza.
Frastornata, Mary pos la mano libera sulla testa di Rhage. Sta' tranquillo, io sto bene.
Quando lui fece per sedersi, quasi avesse intuito che stava mentendo, Mary pens a tutto quello
che era disposto a sopportare per lei, a quello che aveva gi sopportato per lei. Tenendogli ferma la
testa, lo spinse di nuovo gi. Fai con calma. Mi sento a posto, davvero.
Gli strinse forte il palmo e Rhage rilass le spalle avvicinandosi a lei e girandosi leggermente.
Mary gli permise di infilarsi in mezzo alle sue gambe e di appoggiare il petto alla coscia, gli accarezz i
morbidi capelli, le sue folte onde dorate, e all'improvviso tutto quanto non parve pi cos bizzarro.
Pur sentendolo succhiare dalla vena di Layla, averlo addosso era una sensazione familiare, e il
modo in cui le carezzava il polso era il segno che pensava a lei mentre beveva. Si volt verso Layla.
Stava guardando Rhage, ma la concentrazione sul suo viso era puramente clinica.
Mary ricord quello che le aveva detto Rhage: che se l'avesse morsicata per bere il suo sangue,
lei avrebbe sentito il suo piacere. Ma era chiaro che tra lui e l'Eletta non c'era nessuno scambio di
piacere. Tutti e due erano immobili, calmi, alieni da qualunque passione.
Layla alz gli occhi e sorrise. Ancora un minuto, pi o meno.
Poi fu finita. Rhage sollev appena la testa e si volt verso Mary, abbandonandosi nella culla
dei suoi fianchi, circondandola con le braccia e poggiandole il viso sulla coscia. Lei sent i suoi muscoli
rilassarsi e il respiro farsi profondo e regolare.
Guard il polso di Layla. C'erano due forellini, un lieve arrossamento della pelle e un sottile
rivolo di sangue.
Adesso avr bisogno di un po' di tempo per riprendersi la inform l'Eletta leccandosi il polso
e srotolando la manica del vestito. Quindi si alz in piedi.
Mary fiss gli occhi nei suoi, continuando ad accarezzare la schiena di Rhage. Grazie.
Non c' di che.
Tornerai quando lui avr bisogno di te?
Voi due sareste d'accordo? Volete proprio me?
Mary si irrigid avvertendo l'euforia della donna. S, ehm... penso di s.
Layla era raggiante, gli occhi le brillavano di felicit.
Per me sar un onore, padrona disse con un inchino. Lui sa come contattarmi. Chiamatemi
pure quando volete.
E lasci la stanza con passo svelto.
La porta si chiuse alle sue spalle e Mary baci Rhage sulla spalla. Lui si mosse. Poi si sfreg la
bocca con il palmo, quasi a voler eliminare ogni eventuale traccia di sangue.
Quando alz lo sguardo su di lei aveva le palpebre socchiuse, i vivaci occhi verde-azzurri
appena velati.
Ciao gli sussurr Mary accarezzandogli i capelli all'indietro.
Lui le regal quel suo sorriso speciale, quello che lo faceva assomigliare a un angelo. Ciao.
Lei gli sfior il labbro inferiore con il pollice. Aveva un buon sapore, Layla? E vedendolo
esitare precis: Sii sincero.
S. Ma avrei preferito che fossi tu, e ho pensato a te per tutto il tempo. Ho immaginato che
fossi tu.
Mary si chin a leccargli le labbra. Rhage ebbe un guizzo di sorpresa e lei gli infil la lingua in
bocca per avere un'idea del sapore che ancora vi indugiava, come un vino rosso dolce.
Buono mormor contro le sue labbra. Voglio che pensi a me quando lo fai.
Lui le prese il collo tra le mani, i pollici sopra le sue vene. Sempre.
La baci e lei lo afferr per le spalle, incoraggiandolo ad avvicinarsi. Lui le tir su il maglione e
lei alz le braccia per permettergli di sfilarglielo, poi si lasci andare all'indietro sul letto. Rhage le
tolse pantaloni e mutandine e si spogli.
Torreggiando sopra di lei le infil una coscia tra le gambe, il grosso membro puntato dritto
verso il fulcro della sua intimit. Mary si dimen strusciandosi contro il suo inguine, accarezzandolo.
Lui muoveva la bocca con urgenza mentre si baciavano, ma entr lentamente dentro di lei,
penetrandola con delicatezza. Era grosso, duro, celestiale e si muoveva languido, in profondit. E la sua
pelle sprigionava quell'effluvio delizioso e oscuro, impregnandola tutta.
Non voglio nessun'altra disse Rhage contro la sua gola. Non voglio possedere nessun'altra.
Mary gli cinse la vita con le gambe, cercando di farlo affondare il pi possibile dentro di s
perch restasse con lei per sempre.
John segu Tohrment attraverso la casa. C'erano tante stanze e tutti i mobili e i soprammobili
erano molto belli e antichi. Si ferm davanti a un quadro che rappresentava un paesaggio montano,
sulla cornice dorata c'era una targhetta di ottone con su scritto Frederic Church.
Giunti in fondo a un corridoio, Tohrment apr una porta e accese la luce. Ho gi portato qui la
tua valigia.
John entr nella stanza. Le pareti e il soffitto erano dipinti di blu scuro e c'era un grosso letto
con la testata liscia e un mucchio di cuscini. C'erano anche una scrivania e un com. E una grande
vetrata che dava su un terrazzo.
Il bagno  qui disse Tohrment accendendo un'altra luce.
John mise dentro la testa e vide una distesa di marmo blu scuro. C'era un box doccia di vetro e...
wow, addirittura quattro diffusori per l'acqua.
Se ti serve qualcosa chiedi a Wellsie, io torner intorno alle quattro di domani mattina.
Abbiamo l'abitudine di scendere ogni notte pi o meno a quell'ora. Se hai bisogno di noi durante il
giorno prendi un qualsiasi telefono e digita 1. Saremo felici di vederti in qualunque momento. Oh,
abbiamo anche due doggen, due domestici, che ci aiutano a mandare avanti la casa, Sai e Regine.
Arrivano intorno alle cinque, e sono stati informati che adesso abiti con noi. Se hai bisogno di uscire,
chiedi a loro di accompagnarti.
John si avvicin al letto e tocc una federa. Era morbidissima, quasi impalpabile.
Qui ti troverai bene, figliolo. Forse ti ci vorr un po' di tempo per abituarti, ma ti troverai
bene.
John si guard intorno. Quindi, facendosi coraggio, si avvicin a Tohrment e apr la bocca. Poi
lo indic.
Sei sicuro di volerlo fare adesso? mormor il vampiro.
Quando John annu, Tohrment schiuse lentamente le labbra. Mettendo in mostra un paio di
zanne. Oh... Ges. Oh...
John deglut e si port le dita alla bocca.
S, spunteranno anche a te. Nel giro dei prossimi due anni. Tohrment attravers la stanza e
and a sedersi sul letto, appoggiando i gomiti sulle ginocchia. Il cambiamento per noi arriva intorno ai
venticinque anni. Avrai bisogno di bere per sopravvivere, e non sto parlando di latte, figliolo.
John inarc un sopracciglio, chiedendosi da chi avrebbe bevuto.
Ti troveremo una femmina che ti assista nel cambiamento, e al momento opportuno ti dir
anche che cosa aspettarti. Non sar una passeggiata, ma dopo sarai cos forte da pensare che ne  valsa
la pena.
John si illumin, continuando per a scrutare Tohrment con occhio critico. All'improvviso
spalanc le braccia in senso orizzontale e verticale, poi con il pollice indic il proprio petto.
S, anche tu diventerai grande e grosso come me.
John mosse lentamente le labbra per formare le parole ma dai.
 la verit. Per questo la transizione  una faccenda impegnativa. Il fisico  sottoposto a un
cambiamento radicale nel giro di poche ore. Dopo ti toccher imparare da capo alcune cose, come
camminare, per esempio, o muoverti disse Tohr guardandosi. All'inizio questi nostri corpi sono
difficili da controllare.
Soprappensiero, John si gratt il petto nel punto in cui c'era la cicatrice circolare. Notando il
gesto, Tohrment aggiunse serio: Voglio essere onesto con te, figliolo. Ci sono molte cose che non
sappiamo, su di te. Tanto per cominciare,  impossibile sapere quanta parte di noi c' nel tuo sangue. E
non abbiamo indizi circa le tue origini. Quanto alla cicatrice, non riesco proprio a spiegarmela. Tu dici
di avercela da sempre, e io ti credo, ma quello  un marchio che ti viene dato, non una cosa con cui si
nasce.
John tir fuori un pezzo di carta e scrisse: Ce l'hanno tutti?
No. Soltanto io e i miei fratelli. Per questo Bella ti ha portato da noi.
Chi siete? scrisse John.
La Confraternita del Pugnale Nero. Siamo guerrieri, figliolo. Combattiamo per garantire la
sopravvivenza della razza, ed  questo che ti insegneremo a fare. Gli altri maschi della tua classe
diventeranno soldati, ma tu, con quel marchio, potresti diventare uno di noi.  possibile. Tohrment si
massaggi la nuca. Tra non molto ti far conoscere Wrath. Lui  il capo, il comandante, il nostro re.
Mi piacerebbe anche farti visitare dal nostro dottore, Havers. Forse lui potr farsi un'idea su chi sono i
tuoi antenati. A te andrebbe bene?
John annu.
Sono contento che ti abbiamo trovato, sai. In caso contrario saresti morto, perch nessuno ti
avrebbe dato quello di cui hai bisogno.
John and a sedersi vicino a Tohrment.
Hai qualche domanda?
Il ragazzo annu, ma non riusciva a riordinare i pensieri in modo coerente.
Ascolta, stanotte pensaci su. E domani ne riparleremo. Detto questo, Tohrment si alz in
piedi e and alla porta.
All'improvviso un grumo di panico trafisse il petto di John come una pallottola. L'idea di restare
da solo gli parve terrificante, anche se era in una bella casa, insieme a persone gentili, in un quartiere
molto sicuro. E che si sentiva... cos piccolo.
Gli stivali di Tohrment entrarono nel suo campo visivo.
Ehi, John, magari mi fermo ancora un po' qui con te. Ti va di guardare la TV?
Grazie, disse a gesti John, soprappensiero. Mi sento un po' strano.
Lo prender come un s continu Tohrment appoggiandosi contro i cuscini. Poi afferr il
telecomando. Vishous, uno dei miei fratelli, ha curato l'impianto elettrico della casa. Mi pare che con
questo coso si riescano a prendere pi o meno settecento canali. Cosa preferisci vedere?
John si strinse nelle spalle e si appoggi contro la testiera del letto.
Tohrment fece un po' di zapping finch capit su Terminator 2. Questo ti piace?
John annu, fischiando.
Gi, anche a me.  un classico, e Linda Hamilton  la fine del mondo.
CAPITOLO 38
Rhage dorm fino a tardi, e quello che lo svegli fu tutt'altro che piacevole. L'agitazione e il
prurito insopportabile erano ricominciati. La tregua concessagli dalla Vergine Scriba era finita. La
bestia era tornata.
Apr gli occhi e vide i capelli di Mary sul guanciale. La curva del suo collo. La sua schiena
nuda.
Inizi a sudare ed ebbe subito un'erezione.
Ripens a come avevano fatto l'amore dopo che aveva bevuto da Layla. E poi ancora, quando
erano tornati in camera. L'aveva cercata altre due volte, durante il giorno. Gli sembrava di esagerare e
si vergognava un po' a insistere. Eppure ogni volta lei gli aveva sorriso e lo aveva accolto con gioia
dentro di s.
Ed ecco che la voleva di nuovo, ma con un bisogno pressante e diverso. Era un appetito
selvaggio, come se non l'avesse mai posseduta o non la vedesse da mesi. Lott contro quell'urgenza
irresistibile con le dita che si piegavano ad artiglio, le mani che formicolavano, la pelle che tirava. Era
un fascio di nervi, vibrava fin dentro le ossa.
Scese dal letto per farsi una doccia, e quando torn era riuscito a riprendere il controllo, almeno
in parte. Poi vide che Mary aveva scalciato via le coperte e adesso se ne stava sdraiata a pancia in gi,
gloriosamente nuda: e il suo bel fondoschiena era una tentazione che lo divorava.
Posso portarti qualcosa dalla cucina? le chiese.
Dormi mormor lei rotolando sulla schiena. I capezzoli rosei si inturgidirono a contatto con
l'aria.
Oh, Cristo santissimo... Un momento, c'era qualcosa che non andava. Mary aveva il volto
arrossato e continuava ad agitare le gambe.
Rhage si avvicin e le mise una mano sulla fronte. Scottava.
Mary, credo che tu abbia la febbre.
S, qualche linea. Non  la prima volta.
Vuoi un'aspirina?
La paura aveva raffreddato la smania di possederla.
Ho solo bisogno di dormire finch passa.
Vuoi che resti con te?
Lei apr gli occhi. Non gli piacque per niente quello sguardo spento. No, ci sono abituata. Sul
serio, sto bene. Ho solo bisogno di dormire. Poi passa.
Rhage si trattenne ancora qualche minuto. Si infil una T-shirt e un paio di pantaloni della tuta
neri. Prima di uscire la guard di nuovo. Quasi non riusciva a tollerare che avesse una leggera
febbriciattola. E quando si sarebbe ammalata sul serio? Come diavolo sarebbe andata?
Havers. Il medico non lo aveva ancora richiamato, eppure aveva avuto tutto il tempo di studiare
la documentazione riguardante Mary. Prese il cellulare e usc in corridoio.
La conversazione non dur a lungo, perch non c'era nulla che il medico potesse fare per lei: dal
momento che i vampiri non si ammalavano di cancro, lui non si era mai soffermato su quella patologia.
Rhage stava per riattaccare quando Havers disse: Perdonami, padrone, non voglio essere
indiscreto. Ma... sai niente delle terapie a cui si  sottoposta?.
So che sono state molto lunghe.
Ma hai capito quanto sono state pesanti? Se la leucemia  tornata, le sue probabilit di
sopravvivenza potrebbero essere molto limitate...
Grazie per aver dato un'occhiata alle sue cartelle, lo apprezzo molto. Come se avesse bisogno
di conferme circa la gravit della situazione.
Aspetta... ricordati che puoi contare su di me. La chemioterapia  fuori dalla mia portata, ma
posso prescriverle molti degli antidolorifici e dei farmaci che prendeva prima. Posso aiutarla ad
alleviare il dolore e tenerla sotto controllo, anche se verr curata in un ospedale umano. Quindi
chiamami quando vuoi.
Lo far. E... grazie, Havers.
Dopo la telefonata and nello studio di Wrath, ma la stanza era vuota. Gir sui tacchi per
scendere da basso - forse Wrath e Beth stavano facendo uno spuntino - quando come per incanto un
muro di pelle nera, con in cima una testa di lunghi capelli neri, si materializz davanti a lui. Quel
giorno Wrath indossava un paio di occhiali avvolgenti dalla montatura argentata.
Cercavi me? disse il re.
S. Mary si  trasferita qui. Permanentemente.
L'ho saputo. Fritz mi ha detto che ha portato con s un po' di roba.
Ah-ah. Senti, ti dispiace se stasera do una piccola festicciola? Mi piacerebbe che Mary vedesse
la sua amica Bella e pensavo che noi fratelli potremmo fare i bravi, per una volta. Sai, metterci in tiro e
tutto il resto. Potrebbe venire anche Wellsie. Mary ha me, ma ha bisogno di avere intorno altra gente.
Non voglio che abbia l'impressione di essere isolata.
Ottima idea. Per la verit Beth voleva che la portassi in citt, stasera...
Non c' bisogno che cambiate i vostri programmi.  solo una cosetta tranquilla.
Be', la mia shellan non vedeva l'ora di uscire un po'. Le piace avermi tutto per s, sai. E io,
ehm, a me piace un sacco quando stiamo un po' per conto nostro...
Rhage abbozz un sorriso quando dal corpo di Wrath si sprigion un'eloquente, rovente folata.
S, certo.
Ci fu una pausa. Poi il re disse: C' altro, fratello?.
Ehm, s. Presto Mary sar molto malata. Io uscir con i fratelli finch potr, ma quando le cose
si metteranno male...
Capisco. Fai quello che devi fare.
Grazie, sei un amico.
Wrath scroll la testa. Sai una cosa? Sei un maschio di valore. Dico sul serio.
S, be'... vedi di tenerlo per te. Ho una reputazione di stronzo egocentrico da difendere.
Tohr ce lo vedrei a fare una cosa del genere. Phury assolutamente. Forse anche V.
Rhage si accigli. Lo fai sembrare un sacrificio, per l'amor del cielo. Io la amo.
E questo il sacrificio. La ami pur sapendo che sta per entrare nel Fado.
Lei non sta andando proprio da nessuna parte protest Rhage a denti stretti. Star bene. Sar
dura, ma lei star bene.
Perdonami disse Wrath chinando il capo. Andr cos, naturalmente.
Rhage abbass gli occhi. Non sapeva come reagire a quelle scuse perch non ne aveva mai
ricevute, in vita sua. E poi, al solo pensiero che Mary potesse morire gli sembrava di avere una fiamma
ossidrica dentro la cassa toracica.
A presto, mio signore salut, ansioso di andarsene prima di commuoversi davanti al suo re.
Ma quando alz la testa vide per la prima volta gli occhi di Wrath. Il re non si toglieva mai gli
occhiali da sole. Mai.
Rhage trattenne il respiro fissando quelle iridi verde argentato che ricambiavano il suo sguardo.
Le pupille erano quasi invisibili, due minuscoli puntini neri. E il calore, in quei due cerchi ciechi e
iridescenti, era impressionante.
Sono orgoglioso di poterti chiamare fratello disse Wrath.
Rhage sent due braccia poderose che lo circondavano, attirandolo contro un petto duro come la
roccia.
Wrath?
S?
Rhage fece per parlare, ma gli manc la voce.
Rispose Wrath a quel silenzio. Saremo tutti qui per te. Quindi chiedi pure aiuto quando ne
avrai bisogno. E se arriver il momento, le faremo un funerale in piena regola per il suo ingresso nel
Fado, come si addice allashellan di un guerriero.
Rhage strinse gli occhi con forza. Ti ringrazio, mio signore.
Pi tardi, quella sera stessa, Mary si spazzolava i capelli in bagno. Quand'ebbe finito si guard
allo specchio lisciandosi le onde brune. Erano morbide sotto i polpastrelli, e il castano assumeva delle
belle sfumature rosso dorato. Non voleva rassegnarsi all'idea di tornare calva.
Sei bella come ieri disse Rhage uscendo dalla doccia. Mentre si asciugava le and alle spalle
e lanci un bacio al suo riflesso.
Mary sorrise. Grazie infinite per avere invitato Bella e John. Lei  diventata una cara amica ed
ero in pensiero per lui.
Non voglio farti perdere i contatti con le persone che conosci solo perch adesso abiti qui. E
poi, una volta ogni tanto, noi della confraternita possiamo comportarci in maniera civile. Non pu farci
che bene.
Tohrment e Wellsie sono stati davvero gentili ad accogliere John.
Sono i migliori, quei due.
Dopo di che Rhage usc dal bagno; il tatuaggio sulla sua schiena sembrava seguirla con gli
occhi. L'effetto era un tantino strano, pens Mary, ma non esattamente sgradevole. Era un po' come
essere fissata da un cane da guardia che in realt desiderava solo tante coccole.
Usc dal bagno anche lei e and a sedersi sul bordo del letto. Ehi, scusa se ti ho svegliato,
stamattina. Quando ho la febbre non faccio che girarmi e rigirarmi tra le coperte.
Rhage fece capolino dalla cabina armadio tirandosi su la cerniera di un paio di pantaloni neri.
Non mi hai dato nessun fastidio, ma non si pu fare qualcosa per questa febbre?
Non proprio, per posso andare a dormire in un'altra stanza... Scoppi a ridere nel vedere
l'occhiata che le lanci Rhage. Va bene, non lo far.
Sai, speravo proprio che Havers potesse fare qualcosa per te.
Non preoccuparti. Comunque apprezzo molto che tu ci abbia provato.
Quand' l'appuntamento con l'oncologa?
Presto, ma adesso non parliamone pi, d'accordo? Stasera pensiamo solo alla vita. Mi sento
bene e non voglio sciupare neanche un minuto.
Gli angoli della bocca di Rhage si piegarono all'ins e gli occhi gli si illuminarono in segno di
approvazione e rispetto.
E lei aveva pensato di tagliarlo fuori dalla sua vita? Che idiota!
Ricambi il suo sorriso, ansiosa di arrivare al termine della serata, quando sarebbero potuti stare
ancora da soli. Al buio. Senza pi niente a separarli.
Rhage scomparve di nuovo dentro la cabina armadio e lei lo segu. Mentre lui studiava le
camicie allineate sulle grucce, gli mise una mano sulla schiena, in corrispondenza della spalla della
bestia.
Rhage trasal scostandosi di scatto.
Sei ferito? si allarm Mary. Cominci a girargli intorno; lui continuava a scansarla.
Rhage...
Dobbiamo sbrigarci, altrimenti faremo tardi. Aveva la voce leggermente roca, i pettorali
contratti.
Cos'hai alla schiena?
Per tutta risposta lui si infil una camicia e la abbotton in fretta e furia. Niente, la schiena sta
bene.
Le schiocc un bacetto sulla guancia e riusc a sgattaiolare via. In camera da letto apr subito la
porta che dava sul corridoio, poi prese l'orologio dal cassettone e se lo mise al polso. Gli tremavano le
dita mentre allacciava il cinturino.
Mary stava per chiedergli cosa c'era che non andava quando sulla soglia comparve Phury.
Ehil, fratello. Mary disse sorridente. Scendiamo insieme?
Era uno schianto, quella sera, Mary doveva proprio ammetterlo: aveva i capelli sciolti e la
splendida chioma multicolore che si allargava a ventaglio sulle spalle possenti, ed era vestito per fare
colpo. Aveva scelto un gessato sottilissimo di un blu molto scuro con una camicia rosa pallido che
metteva in risalto il collo poderoso e il colorito incredibilmente sano. Indossava un paio di mocassini
elegantissimi, i polsini alla francese erano chiusi da un paio di pesanti gemelli d'oro e al mignolo
ostentava un anello con diamante.
Sembrava appena uscito dalle pagine di GQ. Lui e Bella sarebbero stati proprio una bella
coppia, pens Mary.
Dimmi un po', Phury, per caso hai gi conosciuto Bella?
Il vampiro si mise ad armeggiare con il fazzoletto che aveva nel taschino. S, l'ho vista una
volta. La sera che tu e quel ragazzo siete venuti al centro.
Stasera ci sar anche lei.
Lo so.
E al momento non esce con nessuno.
Ragazzi, il modo in cui arrossiva era da sballo. Phury era adorabile.
Non gli interessa s'intromise Rhage infilandosi una pistola nella cintura dei pantaloni.
Mary gli scocc un'occhiataccia.
Ma non sei single anche tu? riprese rivolta a Phury.
Oh, eccome se lo .
Rhage, cosa ne diresti di lasciarlo rispondere da solo? Allora, Phury, visto che siete liberi tutti
e due, perch non la inviti fuori a cena, una di queste sere?
Phury si lisci il bavero della giacca arrossendo ancora di pi. S... Non saprei.
Bella  favolosa, sul serio...
Rhage scroll il capo spingendola verso il corridoio. Lascialo in pace, Mary. Dai.
A met delle scale lei lo costrinse a fermarsi, e quando Phury li super gli bisbigli all'orecchio:
La vuoi piantare? Bella e Phury potrebbero anche piacersi.
L'unica cosa che Bella potrebbe ottenere da lui  una piacevole conversazione
Ma cosa...
Le femmine non gli interessano.
Perch,  gay?
No, per non cercare di appioppargli Bella, okay? Non sarebbe giusto per nessuno dei due.
Mary riport lo sguardo su Phury, che aveva appena posato il piede sul pavimento a mosaico
dell'atrio. Malgrado zoppicasse leggermente, camminava con spavalderia. Ma forse era solo
un'illusione. Forse era rimasto ferito in battaglia.
... s, insomma... impotente?
Non che io sappia. Per pratica la castit.
"Dio, che spreco, pens lei guardando Phury e ammirando il modo in cui si muoveva.
Quindi appartiene a una specie di ordine religioso?
No.
E allora perch?
Con Phury tutte le strade portano al suo gemello, Zsadist. S, lo so che quei due non si
assomigliano per niente. Rhage le diede una spintarella e Mary ricominci a scendere le scale.
Come mai zoppica?
Ha una protesi. Ha perso met della gamba sinistra.
Oh, santo cielo. E com' successo?
Se l' maciullata con un colpo di pistola.
Mary si ferm di botto. Un incidente?
No, l'ha fatto apposta. Dai, Mary, possiamo finire di parlarne dopo? disse Rhage prendendola
per mano e trascinandola gi per le scale.
Bella attravers il vestibolo con il doggen che era passato a prenderla in macchina. Si guard
intorno, esterrefatta. I suoi genitori possedevano una casa magnifica, ma non era niente al confronto di
questa. Questa era... degna di una famiglia reale. Il che era pi che logico, si disse, dal momento che
era la residenza del Re cieco e della sua regina.
Benvenuta, Bella disse una profonda voce maschile.
Lei si volt e si ritrov davanti il fratello con la chioma multicolore, colui che aveva interrotto
lei e Zsadist quella sera al centro di addestramento.
Io sono Phury. Ci siamo gi visti. In palestra.
Guerriero lo salut lei con un profondo inchino. Era difficile non sentirsi in soggezione con i
fratelli, specialmente con uno cos. Cos grosso. Cos... Chiss se quei capelli erano veri...
Siamo felici che tu sia potuta venire continu Phury sorridendo affabile, gli occhi gialli che
brillavano. Vuoi darmi il cappotto?
A dire il vero, non riesco ancora a credere di essere qui. Oh, Mary! Ciao!
Le due ragazze si abbracciarono e si misero a chiacchierare con Phury, e Bella si sent subito
perfettamente a proprio agio. C'era qualcosa, in lui, che ispirava calma e fiducia, e i suoi occhi erano la
fine del mondo. Erano proprio gialli, cavolo.
Tuttavia, lei cercava il fratello sfregiato. Scrut con discrezione l'ampio ingresso variopinto, ma
di Zsadist nessuna traccia. Forse aveva deciso di disertare la festa. Non sembrava un tipo mondano,
poco ma sicuro.
Comunque, quando Mary si allontan per tornare da Rhage, Bella decise di non lasciarsi
prendere dallo sconforto. Del resto non aveva nessun motivo di correre dietro a uno come Zsadist.
Allora, Phury disse. Permetti... so che sembrer villano, ma devo assolutamente toccarti i
capelli. Prima che lui potesse dire una parola, lei allung la mano e prese una delle lunghe ciocche
bionde e rosse, sfregandosela tra le dita. Meravigliosi. I colori sono strabilianti. E... oh, che buon
profumo. Che shampoo usi?
Lo guard negli occhi, aspettandosi qualche commento brillante. Invece lui la fissava
impietrito.
E Bella si accorse che anche Rhage, fermo sulla soglia, la guardava con un'espressione
scioccata. Lo stesso valeva per un altro guerriero con il pizzetto. Idem per un umano grande e grosso. E
anche...
L'intera festa si era fermata di colpo.
Lasci ricadere la mano sussurrando: Mi dispiace tanto. Ho appena fatto una cosa
terribilmente inopportuna, vero?.
Phury usc all'istante dallo stato di trance in cui sembrava caduto. No, no. Va tutto bene.
Allora perch mi stanno fissando tutti?
Non sono abituati a vedermi con... s, insomma, con una femmina. .. Le prese una mano e la
strinse forte. Bella, non hai fatto niente di male. Sul serio. E non preoccuparti dei miei fratelli, okay?
Sono solo gelosi perch vorrebbero che toccassi anche i loro capelli.
Ma sembrava ancora decisamente stranito e Bella non fu sorpresa quando, poco dopo, si scus
allontanandosi.
Intanto, a quanto pareva, la festa si era trasferita nella sala biliardo. Bella stava per raggiungere
gli altri quando fu investita da una folata gelida proveniente da un punto imprecisato alle sue spalle.
Che il portone si fosse spalancato?
Si volt.
Da un angolo buio accanto al vestibolo, Zsadist la stava osservando immerso nell'ombra. Era
vestito come l'ultima volta che lo aveva visto, in dolcevita nero e larghi pantaloni neri, e proprio come
allora i suoi occhi color della pece erano feroci. Sensuali.
Oh, s, pens Bella avvampando. Era venuta per questo. Doveva assolutamente rivedere quel
maschio.
Inspir a fondo e and da lui.
Ciao.
Zsadist non disse niente.
Lei torn alla carica con un sorriso forzato. Bella serata, non trovi?
Ti  piaciuto toccare il mio gemello?
Phury era il suo gemello? Be', in effetti una certa somiglianza c'era, bastava immaginare Zsadist
senza cicatrice e con i capelli pi lunghi.
Ti ho fatto una domanda, femmina. Ti  piaciuto toccargli i capelli? Quegli occhi di tenebra
la squadravano, seguendo il profilo della camicetta di seta e della gonna attillata. Quando tornarono sul
suo viso, si soffermarono sulla bocca. Sto aspettando, femmina.
Bella mormor automaticamente lei. Chiamami Bella, per favore.
Lo sguardo di Zsadist si fece impenetrabile. Pensi che mio fratello sia attraente?
Oh...  bello, s.
Bello. Gi, bello  la parola giusta. Dimmi una cosa, lo desideri al punto da venire a letto con
me?
Lei sent una vampata di calore, un fuoco acceso da quelle parole e dal modo in cui la guardava,
con il sesso negli occhi. Ma poi realizz quel che aveva detto.
Scusa, non capisco...
Phury  casto dalla testa ai piedi. Quindi temo che, per avvicinarti quanto pi possibile a lui,
dovrai accontentarti di me. Poi fece una specie di schiocco con la lingua. Purtroppo io sono un ben
misero sostituto, non  vero?
Bella si port una mano al collo, assalita da torride fantasie: Zsadist le stava sopra e si muoveva
dentro di lei, la possedeva.
Oh, Dio. Tremava al solo pensiero.
Il vampiro fece una risata gelida.
Ti ho scioccata? Scusa. Cercavo solo di aiutarti. Desiderare qualcosa che non si pu avere
dev'essere un bel casino. I suoi occhi indugiarono sulla gola di Bella. Per quanto mi riguarda, non ho
mai avuto questo problema.
Lei deglut e lui segu con attenzione il movimento della sua gola. Problema? ripet lei in un
sussurro.
Quello che voglio, io me lo prendo.
S. Non ho dubbi.
Avvampando, immagin Zsadist che la guardava mentre i loro due corpi, avvinti, si fondevano
in uno solo, la faccia a pochi centimetri dalla sua. E d'istinto alz il braccio. Voleva far scorrere la
punta delle dita lungo la cicatrice del vampiro fino ad arrivare alla bocca. Per sentire cosa si provava.
Ma con una mossa fulminea e un guizzo negli occhi Zsadist balz di lato, sottraendosi al
contatto, quasi fosse rimasto scioccato da quel gesto. Si affrett subito a nascondere il turbamento, e
con voce gelida e piatta disse: Attenta, femmina. Io mordo.
Non vuoi proprio chiamarmi per nome?
Cosa ne diresti di bere qualcosa, Bella? s'intromise Phury prendendola per il gomito. Il bar 
da questa parte, nella sala biliardo.
S, portala via bofonchi Zsadist in tono strascicato. Tu s che sei un eroe, fratello. Sempre
pronto a salvare qualcuno. E lei ti trova affascinante, sai?
Teso in volto, Phury non disse nulla mentre scortava l'ospite nell'altra stanza.
Quando Bella si volt, Zsadist era sparito.
Phury le diede un colpetto al braccio per attirare la sua attenzione. Devi stare alla larga da lui.
Il mio gemello non  "rotto".  distrutto, rovinato per sempre. Capisci la differenza? Se uno  rotto
puoi ancora sperare di aggiustarlo, ma se  distrutto l'unica cosa che puoi fare  aspettare di
seppellirlo.
Bella schiuse le labbra.  una cosa cos... crudele da dire.
 la realt. Se Zsadist dovesse morire prima di me ne sarei annientato. Ma questo non cambia
lo stato delle cose.
Con un gesto plateale, Bella si scost da lui. Lo terr a mente. Grazie.
Bella...
Non stavi andando a prendermi da Bere? 
CAPITOLO 39
O parcheggi davanti all'altissimo condominio. Quel mastodontico pugno in un occhio era uno
dei grattacieli di Caldwell, una fregatura di lusso, il tentativo, da parte di alcuni immobiliaristi, di
cambiare il volto dell'argine fluviale. L'appartamento di C era al ventiseiesimo piano, affacciato sul
fiume Hudson.
Pretenzioso. Molto pretenzioso.
Quasi tutti i lesser abitavano in postacci schifosi perch la Societ investiva i fondi a beneficio
della guerra contro i vampiri. C l'aveva fatta in barba a ogni consuetudine, adottando uno stile di vita
appariscente perch poteva permetterselo. Prima di entrare nella Societ, negli anni '70, era stato un
finto alternativo: uno di quei mezzi hippy con un bel gruzzolo in banca che, in qualche modo, era
riuscito a tenersi i soldi. Il tipo incarnava una combinazione insolita: un dilettante con tendenze da
serial killer.
Come previsto, dopo le dieci di sera non c'era pi il custode e forzare la serratura elettronica
dell'ingresso era stato un gioco da ragazzi. O prese l'ascensore in vetro e acciaio fino al ventisettesimo
piano e scese una rampa di scale, pi per abitudine che per necessit. Non c'era motivo di supporre che
a qualcuno fregasse qualcosa di sapere chi era o dove stava andando. Senza contare che, a quell'ora, il
palazzo era una citt fantasma, quei fichetti degli inquilini erano tutti in centro a farsi di coca e di
ecstasy allo Zero Sum.
Buss alla porta di C. Questo era il quinto indirizzo della lista consegnatagli da Mr X e il primo
che visitava, oggi. La sera prima era stata molto proficua. Degli assenti ingiustificati, uno era in
trasferta, avendo deciso di sua iniziativa di aiutare un amico a Washington D.C. Altri due, coinquilini,
si erano feriti litigando tra loro; adesso si stavano rimettendo e nel giro di un paio di giorni contavano
di farsi vivi online. Il quarto lesser era un figlio di buona donna sano come un pesce, che molto
semplicemente aveva deciso di perdere tempo guardando la tele e andandosene a zonzo. Oddio, sano
come un pesce fino a quando era rimasto vittima di uno spiacevole incidente poco prima che O
lasciasse il suo appartamento. Ci avrebbe messo una settimana buona per rimettersi in pista, ma la
visita di O era senz'altro servita a chiarire le sue priorit.
Buffo come un paio di rotule fratturate bastassero a raggiungere lo scopo.
O buss di nuovo prima di forzare la serratura. Quando apr la porta ebbe un moto di disgusto.
C'era un tanfo pazzesco, tipo di immondizia in putrefazione.
And in cucina.
No, non era spazzatura. Era C.
Il lesser era steso a faccia in gi sul pavimento, in mezzo a una pozza di sangue rappreso. A
portata di mano aveva qualche benda, un ago e un filo, come se avesse provato a ricucirsi. Vicino
all'occorrente per il pronto soccorso c'era il suo BlackBerry con la tastiera insanguinata. Poco pi in l
una borsetta da donna, anch'essa macchiata di sangue.
O lo volt sulla schiena. Il collo di C era stato reciso con un taglio netto e profondo. Visto il
modo in cui la pelle era stata cauterizzata, lo squarcio doveva averlo provocato uno dei terribili pugnali
neri della confraternita. Dio, qualunque cosa ci fosse in quel metallo, quando entrava in contatto con la
carne di un lesser agiva come acido per batterie.
La gola di C si stava muovendo, emetteva suoni gutturali. Il lesser alz la mano e O vide che
stringeva un coltello. Sulla camicia aveva dei tagli superficiali, come se avesse tentato di pugnalarsi al
petto senza avere le energie sufficienti per riuscirci.
Sei conciato male, amico disse O sfilandogli il coltello di mano. Poi si accovacci,
guardandolo dibattersi al rallentatore. Steso cos, sulla schiena, con le braccia e le gambe che si
agitavano inutilmente, sembrava un maggiolino in procinto di rendere l'anima a Dio.
O guard la borsetta da donna.
Hai deciso di abbracciare uno stile di vita alternativo, C? bofonchi prendendo la borsa ed
esaminandone il contenuto. Flacone di medicinali. Fazzolettini di carta. Tamponi. Cellulare.
Oh-oh, il portafogli.
Tir fuori la patente di guida. Capelli castani. Occhi grigi. Impossibile dire se la femmina fosse
una vampira o un'umana. L'indirizzo era a casa del diavolo, sulla Route 22.
Dimmi se ho capito bene riprese O. Tu e uno dei fratelli avete avuto un corpo a corpo.
Insieme al guerriero c'era una femmina. Tu sei scappato dopo essere stato pugnalato e hai preso questa
borsa per poter concludere il lavoro con l'amichetta del vampiro. Purtroppo le tue ferite erano troppo
gravi e da quando sei tornato a casa sei sdraiato qui per terra. Come sto andando?
O butt il portafogli nella borsetta e fiss C. Il lesser stava roteando gli occhi, due biglie che si
muovevano convulse in quella che ormai, pi che una testa, sembrava una palla mezza sgonfia.
Sai, C, se fosse per me ti lascerei qui. Non so se ne sei al corrente, ma quando ce ne andiamo
da questo mondo torniamo dall'Omega. E credimi, a paragone di ci che troverai dall'altra parte,
insieme a lui, il modo in cui ti senti adesso ti sembrer una vacanza, cazzo. O si guard intorno. Il
fatto  che stai appestando tutta la casa. Qualche umano, attirato da questa puzza, potrebbe entrare a
controllare, e noi avremmo un problemino.
Afferr il coltello, stringendo il manico con forza, quindi affond la lama nel petto del lesser.
Ci fu un lampo luminoso e una specie di schiocco. C se n'era andato.
O prese la borsetta e usc.
Mary si avvicin a Rhage tenendo la mano nascosta dietro la schiena, in attesa del momento
giusto. Lui era nel bel mezzo di una partita a biliardo e, in coppia con Butch, stava stracciando V e
Phury.
Mentre li guardava giocare, si disse che i fratelli le piacevano proprio tanto. Persino Zsadist,
con tutta la sua cupezza minacciosa. Erano cos gentili con lei, e la trattavano con un rispetto che non
sapeva bene a cosa fosse dovuto.
Rhage le fece l'occhiolino, piegandosi sopra il tavolo da biliardo e allineando la stecca.
 per l'affetto che gli dimostri le sussurr qualcuno all'orecchio.
Mary trasal, spaventata. Vishous era proprio dietro di lei.
Di cosa stai parlando?
 per questo che ti adoriamo. E, prima che tu mi dica di smetterla di leggerti nel pensiero,
sappi che non intendevo farlo. Quel pensiero era come una musica troppo forte. Non potevo non
sentirlo, tutto qua. Il vampiro butt gi un sorso di vodka. Comunque sia,  per questo che ti
accettiamo. Trattando bene Rhage, onori ciascuno di noi.
Rhage alz lo sguardo e si accigli. Subito dopo aver colpito la palla, fece il giro del tavolo e in
modo plateale spinse via V.
Vishous rise. Rilassati, Hollywood. Lei ha occhi solo per te.
Con un grugnito, Rhage trasse Mary a s. Vedi di non scordarlo, se vuoi continuare ad avere
braccia e gambe al posto giusto.
Ehi, non sei mai stato un tipo possessivo...
Perch non ho mai avuto niente che valesse la pena di possedere. Tocca a te giocare, fratello.
Mentre V metteva gi il bicchiere concentrandosi sulla partita, Mary tir fuori la mano. Dalle
dita dondolava una ciliegia.
Voglio vedere quell'altro trucchetto sussurr. Hai detto di saper fare qualcosa di davvero
speciale con la lingua e il gambo di una ciliegia, giusto?
Lui scoppi a ridere. Ma dai...
Come? Niente trucchetto?
Lui le rivolse un sorriso sornione. Stai a vedere cosa so fare con la bocca, femmina.
Continuando a guardarla di sottecchi, Rhage si chin verso la sua mano. Tir fuori la lingua
catturando la ciliegia e attirandola tra le labbra. Mastic e poi deglut, scuotendo la testa.
Non ci siamo mormor.
Come, scusa?
I tuoi segreti sono molto pi dolci.
Arrossendo, Mary si copr gli occhi con la mano.
Ah,  cos. Adesso vuole fare il sexy, pens.
Inspir a fondo e sent l'oscura fragranza erotica che lui emanava ogni volta che gli veniva
voglia di penetrarla. Alz la mano e gli diede una sbirciatina.
La stava fissando, completamente assorto. E il centro dei suoi occhi era di un bianco accecante,
come neve fresca.
Le manc il respiro.
C' qualcos'altro, pens. C'era... qualcos'altro in quello sguardo, come se qualcuno che non era
Rhage la stesse guardando attraverso gli occhi di Rhage.
Phury si avvicin sorridendo. Vai a cercarti una stanza, Hollywood, se devi fare cos. Non
abbiamo bisogno che ci ricordi tutto quello che hai. E gli diede una pacca sulla spalla.
L'altro si volt fulmineo, cercando di azzannargli la mano. Il rumore delle fauci che si
chiudevano di scatto fu abbastanza forte da interrompere bruscamente ogni conversazione.
Phury balz all'indietro ritraendo il braccio. Cristo santissimo, Rhage! Ma cosa...Merda. I tuoi
occhi, amico, sono cambiati.
Rhage impallid e si allontan barcollando, strizzando gli occhi e battendo le palpebre.
Scusami. Oh, cavolo, Phury, non mi sono neanche reso conto di...
Tutti i maschi nella stanza misero gi quello che avevano in mano e andarono da lui,
circondandolo.
Quanto manca al cambiamento? chiese Phury.
Fate uscire le femmine ordin qualcuno. Accompagnatele di sopra.
Vishous afferr Mary per il braccio. Vieni con me.
No protest lei divincolandosi. Lasciami stare. Voglio restare con lui.
Rhage si volt a guardarla, e immediatamente quello strano sguardo fisso torn. Poi i suoi occhi
bianchi si spostarono su Vishous. E Rhage mostr i denti ruggendo come un leone.
V, amico, lasciala andare.Subito disse Phury.
Vishous moll la presa, ma non senza bisbigliare: Devi andare via di qui.
Col cavolo, pens Mary.
Rhage? sussurr dolcemente. Rhage, che cosa succede?
Lui scosse la testa, interrompendo il contatto visivo con lei e indietreggiando verso il caminetto
di marmo. Aveva la fronte lucida di sudore e si aggrappava alla mensola come se volesse staccarla dal
muro.
Il tempo rallent la sua corsa fin quasi a fermarsi mentre Rhage lottava contro se stesso, il petto
che pompava spasmodico, braccia e gambe che tremavano. Passarono parecchi minuti prima che la
tensione lo abbandonasse. Infine si accasci su se stesso. Quale che fosse la lotta che aveva ingaggiato,
ne era uscito vincitore. Ma per un soffio.
Quando alz la testa, gli occhi erano tornati normali. Lui per era pallido come un morto.
Mi dispiace, fratelli farfugli. Poi guard Mary e apr la bocca, ma invece di parlare chin il
capo, come se si vergognasse.
Lei oltrepass la barriera di corpi maschili che lo circondava e gli prese la faccia tra le mani.
Rhage ansim per la sorpresa e lei lo baci sulla bocca. Fammi vedere quella cosa della
ciliegia. Dai. E lui si mise a masticare, rigirandosi il gambo tra i denti.
Mary si volt verso gli altri guerrieri. Adesso sta bene. Stiamo bene. Tornate a quello che
stavate facendo, okay? Ha bisogno di qualche minuto per riprendersi, e non lo aiutate di certo
continuando a fissarlo in quel modo.
Con una risatina, Phury si avvicin al tavolo da biliardo. Be',  proprio favolosa.
Parole sante gli fece eco V.
Mentre la festa riprendeva e Bella e Wellsie tornavano gi, Mary accarezz Rhage sul viso e sul
collo. Sembrava avere qualche difficolt a guardarla negli occhi.
Stai bene? disse piano lei.
Mi spiace cos tanto...
Piantala di scusarti. Qualunque cosa sia successa non potevi evitarla perch  pi forte di te,
giusto?
Lui annu.
Quindi non c' motivo di scusarsi.
Voleva sapere quello che era successo, ma non l, non in quel momento. A volte simulare una
certa normalit era l'antidoto migliore alla stranezza. Fingi finch non puoi fare di meglio non era
propriamente una stronzata da psicologi da strapazzo.
Mary, io non voglio che tu abbia paura di me.
Per un attimo, lei rimase a guardare la bocca e la mascella di Rhage che si muovevano intorno
al gambo della ciliegia.
Io non ho paura. Forse V e Phury potevano essere in pericolo, ma a me non avresti mai fatto
del male. Impossibile. Non chiedermi perch lo so, lo so e basta.
Lui trasse un profondo respiro. Dio, quanto ti amo. Ti amo da morire.
Poi sorrise.
Mary scoppi a ridere ad alta voce e tutti si voltarono verso di loro.
Il gambo della ciliegia era perfettamente annodato intorno a una delle zanne di Rhage.
CAPITOLO 40
Bella aveva lo sguardo fisso e sapeva di doverci dare un taglio. Ma era pi forte di lei. Per lei
esisteva solo Zsadist. Non che lui fosse coinvolto nella festa. Se si escludeva l'episodio con Rhage, si
teneva in disparte da tutti gli altri. Non parlava con nessuno. Non beveva niente. Non mangiava.
Immobile come una statua, in piedi accanto a uno degli alti finestroni, la sua fissit era affascinante.
Sembrava non respirasse nemmeno. Solo gli occhi si muovevano.
E sempre per evitare di incrociare quelli di lei.
Bella decise di concedere una tregua a entrambi andando a prendere un altro bicchiere di vino.
La sala biliardo era un locale buio e lussuoso, con tendaggi di raso neri e oro e una tappezzeria di seta
verde foresta.
Nell'angolo bar le ombre erano ancora pi fitte, e lei vi si rifugi. Forse poteva essere pi
discreta, se lo osservava da l.
Negli ultimi giorni aveva provato a informarsi sul conto di Zsadist. E le voci in circolazione
erano decisamente raccapriccianti, soprattutto quelle sui suoi rapporti con le femmine. In giro si diceva
che le uccidesse per puro divertimento, ma era difficile non chiedersi quanto di tutto ci facesse parte
della leggenda. Non si poteva non parlare di un maschio dall'aria cos pericolosa. Succedeva lo stesso
con suo fratello. Da anni circolavano strane storie su Rehvenge, ed erano tutte falsit. Era impensabile
che le chiacchiere su Zsadist fossero vere. Si mormorava addirittura che si nutrisse del sangue delle
prostitute umane, il che fra l'altro era fisiologicamente impossibile, a meno che non bevesse ogni due
giorni. Ma anche ammettendolo, come faceva a essere cos forte con un nutrimento tanto debole?
Bella diede le spalle al bar e perlustr con lo sguardo la stanza. Zsadist era sparito.
Gett un'occhiata all'ingresso. Non lo aveva visto uscire. Forse si era smaterializzato...
Cercavi me?
Lei trasal, voltando la testa di scatto. Ed eccolo l, mentre puliva una Granny Smith sulla
maglia. La port alle labbra fissando la gola di Bella.
Zsadist...
Sai, per essere una femmina dell'aristocrazia sei piuttosto maleducata. Scopr le zanne e le
affond nella polpa verde lucido della mela. Tua madre non ti ha insegnato che non  buona
educazione fissare le persone?
Lei lo osservava masticare, la mascella che si muoveva in senso circolare. Dio, le bastava
guardare quelle labbra per rimanere senza fiato. Non volevo offenderti.
Per l'hai fatto. E in questo modo credo tu stia innervosendo il mio amato gemello.
Come, scusa?
Gli occhi di Zsadist indugiarono sul suo viso, poi si spostarono sui capelli. Diede un altro morso
alla mela. Tu gli piaci. Penso che Phury potrebbe addirittura essere attratto da te, e sarebbe la prima
volta, almeno da quanto ne so. Lui non si lascia distrarre dalle femmine.
Buffo, lei non aveva avuto quest'impressione. Per niente. Ma d'altronde era sempre stata
concentrata su Zsadist.
Non credo che Phury...
Non fa che guardarti. Mentre tu osservi me, lui fissa te. E non perch sia preoccupato per te. I
suoi occhi sono sul tuo corpo, femmina. Zsadist pieg la testa di lato. Sai, forse mi sbagliavo. Forse
sei tu quella che riuscir a scuoterlo dalla sua castit. Sei abbastanza bella per riuscirci, cazzo, e lui non
 mica morto.
Bella arross. Zsadist, forse dovresti sapere che io... io ti trovo...
Ributtante, giusto? Tipo un bell'incidente stradale disse Zsadist dando un altro morso alla
mela. Posso capire il fascino dell'orrido, ma vedi di puntare gli occhi su qualcos'altro. Guarda Phury,
d'ora in avanti, intesi?
Io voglio guardare te. Mi piace farlo.
Lui socchiuse gli occhi. Non  vero.
Invece s.
A nessuno piace guardarmi. Nemmeno a me.
Tu non sei brutto, Zsadist.
Lui scoppi a ridere, facendo scorrere deliberatamente un dito lungo la cicatrice. Questo s che
 un complimento. Oltre che una bugia bella e buona.
Io ti trovo affascinante. Mi hai stregata, non riesco a non pensarti. Voglio stare con te.
Zsadist si accigli, immobile. Stare con me in che senso, esattamente?
Lo sai. Stare con te. Divenne paonazza. Ma tanto non aveva niente da perdere, pens. Ho
voglia di... venire a letto con te.
Zsadist arretr cos in fretta che and a sbattere contro il mobile bar. E mentre le bottiglie
allineate sui ripiani tintinnavano, Bella ebbe la conferma che le voci sul suo conto erano false. Quello
non era un killer di femmine. Tutt'altro. Sembrava addirittura impietrito al pensiero che lei fosse
sessualmente attratta da lui.
Apr la bocca, ma Zsadist la interruppe subito.
Stai alla larga da me, femmina sibil buttando nel cestino la mela sgranocchiata per met. O
non so cosa potrei fare per difendermi.
Difenderti da cosa? Io non sono una minaccia per te.
No, ma posso garantirti che io sono pericoloso per la tua salute. C' un'ottima ragione per cui
tutti mi stanno lontani.
Detto questo, usc dalla stanza.
Bella diede uno sguardo in giro: erano tutti concentrati sulla partita. Perfetto. Non voleva che
cercassero di dissuaderla da quello che stava per fare.
Mise gi il bicchiere di vino e sgattaiol fuori dalla stanza. Nell'ingresso vide che Zsadist stava
salendo di sopra. Gli diede qualche secondo di vantaggio prima di seguirlo in punta di piedi. Giunta in
cima alle scale, intravide il tallone del suo stivale sparire dietro un angolo. Trotterell lungo la
passatoia mantenendosi a distanza mentre il guerriero imboccava un corridoio che si allontanava dalla
balconata e dall'atrio sottostante.
Zsadist si ferm. Bella si nascose dietro una scultura di marmo.
Quando fece capolino, lui era sparito. Si diresse verso il punto in cui l'aveva visto per l'ultima
volta e trov una porta socchiusa. Mise dentro la testa. La stanza era immersa nell'oscurit, la luce
proveniente dal corridoio insufficiente a dissipare le tenebre. E si gelava.
Gli occhi si abituarono a poco a poco al buio. Not un grande letto sontuoso, con sopra un
pesante copriletto di velluto rosso cremisi. Anche il resto dell'arredamento era di lusso, ma in un
angolo, sul pavimento, vide qualcosa di strano. Un mucchio di coperte. E un teschio.
Qualcuno l'afferr per il braccio tirandola dentro in malomodo.
La porta si chiuse sbattendo e la stanza piomb nel buio pi totale. In un batter d'occhio Bella
venne fatta girare su se stessa e spinta con la faccia contro il muro. Si accesero delle candele.
Che cosa cazzo ci fai qui?
Lei cerc di riprendere fiato, ma con l'avambraccio di Zsadist premuto in mezzo alla schiena
non riusciva a far entrare molta aria nei polmoni.
Io, ehm, io... pensavo che potremmo parlare.
Ma davvero?  questo che vuoi fare quass? Parlare?
Si, pensavo...
Lui la afferr per la nuca. Io non parlo con le femmine cos stupide da seguirmi. Per ti far
vedere che cosa sono pronto a fare con loro.
Le mise un braccio intorno allo stomaco, staccandole i fianchi dal muro e spingendole gi la
testa. Lei cerc di non perdere l'equilibrio aggrappandosi a una modanatura.
Zsadist premette il membro in erezione contro le sue parti intime, togliendole di colpo il respiro.
Una vampata di calore la lamb in mezzo alle gambe mentre lui sfregava il petto contro la sua
schiena. Le sfil la camicetta dalla gonna e fece scivolare la mano sul suo ventre, esplorandolo con le
lunghe dita e il grosso palmo.
Una femmina come te dovrebbe stare con un aristocratico. O le cicatrici e la pessima
reputazione fanno parte del mio fascino? Quando Bella non rispose, lui bofonchi: S, certo che 
cos.
Con un gesto fulmineo le tir su il reggipetto stringendole il seno nel palmo. Travolta da una
smania irresistibile, lei trasal soffiando come un gatto. Zsadist fece una risatina.
Troppo veloce? disse prendendo il capezzolo e rigirandolo tra le dita. Bella lanci un urlo.
Troppo brutale, per te? Cercher di controllarmi. Ma, sai, sono un selvaggio. Che poi  il motivo per
cui vuoi tutto questo, giusto?
Invece no. Non era n troppo veloce n troppo brutale. A lei piaceva, che Dio l'aiutasse. Voleva
farlo in modo violento, voleva farlo subito, e voleva farlo con lui. Voleva infrangere le regole, voleva il
pericolo e il brivido, voleva il fuoco selvaggio e la forza di Zsadist. Era gi pronta, e adesso lui le stava
sollevando la gonna sopra i fianchi. Non doveva fare altro che spostare il perizoma e poteva affondare
dentro di lei.
Solo che lei voleva vederlo mentre la penetrava. E anche toccarlo. Fece per raddrizzarsi, ma lui
la tenne gi, piegandosi sopra il suo collo per immobilizzarla.
Scusa, sai, ma ho il chiodo fisso. Lo faccio soltanto cos.
Bella si divincol, divorata dalla voglia di baciarlo. Zsadist...
 un po' tardi per i ripensamenti. La sua voce era un ringhio sensuale nelle orecchie di lei.
Per qualche misterioso motivo ho voglia di scoparti. Una voglia matta. Quindi fai un favore a tutti e
due e stringi i denti. Non ci vorr molto.
Lasci andare il seno spostando in fretta la mano in mezzo alle sue gambe, trovando il suo
sesso.
E rimase raggelato.
Istintivamente, Bella dimen i fianchi, strusciandosi contro le sue dita, assaporando quella
frizione meravigliosa...
Zsadist fece un balzo indietro. Esci subito di qui.
Disorientata, eccitatissima, lei barcoll, raddrizzandosi. Come hai detto?
Zsadist and alla porta e la spalanc, gli occhi fissi sul pavimento, Esci!
Perch... ?
Dio, tu mi faivomitare.
Bella sent il sangue defluire dal viso. Si tir gi la gonna e annasp nel tentativo di sistemare
camicetta e reggiseno. Poi corse fuori dalla stanza.
Zsadist sbatt la porta e si precipit in bagno. Alz l'asse del water, si pieg in due e rigett la
mela. Poi tir lo sciacquone accasciandosi al suolo, tremante e con lo stomaco in subbuglio. Prov a
inspirare a fondo, ma riusciva a sentire soltanto l'odore di Bella. La sua eccitazione, meravigliosa e
inspiegabile, era l, sulle sue dita. Si tolse in fretta il dolcevita avvolgendolo intorno alla mano; doveva
assolutamente smorzare quell'effluvio.
Dio, la perfezione vellutata di quella femmina. La magnifica fragranza della sua passione. Tutta
quella pioggia voluttuosa.
Da almeno un secolo non sentiva una femmina bagnata per lui, da quando non era pi uno
schiavo di sangue. E a quei tempi... non l'avrebbe voluto, anzi, aveva imparato a temere proprio
quell'eccitazione.
Tent di concentrarsi sul presente, di restare con la mente l, in bagno. Ma il passato lo
risucchi indietro...
Si rivide in cella, in catene, il corpo che non gli apparteneva pi. Sent le mani della Padrona,
l'odore dell'unguento che doveva spalmargli addosso prima di ottenere l'erezione di cui aveva bisogno.
Poi lei che lo montava, pompando finch non veniva. Dopo di che lo aggrediva a morsi, abbeverandosi
alle sue vene.
Gli torn tutto alla mente. Le violenze sessuali, l'umiliazione, i decenni di molestie e abusi di
ogni genere. Finch non aveva perso la cognizione del tempo, finch di lui non era rimasto pi niente.
Era come morto, a parte l'incessante battito del cuore e il meccanico pompare dei polmoni.
Ud uno strano rumore e si accorse che stava gemendo. Oh... Bella.
Si asciug la fronte con il braccio. Bella. Lei lo faceva vergognare delle cicatrici, del suo
aspetto orribile, del volto deturpato e della sua natura nera e malvagia.
Alla festa l'aveva vista chiacchierare con estrema naturalezza con i fratelli e le altre femmine,
sorridendo, ridendo. Aveva un fascino e una disinvoltura che la dicevano lunga sulla vita agiata che
conduceva da sempre. Probabilmente non aveva mai conosciuto la volgarit o la scortesia, di certo non
era mai stata crudele o dura con gli altri. Era una femmina di valore, completamente diversa dalle
umane mediocri e rabbiose da cui si abbeverava lui.
Non le aveva creduto quando gli aveva detto che voleva andare a letto con lui, e invece era la
verit. Era questo che significava quel suo nettare vellutato. Le femmine potevano mentire su un
mucchio di cose, ma non su questo. Mai su questo.
Rabbrivid. Quando l'aveva costretta a piegarsi in avanti e le stava toccando i seni aveva in
mente di fermarsi, malgrado ci che aveva detto. Aveva pensato di spaventarla quel tanto che bastava
per convincerla a lasciarlo in pace, di sconvolgerla un po' prima di spedirla per la sua strada.
Solo che lei lo desiderava veramente.
Ripens a com'era stato affondare tra le sue cosce. Lei era cos... morbida. Cos incredibilmente
calda, liscia e bagnata. La prima, tra tutte quelle che aveva toccato, a comunicargli quelle sensazioni.
Colto alla sprovvista, non aveva pi saputo cosa fare. Poi, d'un tratto, dalla sua confusione era riemersa
la Padrona. Zsadist aveva visto la sua faccia e aveva sentito il suo corpo sopra di s.
La Padrona era sempre su di giri quando andava a trovarlo, e ci teneva a farglielo sapere, anche
se gli aveva sempre impedito di toccarla. Era stata astuta. Dopo tutto quello che gli aveva fatto, se fosse
riuscito a metterle le mani addosso l'avrebbe ridotta a pezzi come un cane rabbioso, lo sapevano
entrambi. Il leone in gabbia che lui rappresentava la rendeva euforica.
Pens all'attrazione che Bella provava per lui. Si basava sullo stesso principio, no? Un misto di
sesso e delirio di onnipotenza. Il selvaggio in catene usato per il proprio piacere.
Oppure, nel caso di Bella, il maschio pericoloso usato per provare il brivido dell'avventura.
Scosso da un altro conato di vomito, si pieg barcollando sopra il water.
Credevo volessi soltanto essere crudele disse Bella alle sue spalle. Non pensavo di farti
davvero vomitare.
Cazzo. Non aveva chiuso la porta a chiave.
Non gli era nemmeno passato per la testa che lei potesse tornare.
Bella si strinse le braccia intorno al corpo. Era da non credere. Zsadist piegato scompostamente
sopra il water, seminudo, la maglia avvolta intorno alla mano, scosso da conati di vomito.
Mentre il guerriero imprecava, lei lo fissava. Dio santo, la sua schiena. Era percorsa da un
reticolo di cicatrici, a testimonianza di un passato di frustate che, come la faccia, per qualche motivo
non erano guarite senza lasciare tracce. Anche se non riusciva proprio a immaginare come fosse
successo.
Perch sei tornata? chiese lui, la voce che riecheggiava intorno al bordo di porcellana della
tazza.
Io, ehm... volevo insultarti.
Ti spiace se prima finisco di vomitare? E azion lo sciacquone.
Stai bene?
S, mi sto divertendo un casino.
Bella entr in bagno e la sua prima impressione fu che era molto pulito, di un bianco
immacolato e totalmente impersonale.
In un batter d'occhio Zsadist era gi in piedi, di fronte a lei.
Bella soffoc un'esclamazione.
Per quanto chiaramente forte, i suoi muscoli spiccavano in modo impressionante, le singole
fibre striate e ben visibili. Per essere un guerriero, per essere comunque un maschio, era magro, troppo
magro.
Direi prossimo alla denutrizione.
E aveva delle cicatrici anche sul davanti, sebbene solo in due punti: sopra il pettorale sinistro e
sulla spalla destra. Aveva dei piercing su entrambi i capezzoli, due anellini d'argento con delle palline
che riflettevano la luce tutte le volte che inspirava ed espirava.
Ma niente di tutto questo l'aveva sconcertata. La cosa scioccante erano le grosse fasce nere
tatuate intorno al collo e ai polsi.
Perch hai i segni distintivi degli schiavi di sangue? chiese in un sussurro.
Fai un po' tu.
Ma non...
Non pu succedere a uno come me?
Be', no. Tu sei un guerriero. Un nobile.
Il destino  crudele.
Il cuore di Bella si spalanc per lui, e tutto quello che aveva pensato di Zsadist cambi. Non era
pi una fonte di ebbrezza, ma un maschio che lei voleva confortare nel dolore. Consolare. Abbracciare.
D'impulso mosse un passo verso di lui.
Gli occhi neri di Zsadist si strinsero. Non ti conviene venirmi vicino, femmina. Soprattutto non
adesso.
Bella non gli diede ascolto. Mentre colmava la distanza che li separava, lui indietreggi e si
trov stretto nell'angolo fra la porta di vetro del box doccia e il muro.
Che cosa diavolo stai facendo?
Lei non rispose.
Stai lontana disse rabbioso Zsadist. Apr la bocca, e le zanne si allungarono fino a diventare
come quelle di una tigre.
Questo la fece esitare. Ma forse posso...
Salvarmi o qualche altra stronzata del genere? Oh, certo. Nella tua fantasia questa  la parte in
cui rimango trafitto dai tuoi occhi. E rinuncio alla mia natura bestiale tra le braccia di una vergine.
Non sono vergine.
Be', buon per te.
Bella allung la mano con l'intenzione di posargliela sul petto. Proprio sopra il cuore.
Lui si ritrasse di scatto, appiattendosi contro il marmo della parete. Sudato, allung il collo per
allontanarsi il pi possibile, la faccia contratta in una smorfia. Il petto pompava su e gi, i piercing
brillavano argentei.
La voce si assottigli fino a ridursi a un suono indistinto. Non toccarmi. Non... non sopporto di
essere toccato, okay? Mi fa male.
Bella si ferm.
Perch? chiese piano. Perch ti...
Vattene di qui, cazzo.Per favore riusc a dire a stento lui. Sto per distruggere qualcosa, e
non voglio che sia tu.
Tu non mi farai niente.
Zsadist chiuse gli occhi. Maledizione. Ma cos'avete voi tipini raffinati? Vi insegnano a
eccitarvi torturando la gente?
Santo cielo, no. Io voglio solo aiutarti.
Bugiarda! esclam rabbioso lui, spalancando gli occhi. Sei bugiarda. Tu non vuoi aiutarmi,
vuoi stuzzicare il serpente a sonagli con un bastone per vedere che cosa succede.
Non  vero. Almeno... non pi.
Lo sguardo di lui si fece gelido, senz'anima. E la voce perse ogni intonazione. Mi vuoi? Bene.
Puoi avermi, cazzo.
Con un balzo le fu addosso. La butt a terra, la fece rotolare a pancia in gi e le imprigion le
mani dietro la schiena. Il marmo del pavimento era freddo contro la sua faccia e, con le ginocchia, lui le
spalanc le gambe. Si ud uno strappo. Il perizoma.
Bella era frastornata. I suoi pensieri non riuscivano a stare al passo con i gesti di Zsadist, e
tantomeno le sue emozioni. Ma il suo corpo sapeva quello che voleva. In collera o no, lo avrebbe
accolto dentro di s.
Sent che si sollevava brevemente e ud il rumore di una cerniera che si abbassava. Poi si sdrai
sopra di lei, senza pi niente tra quella tremenda erezione e il suo fulcro segreto, ma senza spingere.
Ansimava e basta, perfettamente immobile, il respiro come una raffica di vento nell'orecchio di lei,
fortissima... Stava singhiozzando?
Abbandon il capo contro la nuca di Bella. Poi rotol via da lei, coprendola mentre la lasciava
libera. Sdraiato sulla schiena si nascose il volto con le braccia.
Oh, Dio gemette. ... Bella.
Lei avrebbe voluto toccarlo, ma era cos teso che non osava. Barcollando si alz in piedi e
rimase a guardarlo. Zsadist aveva i pantaloni calati sulle cosce, il pene floscio.
Ges, il suo fisico era in condizioni pietose. Il ventre incavato, le ossa che spuntavano dalla
pelle del bacino. Doveva essere vero che beveva solo il sangue delle umane, pens Bella. E non
mangiava abbastanza.
Si concentr sulle bande tatuate che gli marchiavano i polsi e il collo. E sulle cicatrici.
Distrutto. Non rotto.
Per quanto adesso si vergognasse ad ammetterlo, il lato tenebroso di Zsadist era stato la
componente pi forte del suo fascino. Era una tale anomalia, un tale contrasto rispetto alla vita come la
conosceva lei, che ai suoi occhi lo aveva reso pericoloso. Eccitante. Sexy. Ma quella era solo una
fantasia. La realt era questa.
Lui soffriva. E in questo non c'era niente di sexy o di elettrizzante.
Prese un asciugamano e lo pos con delicatezza sulla sua pelle nuda. Zsadist trasal e poi se lo
strinse addosso. Alz lo sguardo su di lei; aveva gli occhi iniettati di sangue, ma non stava piangendo.
Forse si era sbagliata quando aveva creduto che stesse singhiozzando.
Per favore... lasciami solo disse Zsadist.
Vorrei tanto...
Vattene. Subito. Niente desideri, niente speranze. Niente di niente. Vattene e basta. E non
avvicinarti mai pi a me. Giuralo. Giuralo.
Io... io te lo prometto.
Bella attravers la stanza di corsa e usc. A met del corridoio si ferm e si ravvi i capelli con
le dita.
Al piano di sotto la festa era ancora in pieno svolgimento e lei si sent fuori posto, spossata.
And da Mary, salut tutti e cerc un doggen per farsi accompagnare a casa.
Ma poi Zsadist entr nella stanza. Si era cambiato e adesso indossava una tuta da ginnastica di
nylon bianca e aveva in mano una borsa nera. Senza degnarla di uno sguardo si avvicin a Phury, che
gli dava le spalle, a neanche mezzo metro da lei.
Quando Phury si volt e vide la borsa trasal.
No, Z. Non voglio...
O lo fai tu, fratellino, oppure trover qualcun altro disposto a farlo sibil Zsadist
allungandogli la borsa.
Phury rimase a guardarla. Quando la prese, gli tremava la mano.
Poi i due gemelli uscirono insieme.
CAPITOLO 41
Mary pos il piatto da portata vuoto accanto al lavandino e porse a Rhage un vassoio per farsi
aiutare a raccogliere i piatti sporchi. Adesso che la festa era finita, tutti davano una mano a pulire e a
rimettere in ordine.
Uscendo nell'atrio insieme a Rhage, disse: Sono cos contenta che Wellsie e Tohr abbiano
deciso di ospitare John. Mi sarebbe tanto piaciuto vederlo, stasera, ma sono felice di sapere che  in
buone mani.
Tohr mi ha detto che quel povero ragazzo non riesce ad alzarsi dal letto per quanto  esausto.
Non fa che dormire e mangiare. Ehi, fra l'altro penso che tu abbia ragione, Phury sembra proprio
attratto da Bella. Se la mangiava con gli occhi. Non l'avevo mai visto fare niente del genere.
Ma dopo quello che hai detto di...
Mentre passavano davanti al sontuoso scalone, una porta nascosta sotto di esso si apr.
Ne emerse Zsadist. Aveva il volto sfatto, la casacca della tuta a brandelli ed era sporco di
sangue.
Oh, merda bofonchi Rhage.
Il fratello li oltrepass con gli occhi vitrei, senza vederli. Il sorrisetto di soddisfazione che gli
increspava le labbra sembrava del tutto fuori luogo, come se fosse reduce da una bella scorpacciata o da
una scopata. Sal le scale lentamente, con una gamba che non si piegava bene.
Sar meglio che vada a dare una pulita a Phury disse Rhage passando il vassoio a Mary e
dandole un bacio. Forse star via per un po'.
Ma perch Phury dovrebbe... Oh... mio Dio.
Soltanto perch ci  stato costretto.  questo l'unico motivo, Mary.
Be'... fai quello che devi fare.
Ma prima che Rhage raggiungesse il passaggio segreto, Phury sbuc fuori con addosso una tuta
da ginnastica. Aveva l'aria distrutta come Zsadist, solo che lui non aveva nemmeno un graffio. No, non
esattamente. Le nocche erano ammaccate e contuse. E sul petto aveva delle sbavature di sangue.
Ehil, amico lo apostrof Rhage.
Phury si guard intorno. Sembrava sorpreso di trovarsi dov'era.
Rhage gli si par davanti. Fratello?
Due occhi sotto shock lo misero a fuoco. Ciao.
Vuoi salire di sopra? Stenderti un pochino?
Oh, s, no. Sto bene disse Phury. I suoi occhi si posarono su Mary. Poi distolse subito lo
sguardo. Io... sto bene. S. Davvero. La festa  finita, immagino.
Rhage gli prese la borsa dalle mani. Un lembo della camicia rosa pallido di Phury spuntava
fuori, impigliato nella cerniera.
Dai, saliamo insieme.
Dovresti stare con la tua femmina.
Lei capisce. Andiamo su insieme, fratello.
Phury incurv le spalle. S, okay. S, non... al momento preferirei non stare da solo.
Quando alla fine Rhage torn in camera sua sapeva che avrebbe trovato Mary addormentata,
quindi chiuse la porta senza fare rumore.
C'era una candela accesa sul comodino, e in quel chiarore vide che il letto era sfatto. Mary
aveva scalciato via la trapunta e sparpagliato in giro i cuscini, e adesso era sdraiata sulla schiena con
una bella camicia da notte color panna attorcigliata intorno alla vita, sopra le cosce.
Rhage non aveva mai visto quella camicia di seta, e intu che se l'era messa perch desiderava
che quella notte fosse speciale. Gli bast vederla per andare su di giri, e anche se la vibrazione
sottopelle lo faceva smaniare, si inginocchi dalla propria parte del letto. Aveva bisogno di starle
vicino.
Non sapeva proprio come faceva Phury a tirare avanti, specialmente in nottate come quella.
L'unico suo grande amore aveva voluto essere pestato a sangue, aveva preteso di soffrire, di essere
punito. Cos Phury aveva fatto quello che gli era stato chiesto, accettando quel transfert di angoscia.
Adesso sicuramente Zsadist stava smaltendo il tutto con una bella dormita. Phury, invece, si sarebbe
aggirato per giorni e giorni come un fantasma.
Era un tipo in gamba, leale, forte, devoto a Z. Ma elaborare il senso di colpa per ci che era
capitato a Zsadist lo stava uccidendo.
Dio, come si poteva accettare di picchiare l'oggetto del proprio amore solo perch era quello
che l'amato voleva?
Hai un buon odore mormor Mary raggomitolandosi su un fianco e guardandolo. Sai di
Starbucks.
Sono le canne. Phury ha fumato qualcosa di forte, ma non posso certo biasimarlo. Rhage le
prese la mano e si accigli. Ti  tornata la febbre.
 appena scesa. Mi sento molto meglio disse lei baciandogli il polso. Come sta Phury?
Uno schifo.
Zsadist lo costringe spesso a farlo?
No. Non so che cosa gli ha fatto scattare la voglia, stanotte.
Mi dispiace tanto per tutti e due. Ma soprattutto per Phury.
Rhage le sorrise, amandola per il modo in cui si preoccupava dei fratelli.
Mary si rizz a sedere lentamente, spostando le gambe in modo da farle pendere gi dal letto.
La camicia da notte aveva un corpino di pizzo e Rhage le intravide i seni. Sent una contrazione alle
cosce e chiuse gli occhi.
Era un inferno: voler stare con lei e avere paura di quello che poteva fare il proprio corpo. E non
stava nemmeno pensando al sesso, sentiva solo il bisogno di abbracciarla.
Mary gli prese il viso tra le mani. Quando gli pass il pollice sulla bocca le labbra di lui si
schiusero automaticamente, un invito sovversivo che lei accett. Si chin a baciarlo con la lingua,
reclamando per s quello che lui sapeva di non doverle offrire.
Hmm. Hai un buon sapore.
Aveva fumato un po' con Phury sapendo di dover tornare da lei, nella speranza che il rilassante
lo aiutasse a calmare i bollori. Non se la sentiva di affrontare una replica di quanto era successo nella
sala biliardo.
Ti voglio, Rhage. Mary si spost, aprendo le gambe e attirandolo a s.
Un turbine di energia si condens lungo la spina dorsale di Rhage per poi irradiarsi verso
l'esterno, colpendolo come un pugno alle mani e ai piedi, facendogli dolere le unghie e formicolare il
cuoio capelluto.
Il vampiro si pieg all'indietro. Ascolta, Mary...
Con un sorriso, lei si sfil la camicia da notte e la lanci per terra. Avvinto dalla sua pelle nuda
al lume di candela, Rhage non riusciva a muoversi.
Amami, Rhage mormor lei prendendogli le mani e posandole sui seni. Ripetendosi di non
toccarla, lui li strinse tra i palmi accarezzando i capezzoli con i pollici. Mary inarc la schiena. Oh, s.
Cos.
Lui and in cerca del suo collo, leccandole la vena. Moriva dalla voglia di bere il suo sangue,
specialmente perch lei teneva ferma la testa, come se condividesse quel desiderio. Non che avesse
bisogno di bere, solo che la voleva nel proprio corpo, nel proprio sangue. Voleva nutrirsi di lei, voleva
vivere di lei. E avrebbe tanto voluto che Mary potesse fare altrettanto con lui.
Lei lo cinse per le spalle e si gett all'indietro, cercando di tirarlo gi sul materasso. Rhage la
lasci fare. Adesso Mary era sotto di lui, e profumava della voglia che aveva di lui.
Chiuse gli occhi. Non poteva respingerla e non poteva fermare la tempesta che sentiva infuriare
dentro di s. Era in trappola. La baci, pregando che andasse tutto bene.
C'era qualcosa che non quadrava, pens Mary.
Rhage si teneva fuori dalla sua portata. Quando prov a togliergli la camicia, lui non la lasci
arrivare ai bottoni. Quando cerc di toccargli l'erezione, si spost. Anche mentre le succhiava i seni e le
passava la mano tra le gambe, era come se stesse facendo l'amore mantenendosi a distanza.
Rhage... La voce le si incrin quando sent le sue labbra sull'ombelico. Rhage, cosa c' che
non va?
Le grandi mani di lui le spalancarono le gambe, la bocca si pos sull'interno delle cosce. Prese a
mordicchiarla, stuzzicandola con le zanne.
Rhage, fermati un attimo...
Lui pos la bocca sul suo sesso, prendendola tra le labbra, succhiando, muovendosi avanti e
indietro, assaporandola. Mary si inarc con violenza alla vista della sua testa bionda china in quel
punto, le spalle curve sotto le sue ginocchia. Le sue gambe sembravano cos pallide e sottili contro il
massiccio corpo di Rhage.
Ancora un istante e si sarebbe smarrita completamente.
Lo afferr per i capelli, staccandolo a forza da s.
I suoi occhi verde-azzurro brillavano di potenza sessuale mentre respirava a bocca aperta, le
labbra lucide. Con un gesto deliberato si prese il labbro inferiore tra i denti e succhi con forza, poi si
pass la lingua su quello superiore, lentamente, senza fretta.
Lei chiuse gli occhi, turgida, eccitata.
Qual  il problema? riusc a dire con voce strozzata.
Non mi ero accorto che ce fosse uno ribatt lui accarezzandole la vulva con le nocche,
sfregando la pelle delicatissima. Non ti piace?
Certo che mi piace.
Lui cominci a muovere il pollice in senso circolare. Allora lasciami tornare a quello che stavo
facendo.
Prima che potesse chinare il capo per ricominciare a leccarla, Mary chiuse meglio che poteva le
gambe intorno alla sua mano.
Perch non posso toccarti? gli chiese.
Ci stiamo toccando ribatt lui muovendo le dita. Io sono proprio qui.
Oh, Dio, era possibile eccitarsi ancora di pi? si chiese Mary. Non  vero.
Cerc di ritrarsi e di tirarsi su, ma Rhage allung di scatto il braccio libero. Il palmo atterr sul
petto di lei, spingendola di nuovo gi.
Non ho ancora finito disse con un ringhio profondo.
Voglio toccare il tuo corpo.
Lui la guard, ebbro di eccitazione. Ma poi, all'improvviso, la luce nei suoi occhi si spense e
un'emozione pass repentina sul suo volto. Paura? Non ne era certa, perch lui abbass la testa. Le
baci l'attaccatura della coscia, sfregando la guancia, la mascella, la bocca contro di lei.
Non c' niente come il tuo fuoco, il tuo sapore, la tua morbidezza. Lascia che ti faccia godere,
Mary.
A quelle parole le corse un brivido lungo la schiena. Le aveva gi sentite. Proprio all'inizio della
loro storia.
Le labbra di lui si spostarono verso l'interno della gamba, sempre pi vicine.
No. Basta, Rhage. Lui si ferm. Un rapporto a senso unico per me non  sexy. Non voglio
che tu sia al mio servizio. Io voglio stare con te.
Rhage balz gi dal letto a labbra serrate. Voleva lasciarla?
Ma lui si limit a inginocchiarsi sul pavimento, puntellandosi con le braccia sul materasso, la
testa penzoloni. Cercando di riprendersi.
Mary allung una gamba e poi gli tocc l'avambraccio con il piede.
Non vorrai dirmi di no mormor.
Rhage alz lo sguardo su di lei, sempre a testa bassa. Da quella posizione i suoi occhi erano due
fessure sottili che emettevano raggi di un brillante blu al neon.
Inarcandosi, lei spost appena la gamba, lasciandogli intravedere quello che lui bramava.
Mary trattenne il respiro.
Con un balzo fluido e poderoso Rhage le salt addosso, atterrando tra le sue cosce. Si slacci i
pantaloni e...
Oh, Dio, ti ringrazio.
Lei venne immediatamente, contraendosi intorno al membro duro come una roccia, sommersa
da ondate di piacere. Quando la tempesta si plac, lo senti fremere sopra di s, dentro di s. Stava per
dirgli di lasciarsi andare completamente, quando si rese conto che il problema non era l'autocontrollo.
Rhage era in preda a una specie di piccolo attacco, ogni muscolo del suo corpo era scosso dagli spasmi.
Rhage? disse guardandolo in faccia.
Gli occhi di lui erano di un bianco abbagliante.
Nel tentativo di calmarlo, gli fece scorrere le mani sulla schiena e sent qualcosa sulla pelle.
Una sorta di disegno in rilievo. Delle linee, quasi.
Rhage, hai qualcosa sulla...
Con un mezzo giro, il vampiro si stacc da lei gettandosi verso la porta.
Rhage? Mary afferr la camicia da notte, buttandosela addosso mentre lo rincorreva.
Fuori, in corridoio, lui si ferm per chiudersi i pantaloni e Mary per poco non lanci un urlo. Il
tatuaggio era vivo. Si era sollevato dalla schiena di Rhage, tanto da proiettare un'ombra.
E si muoveva, anche se Rhage era immobile. Il grande drago fremeva, guardandola dritta in
faccia, il muso e gli occhi puntati su di lei mentre il corpo ondeggiava in cerca di un modo per liberarsi.
Rhage!
Lui schizz via come un proiettile, scendendo nell'atrio e scomparendo oltre la porta nascosta
sotto le scale.
Rhage non smise di correre finch non giunse in fondo alla palestra. Spalanc le porte dello
spogliatoio con i pugni chiusi e and nelle docce. Apr l'acqua e si lasci scivolare lungo la parete
piastrellata sedendosi sotto il getto ghiacciato.
Era tutto cos terribilmente chiaro. Le vibrazioni. Quel ronzio simile a una scossa elettrica.
Sempre quando c'era Mary, specialmente quando lei era eccitata.
Dio, non capiva perch non ci fosse arrivato prima. Forse aveva solo voluto ignorare la verit.
Stare con Mary era diverso perch... lui non era l'unico a voler fare l'amore con lei.
Anche la bestia la voleva.
La bestia voleva liberarsi per poterla possedere.
CAPITOLO 42
Quando Bella giunse a casa non trov pace. Dopo aver scritto per unora nel suo diario si
cambi, infilandosi un paio di jeans, una felpa e il parka. Fuori, i fiocchi di neve cadevano in raffiche
disordinate, turbinando in mulinelli d'aria gelida.
Tir su la cerniera della giacca a vento incamminandosi verso l'erba pi alta e selvatica del
campo.
Zsadist. Non riusciva a chiudere gli occhi senza vederlo sdraiato sulla schiena in quel bagno.
Distrutto. Non rotto.
Si ferm a guardare la neve.
Gli aveva dato la sua parola di non infastidirlo pi, ma non voleva mantenere la promessa. Che
Dio l'aiutasse, voleva riprovarci con lui...
In lontananza not qualcuno aggirarsi intorno alla casa di Mary. Si irrigid, spaventata, ma poi
vide i capelli scuri del tizio e cap che non si trattava di un lesser.
Evidentemente Vishous stava lavorando all'installazione del sistema di allarme. Lo salut con la
mano e prosegu nella sua direzione.
Aveva scambiato qualche parola con lui, alla festa, e le era piaciuto moltissimo. Possedeva il
genere di acume che di solito, in un vampiro, escludeva tutte le doti mondane; con V, invece, ti beccavi
il pacchetto completo. Era sexy, onnisciente, forte. Un genere di maschio che ti faceva venire voglia di
mettere al mondo un bambino solo per tramandare il patrimonio genetico del padre.
Si chiese come mai portasse quel guanto di pelle nera. E che cosa rappresentassero i tatuaggi
sulla faccia. Magari glielo avrebbe chiesto, se fosse capitata l'occasione.
Credevo che ormai non ci fosse pi bisogno di finire il lavoro grid salendo sul terrazzo.
Mary adesso sta...
La figura con i capelli scuri che le si par davanti non era Vishous. E non era viva.
Jennifer? disse illesser, come stregato.
Per una frazione di secondo, Bella rimase impietrita. Poi si volt e si mise a correre a perdifiato.
Non inciamp, non ebbe la minima esitazione. Attravers il campo veloce e sicura, pur essendo
terrorizzata. Se ce la faceva a entrare in casa poteva chiuderlo fuori, e quando illesser avesse fatto
irruzione rompendo una finestra, lei sarebbe gi stata al sicuro, gi nel seminterrato, dove non poteva
penetrare nessuno. Avrebbe chiamato Rehvenge e preso il tunnel sotterraneo che sbucava dall'altra
parte della propriet.
Il lesser era dietro di lei, sentiva i suoi passi pesanti e il fruscio dei vestiti nella corsa sul prato
ghiacciato, ma non riusciva ad accorciare le distanze. Gli occhi fissi sulle luci allegre della fattoria,
Bella chiam a raccolta tutta l'energia per accelerare ancora di pi.
La prima fitta di dolore, come una puntura, la colp alla coscia. La seconda in mezzo alla
schiena, attraverso il parka.
Le gambe rallentarono e i piedi si trasformarono in due pinne enormi. La distanza che la
separava dalla fattoria aument, dilatandosi all'infinito, ma lei continu comunque ad avanzare.
Quando arriv alla porta sul retro barcollava. Armeggi per far scattare la serratura con le dita
improvvisamente molli, e in qualche modo riusc a entrare.
Mentre si voltava per lanciarsi verso il seminterrato, lo schianto della portafinestra che veniva
sfondata con un calcio le giunse stranamente ovattato, come se tutto stesse succedendo lontano, molto
lontano.
Una mano si strinse intorno alla sua spalla.
L'impulso di lottare si risvegli con forza in lei, e Bella si divincol colpendo il lesser con un
pugno in pieno viso. Dopo un attimo di intontimento, lui reag facendola volare per terra. La gir
sottosopra e la colp di nuovo, schiaffeggiandola a mano aperta sullo zigomo e mandandola a sbattere
con la testa sul pavimento.
Bella non sent niente. N lo schiaffo n l'impatto del cranio contro il pavimento. Il che era
un'ottima cosa, perch cos non si lasci distrarre quando gli diede un morso al braccio.
Rotolando insieme in un groviglio di braccia e gambe, i due andarono a sbattere contro il tavolo
della cucina, rovesciando le sedie; lei riusc a liberarsi afferrandone una e colpendolo al petto. Poi,
disorientata, ansimante, si allontan strisciando.
Il suo fisico cedette di schianto ai piedi delle scale del seminterrato.
Sdraiata l, era lucida ma incapace di muoversi. Ebbe la vaga sensazione che qualcosa le
gocciolasse negli occhi. Il suo stesso sangue, probabilmente, e forse anche un po' di quello del lesser.
La sua visuale si capovolse quando qualcuno la gir sottosopra.
Guard in faccia illesser. Capelli scuri, occhi marrone chiaro.
Cristo santo.
L'assassino piangeva mentre la tirava su da terra stringendola tra le braccia. L'ultima cosa di cui
fu cosciente erano le lacrime del lesser che le cadevano sul viso.
Non sentiva assolutamente niente.
O scaric con molta attenzione la femmina dalla cabina del pick-up. Rimpiangeva amaramente
di avere rinunciato a casa sua per traslocare nel centro di persuasione. Avrebbe preferito tenerla alla
larga dagli altrilesser. Ma, d'altra parte, se lei stava l, lui poteva assicurarsi che non scappasse. E se
qualche altro assassino le si avvicinava... be', a questo servivano i coltelli.
Mentre la trascinava oltre la soglia, la guard in faccia. Somigliava tantissimo alla sua Jennifer.
Gli occhi erano di un colore diverso, ma aveva lo stesso viso ovale, a forma di cuore. I capelli scuri e
folti. E il corpo... snello, perfettamente proporzionato.
In effetti era pi bella di Jennifer. E picchiava anche pi duro.
La adagi sul tavolo e tast con delicatezza il livido che aveva sulla guancia, il labbro spaccato,
i segni sul collo. La lotta era stata furibonda, senza esclusione di colpi, senza tregua, finch lui non
aveva prevalso stringendo fra le braccia il suo corpo stremato.
Guardando la vampira ripens al passato. Aveva sempre avuto paura di uccidere Jennifer, paura
che una sera tutte quelle botte potessero superare il limite. Invece aveva finito con l'ammazzare il tizio
che aveva distrutto la macchina di Jennifer in uno scontro frontale. Quel bastardo era gi sbronzo alle
cinque del pomeriggio, e lei stava tornando dal lavoro.
Fare fuori il suo assassino era stato facile. Aveva scoperto dove abitava e aveva aspettato che
tornasse a casa ubriaco fradicio. Poi gli aveva fracassato la testa con una spranga di ferro e lo aveva
spinto gi dalle scale. Per calmarsi aveva guidato verso nord e verso est, attraversando tutto il Paese.
E l era incappato nella Societ.
Un'automobile si ferm davanti al centro. In fretta sollev la femmina trascinandola fino alle
buche nel terreno. Dopo averla imbracata per bene, sollev uno dei coperchi e la cal all'interno.
Ne hai beccato un altro? chiese U entrando.
Gi rispose O guardando ostentatamente dentro l'altra buca, dove c'era il maschio che Mr X
si era lavorato la notte precedente. Il civile si stava agitando in fondo al condotto, emettendo piccoli
mugolii spaventati.
Allora mettiamoci al lavoro con il nuovo prigioniero disse U.
O pos il piede sul coperchio sopra la femmina. Questa qui  mia. Se qualcuno si azzarda a
toccarla lo spello vivo a furia di morsi.
Perch,  una lei? Eccellente. Il capo sar euforico.
Non devi dirgli niente. Intesi?
U si accigli, poi scroll le spalle. Certo, amico, come vuoi. Per lo sai anche tu che prima o
poi lo scoprir. E quando succeder, non prendertela con me.
O ce lo vedeva U a mantenere il segreto, e d'impulso gli diede l'indirizzo del granaio
ristrutturato in cui stava per fare irruzione. Un piccolo favore in cambio della lealt del compagno.
Il nome della femmina che ci abita  Mary Luce.  stata vista in compagnia di uno dei fratelli.
Vai a prenderla, amico.
U annu. Lo far senz'altro, ma  quasi l'alba e ho bisogno di riposare un po'. Sono due notti
che non chiudo occhio e mi sento debole.
Domani, allora. E adesso lasciaci soli.
U pieg la testa di lato e lanci un'occhiata al condotto. Tu e lei?
Porta il culo fuori di qui, U.
U alz i tacchi e O rimase in ascolto finch il rombo dell'automobile dell'altrolesser non si perse
in lontananza.
Poi, soddisfatto, guard la griglia che copriva la buca. E non riusc a trattenere un sorriso.
CAPITOLO 43
Rhage non torn fino alle cinque del pomeriggio. Attravers il tunnel senza fare rumore. Si era
tolto le scarpe perch erano fradice, poi si era scordato dove le aveva lasciate.
Era un fascio di nervi; la smania che lo divorava era un ruggito di cui non riusciva a liberarsi,
per quanto fosse distrutto dalla stanchezza, per quanti pesi sollevasse o per quanto corresse. A quel
punto, nemmeno scoparsi un centinaio di femmine sarebbe servito a calmargli i bollori, non che ci
avesse pensato.
Non c'era via di scampo, per doveva parlare con Mary. Temeva di confessarle che era stato
colpito dalla maledizione, un secolo prima, e non aveva idea di come spiegarle che la bestia voleva fare
sesso con lei. Ma lei aveva il diritto di sapere perch si era allontanato cos all'improvviso.
Preparandosi al peggio, apr la porta della camera da letto. Mary non c'era. Scese da basso e in
cucina trov Fritz.
Hai visto Mary? chiese, facendo del proprio meglio per mantenere un tono di voce composto.
S, padrone.  uscita.
Gli si gel il sangue nelle vene. Dov' andata?
Non l'ha detto.
Ha preso qualcosa con s? La borsa? Una valigia?
Un libro, un bagel e un parka.
Fuori. Rhage pass dalla galleria sotterranea e in mezzo minuto giunse alla Tana. Buss alla
porta con forza.
Vishous se la prese comoda prima di andare ad aprire, e quando lo fece era in boxer e tutto
scarmigliato, come se si fosse appena alzato dal letto. Cosa cav...
Mary  uscita di casa. Da sola. Devo trovarla.
A V non servi altro per svegliarsi. Completamente. And al computer, richiam tutte le
immagini esterne che aveva e la trov raggomitolata al sole proprio contro il portone d'ingresso
dell'edificio principale. Molto astuto. Se succedeva qualcosa poteva rifugiarsi nel vestibolo nello spazio
di un secondo.
Rhage trasse un profondo sospiro di sollievo. Come si fa a ingrandire l'immagine con questo
coso?
Clicca con il mouse sullo zoom nell'angolo in alto a destra.
Rhage lo fece. Mary stava dando da mangiare a un paio di passerotti, gettando loro dei
pezzettini di ciambella. Ogni tanto alzava la testa e si guardava in giro. Il suo sorriso era una cosa
intima, giusto una lieve increspatura delle labbra.
Rhage tocc lo schermo sfiorandole il viso con la punta delle dita. Sai, ti sei sbagliato,
fratello.
Ah, s?
 lei il mio destino.
E chi ha detto il contrario?
Rhage lanci un'occhiata al di l del computer, focalizzando l'attenzione sull'occhio tatuato di
Vishous. Io non sono il suo primo amante. Tu mi avevi detto che la donna del mio destino era una
vergine. Quindi ti sei sbagliato.
Io non sbaglio mai.
Rhage si accigli, respingendo subito l'idea che un'altra femmina potesse contare di pi, per lui,
o potesse prendere il posto di Mary nel suo cuore.
Al diavolo il destino, se stava cercando di fargli amare un'altra. E al diavolo anche i pronostici
di Vishous.
Dev'essere bello sapere tutto in anticipo bofonchi. O, almeno, credere di saperlo.
Mentre si voltava per rientrare nel tunnel, Vishous lo trattenne per il braccio. Gli occhi di
diamante di V, solitamente calmissimi, erano socchiusi e adirati. Quando dico che non sbaglio mai
non  perch sono un egocentrico esaltato. Prevedere il futuro  una maledizione, fratello. Credi che mi
piaccia sapere come moriremo?
Rhage trasal e Vishous sorrise, gelido. Gi, riflettici. E poi pensa che l'unica cosa che non so 
il quando, perci non posso salvare nessuno di voi. Adesso vuoi dirmi perch dovrei andare in giro a
vantarmi di questa maledizione?
Fratello, mi dispiace...
Vishous espir con forza. Non fa niente. Senti, perch non vai dalla tua femmina?  tutto il
pomeriggio che ti pensa. Senza offesa, ma sono un po' stufo di sentire la sua voce nella mia testa.
Mary si appoggi contro la grande porta di ottone e guard in su. In alto il cielo era una
brillante distesa di azzurro, l'aria asciutta e frizzante dopo la nevicata insolitamente precoce della notte
precedente. Prima del tramonto voleva fare due passi nel parco, ma il tepore del parka la impigriva. O
forse era soltanto stanchezza. Dopo che Rhage se n'era andato, non era pi riuscita a dormire e aveva
passato l'intera giornata a sperare che tornasse.
Non aveva idea di cosa fosse successo la notte prima. Non era nemmeno certa di avere visto
quello che credeva di avere visto. I tatuaggi non si sollevavano dalla pelle della gente, e non si
muovevano. Perlomeno non dalle sue parti.
Rhage non era l'unico motivo della sua insonnia, per. Era giunto il momento di scoprire il
responso dei medici. L'appuntamento con la dottoressa Della Croce era per l'indomani. Finalmente
avrebbe saputo quant'erano pesanti le terapie a cui pensavano di sottoporla.
Dio! Voleva parlare con Rhage di tutto questo. Cercare di prepararlo.
Quando il sole spar dietro le chiome degli alberi, Mary si sent gelare. Si alz, si sgranch le
gambe e poi varc il primo dei portoni che immettevano nel vestibolo. Dopo che i battenti si furono
chiusi, mostr la faccia a una delle telecamere di sorveglianza e anche il portone interno si apr.
Rhage era seduto sul pavimento appena oltre la soglia. Si alz lentamente. Ciao. Ti stavo
aspettando.
Lei sorrise imbarazzata, passandosi il libro da una mano all'altra. Volevo dirti dov'ero, ma hai
dimenticato il cellulare e...
Mary, ascolta, a proposito di ieri notte...
Aspetta, prima che parliamo di quello lo interruppe lei alzando una mano. Inspir a fondo.
Domani vado all'ospedale. Per il consulto prima di iniziare la terapia.
Lui aggrott la fronte. Quale ospedale?
Il Saint Francis.
A che ora?
Nel pomeriggio.
Voglio che ti accompagni qualcuno.
Un doggen?
Lui scosse la testa. Butch. Lo sbirro ci sa fare con la pistola, e non voglio che tu te ne vada in
giro senza protezione. Senti, possiamo salire di sopra?
Mary annu e lui la prese per mano scortandola fino al primo piano. Giunti in camera da letto,
Rhage si mise a camminare avanti e indietro, senza sosta, mentre lei andava a sedersi sul letto.
Parlarono dell'appuntamento dalla dottoressa, e Mary scopr che preparare Rhage serviva pi
che altro a preparare se stessa. Alla fine rimasero in silenzio.
Spiegami cos e successo ieri notte, Rhage. Vedendolo esitare aggiunse: Di qualunque cosa
si tratti, ne verremo fuori insieme. Puoi dirmi tutto.
Lui smise di camminare e la guard in faccia. Io sono pericoloso.
Mary si accigli. Non  vero.
Sai cos'ho sulla schiena?
Con un brivido gelido lei ripens al tatuaggio che si muoveva...
Calma, si impose. Non si era mosso. Rhage aveva il respiro pesante o roba del genere, per
questo le era parso che quel coso avesse cambiato posizione.
Fa parte di me, Mary. La bestia.  dentro di me disse Rhage grattandosi il petto e le braccia.
Poi le cosce. Io cerco di controllarla meglio che posso, ma la bestia... Io non voglio farti del male.
Non so cosa fare. Anche adesso, stando qui vicino a te, io... Cristo, mi sento tutto scombussolato.
Protese le mani per farle vedere che tremavano. Sembrava agitatissimo.
Combattere mi serve a scaricare la tensione. Questo  uno dei motivi per cui sono costretto a
farlo continu. Ed  qui che entrano in ballo anche le femmine. Possederle mi aiutava a tenere a bada
la bestia. Ora che non posso pi fare sesso, per, sono instabile. Ecco perch ieri sera ho quasi perso il
controllo. Due volte.
Aspetta un... Che cosa stai dicendo? Tu hai me. Fai l'amore con me.
Non posso pi permettere che accada disse lui a denti stretti. Non posso... pi venire a letto
con te.
Lei lo fissava sconcertata. Allora non farai pi l'amore con me? Mai pi?
Rhage scosse la testa. Mai pi.
Ma... tu mi vuoi protest Mary abbassando gli occhi sulla grossa protuberanza che gli
gonfiava i pantaloni. Lo vedo che sei eccitato. Sento l'odore della voglia che hai di me.
All'improvviso lui smise di battere le palpebre e in un lampo i suoi occhi divennero bianchi.
Perch ti cambiano gli occhi? chiese lei in un sussurro.
Perch la bestia... si risveglia.
Mary ammutol mentre Rhage cominciava a respirare in modo strano. Due inspirazioni seguite
da una lunga espirazione. Due brevi respiri in dentro, uno lento in fuori. Sforz di comprendere quello
che le aveva appena rivelato. E perlopi non ci riusc. Forse Rhage intendeva dire che aveva una specie
di alter ego hard, pens.
Mary, non posso... venire a letto con te perch... quando sto con te la bestia vuole uscire.
Altri due respiri veloci. Vuole...
Che cosa, esattamente?
Vuole te mormor lui indietreggiando. Mary, la bestia vuole... stare dentro di te. Capisci
quello che dico? L'altra parte di me ti vuolepossedere. Io... io devo andare, adesso.
Aspetta! Rhage si ferm sulla soglia. I loro sguardi si incontrarono. Allora lascia che mi
possieda.
Lui rimase a bocca aperta. Sei matta?
No, non lo era. Avevano fatto sesso con una disperazione che rasentava la violenza e lei aveva
retto le poderose spinte con cui Rhage la penetrava. Se quest'altra sua personalit era tosta, be', era
convinta di poterla gestire.
Lasciati andare e basta. Per me va bene.
Due brevi ansiti. Un lungo sospiro. Mary, tu non sai... quello che dici, cazzo.
Lei cerc di far luce su quel mistero. Che cosa potr mai succedermi? Mica mi mangerai...
Quando lui si limit a fissarla con i suoi occhi bianchi, lei si sent gelare. Oddio, forse Rhage
non aveva tutti i torti.
Per lei era decisamente matta.
Vorr dire che ti legheremo decise.
Rhage scosse la testa incespicando nei suoi stessi passi e afferr la maniglia della porta. Non
rischier.
Aspetta! Sai per certo quello che succeder?
No rispose lui grattandosi il collo e le spalle.
C' la possibilit che troverai semplicemente il sollievo di cui hai bisogno?
Pu darsi.
Allora proviamo. Io scapper via se... se dovesse succedere qualcosa di strano. Lasciamelo
fare, Rhage, per noi due. E poi, che alternativa abbiamo? Che io me ne vada? Che non ci vediamo pi?
Che non facciamo mai pi sesso? Insomma, dai, hai una voglia, anche adesso, che non stai pi nella
pelle...
La paura gli contrasse i lineamenti serrandogli le labbra, facendogli sgranare gli occhi. Subito
dopo arriv la vergogna, una pena terribile, straziante, che spinse Mary a correre da lui. Gli prese le
mani e sent che tremavano.
Non posso vederti cos, Rhage. Lui fece per parlare, ma lei lo anticip. Senti, tu sai con che
cosa abbiamo a che fare, io no. Prendi tutte le precauzioni necessarie e poi... vedremo quello che
succede.
Lui rimase a guardarla. Mary era tentata di incalzarlo, ma temeva di ottenere l'effetto contrario.
Fammi andare a parlare con V disse alla fine Rhage.
Catene ripet Rhage, fermo in mezzo al soggiorno della Tana.
Vishous alz gli occhi dallo schermo del computer. Di che tipo?
Tipo quelle che servono per rimorchiare un'automobile.
Butch emerse dalla cucina, con una Bud in una mano e un panino nell'altra. Ehi, grand'uomo.
Che succede?
Voglio che voi due mi incateniate al letto.
Roba da pervertiti.
Allora, V, abbiamo qualcosa che faccia al caso nostro?
Vishous si sistem il berrettino dei Sox. In garage. Credo ci sia qualcosa in garage. Per,
Rhage, amico, si pu sapere che cos'hai in mente?
Ho bisogno di.... stare con Mary. Ma voglio evitare... Si interruppe. Espir con forza. Ho
paura di trasformarmi. Sono troppo carico.
Vishous socchiuse gli occhi pallidi. E hai lasciato perdere le altre femmine, giusto?
Rhage annu. Voglio soltanto Mary. A questo punto non mi si rizzerebbe nemmeno pi per
un'altra.
Merda, amico imprec sottovoce Vishous.
Da quando in qua la monogamia  una brutta cosa? s'intromise Butch sedendosi e aprendo la
lattina di birra. Voglio dire, ti sei trovato una donna maledettamente in gamba. Mary  una brava
persona.
Vishous scroll la testa. Ti ricordi quello che hai visto in quella radura, sbirro? Cosa ne diresti
se quel coso si avvicinasse alla femmina che ami?
Butch mise gi la Bud senza bere. Poi squadr Rhage dalla testa ai piedi.
Ci servir una vagonata di acciaio, cazzo bofonchi alla fine.
CAPITOLO 44
Cominciava a innervosirsi. La femmina non aveva ancora ripreso del tutto conoscenza e ormai
erano passate diciotto ore. I dardi con cui l'aveva colpita erano stati calibrati per un maschio, ma a quel
punto avrebbe dovuto essersi gi ripresa.
Temeva di averle procurato una commozione cerebrale.
Dio, era proprio come ai vecchi tempi. Lui e Jennifer che se le davano di santa ragione, e poi lui
che si agitava per paura di averle fatto troppo male. Mentre la ripuliva, le medicava sempre con cura le
ferite in cerca di ossa rotte e tagli profondi, e non appena era sicuro che Jennifer stesse bene, faceva
l'amore con lei anche se era ancora mezza rintronata. Venire mentre le stava sopra, sull'onda del
sollievo derivante dalla consapevolezza di non essersi spinto oltre il limite, era sempre stata la goduria
pi grande.
Quanto avrebbe voluto poter fare l'amore con la femmina che aveva catturato!
Si avvicin alla buca in cui l'aveva calata. Sollev la griglia, accese una torcia elettrica e spinse
il fascio di luce all'interno. Lei era rannicchiata sul fondo, accasciata contro le pareti del condotto.
Voleva tirarla fuori. Abbracciarla. Baciarla e sentire la sua pelle a contatto con la propria.
Voleva venire dentro di lei. Ma tutti i lesser erano impotenti. Quel bastardo dell'Omega era un padrone
geloso.
Rimise a posto il coperchio e cominci a camminare per la stanza, ripensando alla giornata e
alla nottata che aveva trascorso insieme all'Omega e alla depressione in cui era sprofondato da allora.
Buffo...
Ora che aveva quella femmina, la mente gli si era come snebbiata e una nuova missione gli
dava la carica.
Sapeva che in quella buca non c'era Jennifer, ma la vampira gli ricordava molto da vicino ci
che gli era stato tolto e lui non aveva intenzione di fare il difficile. Avrebbe accettato quel dono piovuto
dal cielo e lo avrebbe custodito con la massima cura.
Stavolta nessuno gli avrebbe portato via la sua donna. Nessuno.
Mentre le saracinesche si alzavano per la notte, Zsadist scese dal suo giaciglio e si mise a girare
nudo per la stanza.
Stava malissimo per quello che era successo la sera prima, con Bella. Voleva trovarla per
scusarsi con lei, ma come sarebbe andata?
Scusa se ti sono saltato addosso come un animale. E volevo anche dirti che non mi fai vomitare.
Davvero.
Dio, era proprio uno stronzo.
Chiuse gli occhi e gli torn in mente quando si era appiattito contro il muro vicino alla doccia
mentre lei cercava di toccargli il petto nudo. Le sue dita erano lunghe ed eleganti, le unghie belle e
senza smalto. Il suo tocco sarebbe stato leggero, immaginava. Leggero e caldo.
Avrebbe dovuto mantenere la calma. Se ci fosse riuscito, avrebbe saputo almeno per una volta,
da maschio libero, com'era sentire sulla pelle la morbida mano di una femmina. Da schiavo era stato
toccato troppo spesso, e sempre contro la sua volont.
E non sarebbe stata una mano qualsiasi. Sarebbe stata la mano di Bella.
Gli avrebbe posato il palmo in mezzo al petto e forse lo avrebbe accarezzato. Se lei lo avesse
accarezzato con calma, forse gli sarebbe piaciuto. S, pi ci pensava e pi si convinceva.
Oh, ma perch diavolo continuava a rimuginarci sopra? La capacit di tollerare una qualunque
forma di intimit gli era stata negata a furia di abusi sessuali, tanti anni prima. E, in ogni caso, non
aveva alcun diritto di indulgere in certe fantasie su una femmina come Bella. Lui non era degno
neppure delle rabbiose puttane dalle quali era costretto a nutrirsi.
Apr gli occhi e lasci perdere tutte quelle stronzate. Il gesto pi carino che poteva fare per
Bella, il modo migliore per farsi perdonare, era assicurarsi che lei non lo vedesse mai pi, nemmeno
per sbaglio.
Lui per l'avrebbe vista. Ogni notte sarebbe andato a casa sua per sincerarsi che stesse bene.
Quelli erano tempi pericolosi per i civili e Bella aveva bisogno di qualcuno che vegliasse su di lei.
L'avrebbe fatto lui, restando nell'ombra.
Il pensiero di proteggerla gli procur un certo sollievo.
Non poteva fidarsi a stare con lei, ma credeva ciecamente nella propria capacit di garantire la
sua sicurezza, anche a costo di mangiarsi vivi tutti i lesser che si fossero avvicinati alla sua porta.
CAPITOLO 45
Mary camminava nervosamente sulla balconata del primo piano, appena fuori dalla porta della
camera da letto. Non se l'era sentita di restare a guardare Butch e Vishous mentre sistemavano tutte
quelle catene. Era difficile dire se quei due che preparavano Rhage per fare sesso con lei fossero una
cosa erotica da morire oppure terrificante e basta.
La porta si apr. Gli occhi di Butch si muovevano frenetici, senza mai incrociare i suoi. 
pronto.
Vishous usc a sua volta, accendendosi una delle sue sigarette rollate a mano. Aspir una lunga
boccata. Noi due ce ne staremo qui fuori in corridoio. Nel caso ti serva il nostro aiuto.
Il suo primo impulso fu di mandarli via. Le si accapponava la pelle al pensiero di loro due l,
fuori dalla porta, mentre lei faceva sesso con Rhage. Dopotutto la privacy era uno stato d'animo, oltre
che un luogo intimo e riservato.
Ma poi pens alla quantit di acciaio che si erano portati dietro. Non si aspettava quel mucchio
di ferraglie. Delle funi, forse. Delle manette. Non certo il genere di roba con cui si solleva da terra un
blocco motore.
Dovete proprio aspettare? chiese.
Entrambi annuirono.
Fidati farfugli Butch. Mary entr in camera e chiuse la porta. Di fianco al letto c'erano delle
candele accese e Rhage era sdraiato nudo sul materasso, le braccia sollevate sopra la testa, le gambe
spalancate fin quasi al punto di rottura. Le catene che lo tenevano fermo per i polsi e per le caviglie
erano assicurate alle pesanti colonne di quercia del letto a baldacchino.
Il vampiro alz la testa, gli occhi verde-azzurro che bucavano la penombra. Sei sicura di
volerlo fare?
Per la verit no, non lo era. Sembri scomodo.
Non  poi cos male disse lui abbandonando la testa all'indietro. Anche se sono contento di
essere legato alle colonne del letto e non a dei cavalli pronti a partire al galoppo in quattro direzioni
diverse.
Mary guard quel corpo colossale steso l per lei, come una sorta di sacrificio sessuale.
Misericordia divina. Ma era proprio tutto vero? Stava davvero per...
Piantala, si disse. Non tenerlo l un minuto pi del necessario. Quando sar finita e lui sapr che
va tutto bene, non dovrai farlo mai pi.
Scalci via le scarpe, si sfil la felpa e il dolcevita e si tolse i jeans.
Rhage alz di nuovo la testa. Quando lei si liber di reggiseno e mutandine, il membro ebbe un
fremito. Si allung. Mary lo guard trasformarsi per lei, diventare duro, grosso, lungo. L'eccitazione
fece arrossire Rhage e copr di un velo di sudore la sua bella pelle glabra.
Mary... Le sue pupille divennero bianche e lui cominci a fare un verso simile alle fusa di un
gatto, dimenando i fianchi. L'erezione si pieg in cima allo stomaco, il glande che arrivava all'ombelico
e anche pi su. All'improvviso gli avambracci scattarono verso l'alto dando uno strattone alle catene,
che sferragliarono.
Stai bene? chiese lei.
Oh, Dio, Mary. Sono... siamo affamati. Moriamo dalla... voglia di mangiarti.
Facendo appello a tutto il suo coraggio, lei si avvicin al letto. Si chin a baciarlo sulla bocca,
poi sal sul materasso. Sal sopra di lui.
Quando si sedette a cavallo dei suoi fianchi, Rhage si agit sotto di lei. Prendendo in mano il
pene, lei cerc di infilarselo dentro, ma al primo tentativo non ci riusc. Era troppo grosso e lei non era
pronta. Le faceva male. Ci riprov una seconda volta, con una smorfia.
Non sei ancora calda per me disse Rhage, inarcandosi quando lei avvicin di nuovo il glande
alla vulva. Emetteva una specie di ronzio selvaggio.
Andr tutto bene, lasciami solo...
Vieni qui. Mentre parlava, la voce gli cambi. Divenne pi profonda. Baciami, Mary.
Lei si sdrai sul suo petto e lo baci sulla bocca, sforzandosi di andare su di giri. Non funzion.
Lui interruppe il contatto, quasi avvertendo la sua mancata eccitazione.
Scivola un po' pi su. Le catene si tesero con un rumore metallico simile a uno scampanio.
Dammi il tuo seno. Avvicinalo alla mia bocca.
Lei strisci con cautela sopra di lui avvicinandogli il capezzolo alle labbra. Non appena lo sent
succhiare con delicatezza, il suo corpo si risvegli. Chiuse gli occhi, sollevata nel sentire, infine, il
fuoco della passione.
Rhage parve accorgersi del cambiamento perch le fusa divennero pi forti e riempirono la
stanza di quel bellissimo suono arrotato. Mentre l'accarezzava con le labbra, si inarc con violenza
sotto di lei, sollevando il petto e il collo e gettando la testa all'indietro. Il sudore gli imperl di nuovo la
pelle e l'aroma speziato del suo desiderio satur l'aria.
Mary, fammi sentire che sapore hai. Adesso la sua voce era cos bassa che le parole
risultavano distorte. Fammi assaggiare la tua dolcezza. In mezzo alle gambe. Fammi sentire che
sapore hai.
Lei guard in gi e due orbite di un bianco abbagliante ricambiarono il suo sguardo. In quegli
occhi c'era un che di ipnotico, un richiamo sessuale a cui non riusc a sottrarsi pur sapendo che non
c'era solo Rhage, l con lei.
Strisci sopra di lui fermandosi all'altezza del petto. Quell'intimit era per certi versi scioccante,
specialmente con lui incatenato.
Pi vicino, Mary. Persino il modo in cui pronunciava il suo nome non era pi lo stesso.
Vieni pi vicino alla mia bocca.
Lei si spost goffamente sopra di lui, cercando di adattarsi alla posizione in cui si trovava
Rhage. Alla fine si ritrov con un ginocchio sopra il suo petto e l'altro sopra la spalla opposta. Lui
allungo il collo e gir la testa sollevandosi fino a toccarla, catturandola tra le labbra.
Il gemito che gli sfugg vibr dentro di lei. Mary appoggi una mano al muro, il piacere che le
toglieva ogni inibizione rendendola una schiava del sesso mentre lui la leccava e la succhiava. Il suo
corpo reag con una cascata di umori. Si ud uno schianto seguito da uno scricchiolio quando le catene
si tesero e il telaio di legno del letto protest. Rhage cercava di divellere a forza di braccia i ferri che lo
tenevano prigioniero, irrigidendo i muscoli, spalancando le dita piegate ad artiglio.
Ecco, cos disse tra le gambe di lei. Sento che stai... venendo.
La voce si spense riducendosi a un sussurro.
Trafitta dall'orgasmo, Mary cadde in avanti crollando sopra il letto, una gamba sulla faccia di
Rhage prima di piantargli la caviglia nel collo. Non appena il cuore rallent la sua corsa, lo guard. I
suoi occhi bianchi e fissi erano sgranati per lo stupore e la soggezione. Sdraiato l, completamente
stregato da lei, respirava con quello strano ritmo fatto di due inspirazioni seguite da una lunga
espirazione.
Prendimi adesso, Mary. Il timbro era profondo, le parole leggermente distorte. Non era la
voce di Rhage.
Ma lei non era spaventata n aveva la sensazione di tradirlo.
Qualunque cosa fosse uscita da lui, non era malvagia e neppure del tutto sconosciuta. Sin
dall'inizio aveva avvertito quella... cosa dentro di lui, e sapeva che non era niente di cui avere paura.
Quando lo guard negli occhi, adesso, ebbe la stessa impressione che aveva avuto nella sala biliardo: di
una presenza distinta che la studiava. Era diversa da Rhage, ma era pur sempre Rhage.
Scivol verso il basso e lo prese dentro di s, e i loro due corpi si fusero alla perfezione. Lui
sollev i fianchi, e quando cominci a pompare dalla gola gli usc un alto richiamo. Scivolava dentro e
fuori creando una frizione deliziosa, implacabile, in un crescendo di spinte sempre pi poderose. Per
evitare di essere sbalzata via, Mary si mise a quattro zampe cercando di non perdere l'equilibrio.
Quel mugolio lamentoso aument di volume via via che Rhage andava in delirio sbattendo
l'inguine contro di lei, tutto tremante. La smania crebbe sempre pi, irrefrenabile, gonfiandosi come
una tempesta in procinto di scoppiare. All'improvviso, lui si inarc sopra il materasso contraendo
braccia e gambe, facendo scricchiolare il letto. Spalanc le palpebre e una luce bianca esplose nella
stanza illuminandola a giorno. Dentro di s, nei recessi del proprio corpo, Mary sent le contrazioni che
segnavano il culmine dell'estasi di Rhage, e queste sensazioni innescarono subito in lei un altro
potentissimo orgasmo, spingendola oltre il limite.
Alla fine croll sopra il suo petto. Rimasero tutti e due immobili, a parte il respiro: normale
quello di lei, ritmato secondo quello strano schema quello di lui.
Mary alz la testa e lo guard in faccia. Due occhi bianchi ardevano, fissi su di lei, in assoluta
adorazione.
La mia Mary disse la voce.
Poi una scossa elettrica a basso voltaggio le attravers il corpo, caricando l'aria di tensione.
Tutte le luci si accesero nella stanza, inondandola di luce. Con un'esclamazione di sorpresa, lei si
guard intorno, ma il fenomeno spar con la stessa velocit con cui si era manifestato. Cos com'era
venuta, l'energia se n'era andata.
Gli occhi di Rhage erano ridiventati normali e brillavano. Verde-azzurri.
Mary? mormor lui con voce incerta, indistinta.
Lei dovette riprendere fiato prima di parlare. Sei tornato.
E tu stai bene sospir lui sollevando le braccia e flettendo le dita. Non sono cambiato.
Cambiato?
Non mi sono... Ti vedevo, mentre la bestia era qui con me. Eri sfocata, ma sapevo che non eri
in pericolo.  la prima volta che riesco a ricordare qualcosa.
Mary non sapeva cosa pensare, ma not che le catene gli avevano scorticato la pelle. Posso
liberarti?
S, per favore.
L'operazione richiese qualche tempo. Non appena fu libero, Rhage si massaggi polsi e caviglie
e la scrut con attenzione per sincerarsi che stesse bene.
Lei si guard intorno in cerca di una vestaglia. Sar meglio che vada ad avvertire Butch e V.
Ci penso io disse Rhage. And alla porta e mise fuori la testa.
Mentre parlava con i due compagni, Mary fiss il tatuaggio che aveva sulla schiena. Avrebbe
giurato che le stava sorridendo.
Dio, era suonata, non c'erano dubbi.
Salt sul letto e si tir addosso le coperte.
Rhage chiuse la porta e vi si appoggi con la schiena. Sembrava ancora teso. Adesso, dopo
tutto questo... hai paura di me?
No.
Non hai paura di... quel coso?
Mary tese le braccia verso di lui. Vieni qui. Voglio abbracciarti. Sembri molto scosso.
Lui si avvicin al letto lentamente, quasi non volesse spaventarla. Poi si sdrai vicino a lei, ma
senza toccarla.
Un attimo dopo fu lei a cercarlo, avvinghiandosi a lui e facendo scorrere le mani su tutto il suo
corpo. Quando gli sfior il fianco, toccando la punta della coda del drago, Rhage trasal e si ritrasse.
Non voleva che si avvicinasse al tatuaggio, pens Mary.
Voltati gli ordin. A pancia in gi.
Rhage scosse la testa e lei gli diede uno spintone alla spalla. Era come cercare di spostare un
pianoforte a coda.
Voltati, maledizione. Dai, Rhage.
Lui l'accontent senza la minima grazia, imprecando, girandosi pesantemente sulla pancia.
Mary fece scorrere la mano lungo la sua spina dorsale, proprio sopra il drago. E i muscoli di
Rhage si contrassero. Ma non a caso. Erano le parti del corpo corrispondenti ai punti del tatuaggio che
lei stava toccando.
Straordinario.
Gli accarezz ancora un po' la schiena. Aveva la sensazione che l'inchiostro del tatuaggio si
sollevasse per incontrare il suo palmo, come un gatto.
Ti verr mai pi voglia di fare ancora l'amore con me? chiese rigido Rhage. Volt la testa di
lato per riuscire a vederla, ma teneva gli occhi bassi.
Mary indugi sulla bocca della bestia, seguendo il contorno delle labbra con la punta delle dita.
Rhage schiuse le sue, quasi sentisse quel tocco.
Perch mai non dovrei avere voglia di fare l'amore con te?
 stato un tantino bizzarro, non trovi?
Lei scoppi a ridere. Bizzarro? Dormo in una casa piena di vampiri. Mi sono innamorata di
un...
Si interruppe di colpo. Oh, Dio. Che cosa le era appena uscito di bocca?
Rhage sollev il busto dal letto e la fiss. Che cosa hai detto?
Non era sua intenzione che accadesse, pens Mary. N l'innamoramento n quella rivelazione.
Ma non intendeva rimangiarsi nessuna delle due.
Non ne sono sicura mormor, ammirando la forza bruta delle spalle e delle braccia di Rhage.
Ma credo fosse una cosa tipo "ti amo". S, proprio cos. Io... io ti amo.
Che pena. Poteva fare di meglio.
Gli prese la faccia tra le mani, gli stamp un bel bacio sulle labbra e lo guard dritto negli
occhi.
Ti amo, Rhage. Ti amo da impazzire.
Lui la strinse tra le sue braccia possenti affondandole la testa nel collo. Credevo non l'avresti
mai detto.
Sono cos testarda?
No. Sono io che non ti merito.
Mary si scost leggermente per scoccargli un'occhiataccia. Non voglio pi sentirti dire una
stupidaggine del genere. Tu sei la cosa migliore che mi sia mai capitata.
Anche con la bestia?
La bestia? Aveva sentito che in lui c'era qualcos'altro, certo, ma una bestia... Rhage per aveva
un'aria cos preoccupata che decise di assecondarlo.
S, anche con la bestia. Solo una cosa: la prossima volta possiamo farlo senza tutto quel
metallo? Sono sicurissima che non mi farai male.
S, penso che possiamo lasciar perdere le catene.
Mary lo attir di nuovo contro il suo collo e si ritrov a contemplare la Madonna con Bambino
all'altro capo della stanza.
Tu sei il pi strano dei miracoli sussurr, guardando il dipinto.
Come, scusa? disse lui contro la sua gola.
Niente fece lei. Lo baci sulla testa bionda e torn a fissare la Madonna.
CAPITOLO 46
Bella trasse un profondo respiro e sent odore di terra. Dio, che mal di testa. E le ginocchia le
facevano un male del diavolo. Erano schiacciate contro qualcosa di duro. E freddo.
Apr gli occhi di scatto. Buio. Nero. Non si vedeva niente.
Cerc di alzare una mano, ma and a sbattere con il gomito contro un muro dalla superficie
irregolare. C'era un altro muro dietro di lei, davanti a lei e anche ai due lati. Continuava a sbattere in
quello spazio angusto, in preda al panico. Spalanc la bocca pi che poteva, ma non riusciva a
respirare. Non c'era aria, solo quell'odore di terra umida che le tappava il naso... Grid.
E sopra di lei qualcosa si mosse. Rimase accecata dalla luce quando guard su.
Pronta a venire fuori? disse piano una voce maschile.
All'improvviso ricord tutto: la corsa nel prato per cercare di arrivare a casa, la lotta con il
lesser, la perdita dei sensi.
Con un brusco strattone venne sollevata, tramite un'imbracatura, da quello che sembrava un
tubo interrato. Si guard intorno terrorizzata; non aveva idea di dove fosse. La stanza non era grande e i
muri erano grezzi. Non c'erano finestre, solo due lucernari nel basso soffitto, entrambi coperti da un
panno nero. Tre lampadine pendevano nude dai fili. C'era un odore dolciastro, un misto di legno di pino
e talco per neonati. Il profumo tipico dei lesser.
Quando vide il tavolo di acciaio inossidabile e dozzine di coltelli e martelli fu scossa da un
tremore cos violento che cominci a tossire.
Non preoccuparti per quella roba disse il lesser. Non  per te, finch ti comporti bene.
Le infil le mani tra i capelli aprendoli a ventaglio sulle spalle. Adesso farai una doccia e
laverai questi. Li laverai per me continu illesser prendendo un fagotto di vestiti. Quando glieli mise
tra le braccia, Bella si accorse che erano i suoi.
Se fai la brava potrai rimetterteli. Prima per dovrai darti una ripulita. E la spinse verso una
porta aperta proprio mentre un cellulare cominciava a suonare. Nella doccia. Subito.
Troppo disorientata e impietrita per mettersi a discutere, Bella entr incespicando in un bagno
ancora in costruzione, senza water. Come un automa si chiuse dentro e apr l'acqua con mani tremanti.
Quando si volt, vide che il lesser aveva aperto la porta e la stava guardando.
Copr il cellulare con la mano. Togliti i vestiti. Subito.
Lei lanci un'occhiata ai coltelli. Mentre si spogliava sent in gola il sapore della bile.
Quand'ebbe finito si copr con le mani, rabbrividendo.
Il lesser chiuse la telefonata e mise gi il cellulare. Non nasconderti. Tira gi le braccia.
Bella indietreggi scuotendo la testa, frastornata.
Tirale gi.
Ti prego, non...
Lui fece due passi avanti e la schiaffeggi in pieno viso, mandandola a sbattere contro il muro.
Poi l'afferr.
Guardami. Guardami. Gli occhi gli brillavano per l'eccitazione quando incrociarono quelli di
Bella. Dio,  cos bello riaverti qui.
La prese tra le braccia stringendola a s. Bella fu sopraffatta dal suo odore dolciastro.
Butch era una scorta eccezionale, pens Mary mentre lasciavano il reparto oncologico del Saint
Francis. Con il suo cappotto nero di lana, il cappello in stile anni '40 e un favoloso paio di occhiali da
aviatore sembrava un sicario molto chic.
Il che non era poi cos lontano dal vero. Sapeva che era armato fino ai denti perch Rhage si era
occupato della faccenda prima di lasciarli uscire di casa.
Ti serve niente? chiese Butch quando furono fuori.
No, grazie. Andiamo pure a casa.
Il pomeriggio era stato estenuante e inconcludente. La dottoressa Della Croce, che non aveva
ancora terminato i consulti con i colleghi, l'aveva sottoposta a una risonanza magnetica e a un'altra
visita. Le avevano fatto anche un altro prelievo di sangue perch l'quipe medica voleva ricontrollare
un paio di cose sulle sue funzioni renali.
Non le andava di tornare all'ospedale anche il giorno seguente e di affrontare un'altra notte
piena di incognite. Mentre si dirigeva insieme a Butch verso il parcheggio e saliva sulla Mercedes, era
un'orribile miscela di nervosismo e stanchezza. Aveva un gran bisogno di mettersi a letto, ma era cos
agitata che di sicuro non sarebbe riuscita a dormire.
Ora che ci penso, Butch, sulla via del ritorno potremmo passare da casa mia? Voglio prendere
delle medicine che ho lasciato l. Quei sonniferi leggeri le sarebbero tornati utili.
Preferirei evitare, se possibile. Non puoi comprare quello che ti serve in farmacia o da qualche
altra parte?
Non li vendono senza ricetta medica.
Butch si accigli. E va bene. Per fai alla svelta, io verr dentro con te.
Un quarto d'ora dopo parcheggiavano nel suo vialetto d'accesso. Nella luce dorata del tramonto,
la casa sembrava abbandonata. Il vento aveva ammucchiato le foglie contro la porta d'ingresso, i
crisantemi erano moribondi e in giardino c'era un ramo spezzato.
Mary sperava che chiunque l'avesse comprato amasse quel posto come l'aveva amato lei.
Quando entr in casa una ventata d'aria gelida spazz il soggiorno e lei si accorse che la finestra
sopra il lavello della cucina era aperta di una decina di centimetri.
Vishous, pens Mary. L'ha dimenticata aperta. La chiuse con cura, poi sal di sopra a prendere
l'Ambien.
Prima di uscire, si ferm davanti alla vetrata sul retro e guard il giardino. La piscina era
coperta da una coltre di foglie secche, la superficie immota. Il campo, al di l di essa, era una pallida
distesa ondulata...
Vide muoversi qualcosa in casa di Bella. Un bagliore.
Il suo istinto si mise subito in allarme. Butch, ti spiace se andiamo a dare un'occhiata?
Impossibile. Devo riportarti a casa.
Lei apr la vetrata.
Mary, non  sicuro.
Quella  la fattoria di Bella. A quest'ora del giorno non dovrebbe esserci niente che si muove.
Puoi chiamarla dalla macchina.
Lo far da qui. Un attimo dopo riattacc e torn alla porta. Non risponde nessuno. Io vado a
vedere.
Neanche per sogno... Mary, ferma! Cristo, non costringermi a caricarti in spalla per portarti
fuori di qui.
Provaci e io dico a Rhage che mi hai messo le mani addosso.
Butch la fulmin con lo sguardo. Maledizione! Sei una manipolatrice proprio come lui.
Non esattamente, ma sto imparando. Allora, vieni con me o devo andare da sola?
Con una pesante imprecazione, Butch afferr la pistola. Questa faccenda non mi piace per
niente.
Ho preso nota. Senti, dobbiamo solo assicurarci che Bella stia bene. Non ci vorranno pi di
dieci minuti.
Attraversarono il campo, con Butch che perlustrava il terreno in stile segugio. Avvicinandosi
alla fattoria, Mary not che la portafinestra sul retro sbatacchiava nel vento, riflettendo gli ultimi raggi
di sole.
Stammi vicina, okay? disse Butch quando entrarono in giardino.
La portafinestra si spalanc di nuovo, all'improvviso.
Oh, merda farfugli lui.
La serratura di ottone era a pezzi e i pannelli di vetro erano quasi tutti sfondati.
Entrarono con cautela.
Oh, mio Dio esclam Mary con un filo di voce.
Le sedie erano sparpagliate per tutta la cucina, alcune rovesciate per terra insieme a piatti e
tazze rotti e a una lampada in frantumi. Sul pavimento c'erano dei segni di bruciatura, oltre a una
sostanza nera, simile a inchiostro.
Quando Mary si chin per controllare da vicino quelle sbavature oleose, Butch la ferm. Non
avvicinarti.  il sangue di un lesser.
Mary chiuse gli occhi. Quei cosi del parco avevano preso Bella.
La camera da letto di Bella  nel seminterrato? chiese Butch.
Cos mi ha detto lei.
Corsero gi di sotto e trovarono la porta della camera da letto spalancata. Qualcuno aveva
rovistato nei cassetti del com e sembrava che avessero portato via degli indumenti. Il che non aveva
molto senso.
Butch prese il cellulare mentre tornavano in cucina.
V? C' stata un'effrazione. A casa di Bella. Guard le macchie nere su una sedia spaccata.
Credo sia stata catturata dailesser.
Mentre si infilava un paio di pantaloni di pelle, Rhage teneva fermo il cellulare tra spalla e
orecchio. Sbirro? Fammi parlare con Mary.
Ci fu come un rumore di passi strascicati, poi sent: Pronto? Rhage?.
Ehil, donna, tutto okay?
Sto bene rispose Mary. La voce le tremava, ma che sollievo sentirla.
Sto venendo a prenderti disse lui afferrando il fodero mentre infilava i piedi negli stivali. Il
sole sta tramontando proprio in questo momento, quindi sar l in men che non si dica.
La voleva a casa e al sicuro. Poi lui e i fratelli si sarebbero messi sulle tracce di quelle carogne.
Rhage... Oh, Dio, Rhage, che cosa le faranno?
Non lo so. Era una bugia. Sapeva esattamente quello che stavano facendo a Bella. Ascolta,
mi rendo conto che sei preoccupata per lei, ma in questo momento ho bisogno che ti concentri su te
stessa. Voglio che resti appiccicata a Butch come un francobollo, intesi? Sistem i pugnali nel fodero.
Dall'altra parte, silenzio. Mary? Hai sentito quello che ho detto? Pensa a te stessa. Stai vicina a
Butch.
Sono qui accanto a lui.
Bene. Continua cos. E non preoccuparti, in un modo o nell'altro riporteremo a casa Bella. Ti
amo. Chiuse la telefonata e si tir sulle spalle il pesante trench di pelle.
Nella fretta di uscire, and a sbattere contro Phury. Era pronto anche lui, vestito di pelle e
armato fino ai denti.
Cosa cazzo succede? chiese Zsadist sopraggiungendo lungo il corridoio. Ho appena ricevuto
un messaggio di V. Parlava di una femmina, era tutto agitato...
Bella  stata rapita dai lesser disse Rhage controllando la Glock.
Un soffio d'aria gelida si lev da Z come una raffica di vento. Cos'hai detto?
Rhage si accigli. Bella. L'amica di Mary.
Quando?
Non lo so. Butch e Mary sono a casa sua...
Ma Zsadist era gi sparito.
Rhage e Phury lo seguirono a ruota, smaterializzandosi. Poi tutti e tre salirono di corsa i gradini
d'ingresso della fattoria di Bella.
Mary era in cucina vicino a Butch, intento a controllare qualcosa sul pavimento. Rhage si
precipit da lei e l'abbracci.
Adesso ti porto a casa le mormor tra i capelli.
La Mercedes  parcheggiata davanti a casa sua lo inform Butch smettendo di esaminare le
macchie nere e lanciando a Rhage un mazzo di chiavi.
Phury imprec raddrizzando una sedia. Che cosa abbiamo?
Il poliziotto scroll la testa. Sulla base di queste tracce bruciacchiate che conducono fino alla
porta, penso che fosse viva quando l'hanno portata via. La scia di sangue lasciata da Bella si 
incenerita quando  stata colpita dal sole...
Butch s'interruppe di colpo. L'ultima cosa di cui Mary aveva bisogno era sentire quei dettagli
raccapriccianti. Ma Rhage si era gi avviato verso l'uscita insieme a lei.
Lo sbirro riprese a parlare. E poi a quelli lei non servirebbe, da morta... Zsadist? Tutto okay,
amico?
Mentre gli passava accanto, Rhage lanci al fratello un'occhiata da sopra la spalla.
Fremente di rabbia, il volto contratto da spasmi lungo la cicatrice sotto l'occhio sinistro, Zsadist
sembrava sul punto di esplodere. Anche se era difficile credere che la cattura di una femmina potesse
minimamente interessarlo.
Rhage si ferm. Cosa c', Z?
Il vampiro si volt dall'altra parte, quasi non volesse farsi vedere, poi si avvicin alla finestra
che aveva di fronte e, con un ringhio soffocato, si smaterializz.
Rhage guard fuori, ma l'unica cosa che vide fu la casa di Mary, in fondo al campo.
Andiamo le disse. Ti voglio fuori di qui.
Mary annu e lui l'afferr per il braccio. Non dissero nulla mentre attraversavano il campo a
passo svelto.
Avevano appena messo piede in giardino, quando si ud un fragore di vetri infranti.
Qualcosa - qualcuno - era volato fuori dalla casa di Mary. Attraverso la vetrata.
Quando il corpo atterr sul terrazzo, Zsadist balz fuori dal vetro sfondato sfoderando le zanne,
la faccia una maschera d'odio. Il vampiro si avvent contro il lesser afferrandolo per i capelli e
sollevandolo per met da terra.
Dov' lei? ringhi. Vedendo che il lesser non rispondeva, Zsadist cambi presa
agguantandolo con forza per la spalla attraverso il giubbotto di pelle. L'assassino ulul di dolore.
Rhage non si ferm a guardare lo spettacolo. Corse verso il lato della casa, ma incapp in altri
due lesser. Allora spinse Mary dietro di s facendole scudo con il proprio corpo, e impugn la pistola.
Era gi pronto a sparare, quando alla sua destra risuonarono degli schiocchi soffocati. Le pallottole gli
sfiorarono l'orecchio con un sibilo, rimbalzando contro la casa con un suono secco e metallico e
colpendolo al braccio e alla coscia e...
Non era mai stato cos contento di far emergere la bestia. Si gett nella mischia con un ruggito,
abbracciando con entusiasmo la metamorfosi, dando il benvenuto alla vampata di calore e
all'esplosione dei muscoli e delle ossa.
Da Rhage si sprigion un'ondata di energia che catapult Mary contro la casa, mandandola a
sbattere con la testa sulle assi del rivestimento esterno. Poi lei scivol a terra, vagamente consapevole
della gigantesca presenza che prendeva il posto di Rhage.
Si udirono altri spari, delle grida, un ruggito assordante. Strisciando per terra, Mary and a
nascondersi dietro un cespuglio di ginepro, proprio mentre qualcuno accendeva le luci esterne.
Misericordia divina.
Il tatuaggio aveva preso vita: una creatura simile a un drago, coperta di scaglie iridescenti
violacee e verdognole, con lunghi artigli gialli e una selvaggia criniera nera, agitava la coda irta di
aculei.
Non riusciva a vederla in faccia, ma i versi che emetteva erano terrificanti.
E in un batter d'occhio la bestia assassina fece strage dei lesser.
Mary si copr la testa con le braccia, incapace di guardare. Sperava forse che la bestia non si
accorgesse di lei, oppure, in caso contrario, che si ricordasse chi era.
Ancora ruggiti. Un altro grido. Un rumore spaventoso di ossa triturate, di fauci che
sgranocchiavano.
Dal retro della casa provenne una raffica di spari.
Zsadist! Basta! Ci servono vivi! url qualcuno.
Lo scontro sembrava non finire mai, ma forse era durato cinque, dieci minuti. Poi si sent solo
un rumore di respiri. Due inspirazioni seguite da una lenta espirazione.
Mary guard in su. La bestia incombeva sopra il cespuglio dietro il quale si era nascosta, gli
occhi bianchi puntati su di lei, il muso enorme, la dentatura degna di uno squalo, la criniera che
ricadeva sopra l'ampia fronte. Il petto grondante del sangue nero dei lesser.
Dov' la ragazza? Dov' Mary? La voce di Vishous le giunse da dietro l'angolo. Mary? Oh...
merda.
La bestia volt la testa di scatto e Vishous e Zsadist si fermarono di colpo.
La distraggo io disse Zsadist. Tu portala via.
La bestia si volt verso i due vampiri in posizione di attacco, artigli sfoderati, testa protesa in
avanti, coda che frustava lentamente l'aria. I muscoli delle zampe posteriori fremevano.
Zsadist riprese ad avanzare mentre Vishous si spostava verso il nascondiglio di Mary.
La bestia ringhi chiudendo di scatto le fauci.
Zsadist imprec nella sua direzione. Forza, cosa pensi di potermi fare che non sia gi stato
fatto?
Mary scatt in piedi. Zsadist! No!
La sua voce paralizz tutti come in un tableau vivant: Zsadist che avanzava; la bestia che si
preparava a spiccare il balzo; Vishous che si avvicinava con cautela. Tutti e tre la guardarono per una
frazione di secondo. Poi ripresero a studiarsi a vicenda, tornando in rotta collisione.
Volete levarvi dai piedi, voi due? sibil Mary. Altrimenti qualcuno si far male. Lo state
solo facendo inferocire!
Mary, dobbiamo assolutamente portarti via di qui. Era stato Vishous a parlare. Con il tipico
tono irritante e ragionevole che gli uomini tirano fuori tutte le volte che c' un incidente stradale, pens
lei.
A me non far del male, ma sta per sbranare voi due. State indietro!
Nessuno le dava retta.
Ti prego, Dio, salvami dagli eroi bofonchi Mary. State indietro, cazzo!
Finalmente riusc ad attirare la loro attenzione. I due vampiri si bloccarono e la bestia si volt a
guardarla da sopra la spalla.
Ehi, ciao mormor lei sbucando da dietro il cespuglio. Sono io. Mary.
Il drago scroll la grossa testa su e gi, come un cavallo, facendo risplendere la criniera corvina.
Il corpo mastodontico ondeggi leggermente verso la ragazza.
La bestia era bella, pens Mary. Bella come poteva esserlo un cobra. Il suo aspetto mostruoso
era eclissato dai movimenti agili e aggraziati e da un'intelligenza predatrice che meritava rispetto.
Sei proprio enorme, sai? Teneva la voce bassa mentre si avvicinava lentamente, ricordando
quanto Rhage adorasse sentirla parlare. E hai fatto un ottimo lavoro proteggendomi da quei lesser.
Grazie.
Ormai era vicinissima. La bestia spalanc le fauci lanciando un richiamo al cielo, senza mai
perderla d'occhio. Poi, all'improvviso, abbass la grossa testa, quasi a cercare un contatto con Mary.
Lei allung un braccio e accarezz le scaglie lisce, sentendo tutta la potenza di quel collo, di quelle
spalle.
Da vicino fai proprio spavento, senza scherzi. Per  bello accarezzarti. Non pensavo avessi la
pelle cos morbida e calda.
Quegli occhi bianchi guizzarono verso sinistra, socchiudendosi, e le labbra si arricciarono in un
ringhio.
Ditemi che non si sta avvicinando nessuno disse Mary senza cambiare tono e senza voltarsi,
gli occhi fissi sul muso gigantesco.
Butch, stai indietro, amico farfugli Vishous. Mary gli sta parlando per cercare di
calmarlo.
La bestia emise un ringhio gutturale.
Non farci caso continu Mary. Loro non ci faranno niente. E poi, non ne hai ancora avuto
abbastanza per stasera?
La creatura trasse un grosso sospiro.
Gi, sei distrutto mormor Mary accarezzando il drago sotto la criniera. I muscoli poderosi
sembravano enormi funi sottopelle. Forza bruta allo stato puro.
La bestia guard un'altra volta i vampiri.
No, non dobbiamo preoccuparci di loro. Tu stai qui con me e...
Senza preavviso, la bestia si volt sbattendola a terra con un colpo di coda. Poi balz per aria
sfondando una finestra con la parte superiore del corpo. Unlesser venne trascinato fuori nella notte e il
ruggito oltraggiato della creatura s'interruppe solo quando la bestia prese tra le fauci la sua preda.
Mary si raggomitol su se stessa per proteggersi dagli aculei della coda. Si tapp le orecchie e
chiuse gli occhi.
Qualche istante dopo, sent un colpetto alla spalla. La bestia la stava spingendo con il muso.
Si raddrizz e la guard negli occhi bianchi. Sto bene. Ma dobbiamo lavorare un po' sulle tue
buone maniere a tavola.
La bestia fece le fusa allungandosi per terra vicino a lei, la testa poggiata tra le due zampe
anteriori. Ci fu un lampo di luce accecante e poi, nella stessa posizione, comparve Rhage. Coperto di
sangue nero e tremante.
Mary si lev il cappotto mentre gli altri la raggiungevano di corsa; tutti e tre si tolsero i
giubbotti e li stesero sopra Rhage.
Mary? gracchi lui.
Sono qui. Stiamo tutti bene. Voi due mi avete salvata.
CAPITOLO 47
Butch non ci avrebbe mai creduto se non lo avesse visto con i propri occhi: Mary aveva
trasformato la bestia sanguinaria in un animale da compagnia.
Quella donna s che ci sapeva fare. E aveva fegato. Dopo aver visto quel mostro orrendo
divorare i lesser, gli si era piazzata davanti e l'aveva toccato, addirittura. Lui non avrebbe avuto di certo
gli attributi per farlo.
Mary alz lo sguardo da Rhage. Qualcuno mi aiuta a portarlo in macchina?
Butch lo prese per le gambe, Vishous e Zsadist afferrarono un braccio ciascuno. Lo
trasportarono fino alla Mercedes, caricandolo a fatica sul sedile posteriore.
Vi accompagno a casa io si offr Vishous avvicinandosi al lato del guidatore. Sar indietro
tra una ventina di minuti, sbirro.
Fai attenzione mormor Butch. Quando si volt, Phury e Tohr lo guardavano con
un'aspettativa a cui era abituato. E lui, senza nemmeno accorgersene, scivol nel suo antico ruolo di
detective. Prese in pugno la situazione. Vi dir quello che so fino a questo momento... cominci,
guidandoli sul retro della casa di Mary e indicando una scia di macchie nere sul terreno. Vedete questi
segni di bruciature per terra? Bella  stata catturata dal lesser e trascinata attraverso il campo da casa
sua fino a qui. Sanguinava, e quando  sorto il sole la scia di sangue si  incenerita lasciando questi
segni a terra. Ma perch il lesser l'ha dovuta portare fin qui trascinandola per tutto il campo? Credo che
in realt cercasse Mary, e per qualche motivo  incappato in Bella, da questo lato della propriet. Bella
 scappata verso casa sua e lui  stato costretto a riportarla indietro, probabilmente perch aveva
lasciato la macchina qui. Seguitemi, ragazzi.
Fece il giro della casa diretto verso la strada, dove c'era una Ford Explorer parcheggiata sul
marciapiede.
Bella per loro  stata un colpo di fortuna inaspettato, e stanotte sono tornati per completare il
lavoro e catturare Mary. Phury, voglio che controlli le targhe di quest'auto, okay? Butch guard il
cielo. Cominciava a cadere un leggero nevischio. Con questo tempo sar difficile preservare l'integrit
delle scene esterne, anche se ormai credo che gli esterni ci abbiano detto tutto quello che c'era da
sapere. Fatemi dare un'occhiata al SUV mentre voi due vi sbarazzate dei cadaveri dei lesser.  inutile
dirvi di prendere tutto quello che potete... portafogli, BlackBerry, cellulari... e datelo a V, quando torna,
in modo che possa portarlo alla Tana. E non entrate in nessuna delle due case finch non avr
esaminato le scene del crimine.
I fratelli si misero all'opera e Butch setacci l'Explorer da cima a fondo. Il tempo di finire e i
vampiri avevano gi disintegrato i lesser.
Il SUV  lustro come uno specchio, ma  registrato a nome di un certo Ustead disse Butch
porgendo il libretto di circolazione a Phury. Molto probabilmente una falsa identit. In ogni caso, uno
di voi due potrebbe dare una controllata a questo indirizzo? Io, intanto, torno alla fattoria di Bella.
Tohr guard l'ora. Passeremo a controllare la casa di questo Ustead prima di andare in
perlustrazione in cerca dei civili dispersi. A meno che non ti serva aiuto.
No,  meglio se faccio da solo.
Non ti andrebbe un po' di copertura, sbirro? lo incalz Tohr. I lesser potrebbero rifarsi vivi.
Quando i bastardi che abbiamo eliminato non risponderanno all'appello, qualcuno dei loro amichetti
potrebbe tornare a dare un'occhiatina.
Posso cavarmela anche da solo replic Butch tirando fuori la pistola. Per vedo che ho
svuotato il caricatore. Me ne prestate uno?
Phury gli allung una Beretta. Prendi questa.  carica.
E Tohr non volle andarsene finch Butch non accett anche una delle sue Glock.
Con una pistola nella fondina e l'altra in mano, l'ex sbirro attravers il campo di corsa. Era in
perfetta forma fisica e arriv in un batter d'occhio, e quasi senza sudare. Mentre correva la sua mente
lucida, tagliente come l'aria notturna, rimuginava sull'accaduto, passando in rassegna le cose da fare e
le ipotesi su dove potevano avere portato Bella.
Giunto sul retro della fattoria, not che all'interno si muoveva qualcosa. Si appiatt contro il
muro vicino alla portafinestra rotta e tolse la sicura alla Beretta. Dalla cucina giunse un rumore di vetri
calpestati, simile ai pop-corn che scoppiettano sul fuoco. Qualcuno stava girando per la stanza.
Qualcuno grande e grosso.
Butch attese che l'intruso si avvicinasse, poi balz sulla soglia puntando la pistola ad altezza
d'uomo.
Sono io, sbirro bofonchi Zsadist.
Butch alz la canna dell'arma verso il soffitto. Cristo, potevo spararti.
Incurante del fatto di non essere stato sforacchiato per un pelo, il vampiro si chin a frugare con
la punta delle dita tra i cocci di alcuni piatti.
Butch si tolse il cappotto e si arrotol le maniche della camicia. Non voleva chiedere a Z di
andarsene. Non c'era motivo di mettersi a litigare con lui, e poi si stava comportando in modo alquanto
strano, come se fosse in uno stato di torpore. La calma assoluta che mostrava era parecchio inquietante.
Zsadist raccolse qualcosa dal pavimento.
Che cos'? chiese Butch.
Niente.
Cerca di non contaminare la scena, okay?
Butch si guard intorno imprecando tra s. Voleva Jos, il suo vecchio partner di quand'era
nella polizia. Voleva tutta la squadra Omicidi. Voleva i ragazzi della Scientifica, gi al laboratorio.
Si concesse un paio di secondi della frustrazione pi nera, poi si mise al lavoro. Cominciando
dalla portafinestra sfondata, era pronto a passare al setaccio ogni centimetro di quella casa, a costo di
starsene l fino all'alba.
Mary and in bagno a prendere qualche altra compressa di Alka-Seltzer. Sdraiato sul letto,
Rhage respirava lentamente, pallido come un morto.
Dopo aver bevuto il digestivo, la fiss teso in volto, lo sguardo cauto, preoccupato.
Mary... vorrei tanto che non avessi assistito a quello spettacolo.
Shh. Adesso riposati un po', okay? Ci sar tempo per parlare.
Si spogli e s'infil nel letto accanto a lui. Non appena fu sotto le lenzuola, Rhage le si
raggomitol addosso, il suo enorme corpo come una coperta vivente.
Stare l sdraiata vicino a lui, sana e salva e al sicuro, le fece venire in mente Bella. Con un senso
di oppressione al petto, strinse gli occhi con forza. Se credeva in Dio almeno un po', quello era il
momento di pregare. Invece si limit a sperare con tutto il cuore che l'amica fosse salva.
Alla fine arriv il sonno. Che dur qualche ora, fino a quando Rhage lanci un urlo lacerante.
Mary! Mary, scappa! grid, agitando convulsamente le braccia. Con un balzo lei gli piomb
addosso, sopra il petto, tenendolo gi, parlandogli. Vedendo che continuava ad agitare le mani, le
afferr e se le port al viso.
Io sto bene. Sono qui.
Oh, Dio ti ringrazio... Mary. Le accarezz le guance. Non ci vedo molto bene.
Mary guard i suoi occhi velati.
Quanto ci metti a riprenderti? chiese.
Un giorno o due. Rhage si accigli, poi allung le gambe. Per la verit, non mi sento rigido
come al solito. Lo stomaco  sottosopra, ma i dolori non sono per niente terribili. Dopo che mi
trasformo...
S'interruppe di colpo, serrando la mascella. Poi allent la stretta su di lei; non voleva farla
sentire in trappola.
Non preoccuparti mormor Mary. Non mi fai paura, anche se adesso conosco quello che c'
dentro di te.
Accidenti, Mary... non avrei mai voluto che lo vedessi ripet lui scrollando la testa.  cos
spaventoso. Tutta questa storia  spaventosa.
Non ne sono tanto sicura. Mi sono avvicinata, sai, alla bestia. Eravamo vicine come lo siamo
noi due adesso.
Rhage chiuse gli occhi. Merda, Mary, non avresti dovuto.
Gi, be', o lo facevo oppure lei si sarebbe pappata V e Zsadist. Letteralmente. Ma non
preoccuparti, la tua bestia e io andiamo d'amore e d'accordo.
Non farlo mai pi.
Scordatelo. Tu non puoi controllarla e i fratelli non sono in grado di gestirla. Con me, invece, 
diverso. Mi ascolta. Che ti piaccia o no, voi due avete bisogno di me.
Ma non ... orrenda.?
No. Non per me. Gli schiocc un bacio sul petto.  terrificante, fortissima, incute timore e
soggezione. E se mai qualcuno cercasse di farmi del male, quella creatura spazzerebbe via un intero
quartiere. Come pu una ragazza non restarne affascinata? E poi, dopo aver visto in azione quei lesser,
sono contenta che ci sia. Mi sento al sicuro. Tra te e il drago, non devo pi preoccuparmi.
Lo guard sorridendo e vide che batteva freneticamente le palpebre.
Oh, Rhage... va tutto bene. Non essere...
Credevo che se avessi saputo com'era disse lui con voce strozzata non avresti pi avuto il
coraggio di guardarmi. Ti saresti ricordata solo di quel mostro orribile.
Mary lo baci, asciugandogli una lacrima dal viso. La bestia  una parte di te, ma tu sei molto
di pi. Lei non esaurisce tutto quello che sei e che vali. E io ti amo. Con o senza di lei.
Rhage la attir a s e le pos la testa sul collo. Mary lo sent sospirare profondamente e chiese:
Ce l'hai dentro da quando sei nato?.
No.  un castigo.
Per cosa?
Ho ucciso un uccello.
Un tantino esagerata, come punizione, pens lei.
Rhage le accarezz i capelli. Ho fatto molto di peggio, ma uccidere quell'uccello  stata la
goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Non ti va di raccontarmelo?
Lui rimase a lungo in silenzio. Da giovane, subito dopo la transizione, ero... incontrollabile.
Avevo tutta questa energia, tutta questa forza, e le usavo in modo stupido. Non ero malvagio, solo...
sciocco. Ero sempre l a mettermi in mostra e ad attaccare briga. E poi, ehm... andavo a letto con
un'infinit di femmine, femmine che non avrei dovuto toccare perch erano le shellan di altri maschi.
Non lo facevo per far arrabbiare i loro hellren, prendevo solo quello che loro avevano da offrire.
Prendevo... tutto quello che mi veniva offerto. Bevevo, fumavo oppio, mi sono anche dato al laudano...
Sono contento che tu non mi abbia conosciuto allora.
And avanti cos per venti, trent'anni. Ero un disastro in attesa di un'ancora di salvezza e, come
prevedibile, conobbi una femmina. Io la volevo, ma lei faceva la ritrosa, e pi mi stuzzicava pi io ero
deciso ad averla. Si arrese solo quando fui chiamato a far parte della confraternita. Le armi la
mandavano su di giri. I guerrieri le facevano perdere la testa. Voleva stare solo con i fratelli. Una notte
la portai nel bosco e le mostrai i miei pugnali e le mie pistole. Lei si mise a giocare con il mio fucile.
Ricordo ancora quando glielo vidi tra le mani: era uno di quei fucili a pietra focaia che si usavano agli
inizi dell'Ottocento.
Agli inizi dell'Ottocento? Santo Dio, ma quanti anni aveva?
Comunque sia, part un colpo per sbaglio e io sentii un tonfo. Qualcosa era caduto per terra.
Era un barbagianni, uno di quei bei barbagianni bianchi. Mi sembra ancora di vedere la macchia rossa
che si form quando il sangue cominci a colare sulle piume. Quando raccolsi l'uccello e sentii com'era
leggero tra le mie mani, mi resi conto che la disattenzione e la trascuratezza sono una forma di crudelt.
Vedi, io mi ero sempre detto che, visto che non avevo cattive intenzioni, qualunque cosa accadesse non
era colpa mia. In quel momento capii di avere torto. Se non avessi dato il mio fucile a quella femmina,
l'uccello non sarebbe rimasto ferito. Ero responsabile della sua morte, anche se non ero stato io a
premere il grilletto.
Si schiar la gola. Paragonato a me, quel barbagianni era una creatura cos innocente, cos
piccola e fragile, mentre moriva dissanguata. Io mi sentivo... ero distrutto e stavo pensando a dove
seppellirlo quando la Vergine Scriba venne da me. Era livida. Livida. Tanto per cominciare, lei adora
gli uccelli, e poi il barbagianni  il suo simbolo sacro; ma naturalmente la morte era solo una parte del
problema. Mi tolse di mano il cadaverino e lo resuscit soffiandogli dentro la vita e liberandolo nel
cielo notturno. Il sollievo che provai nel vederlo volare via fu enorme. Ebbi la sensazione di poter
ripartire da zero, come se sopra tutto quanto fosse stata messa una pietra. Ero libero, purificato. Ma poi
la Vergine Scriba si volt verso di me. Mi colp con una maledizione e, da allora, ogni volta che perdo
il controllo salta fuori la bestia. In un certo senso  proprio la punizione pi giusta. Mi ha insegnato a
dosare le mie energie, a regolare i miei sbalzi d'umore. Mi ha insegnato a valutare le conseguenze delle
mie azioni. Mi ha aiutato a comprendere la forza del mio corpo.
Rhage fece una risatina stentata. La Vergine Scriba mi odia, per mi ha fatto un immenso
favore. A ogni modo... questa  la ragione spaventosa che sta dietro tutto quanto. Ho ucciso un uccello
e mi sono beccato la bestia. Semplice e complicato al tempo stesso, non ti pare?
Inspir a fondo, dilatando il petto. Mary sentiva con chiarezza il suo rimorso, come se fosse
stato il proprio.
Hai proprio ragione mormor accarezzandogli una spalla.
La bella notizia  che tra una novantina d'anni abbondante sar finita. Rhage aggrott la
fronte, quasi riflettendo su quella prospettiva. La bestia non ci sar pi.
Buffo, sembrava preoccupato.
Ti mancher, vero? disse Mary.
No. No, io... sar un sollievo. Davvero.
Ma il suo volto rimase accigliato.
CAPITOLO 48
Intorno alle nove del mattino seguente, ancora a letto, Rhage si stiracchi, sorpreso di sentirsi di
nuovo in forma. Era la prima volta che si riprendeva cos in fretta, e aveva la sensazione che fosse
perch non si era opposto alla metamorfosi. Forse il trucco era proprio questo: accettarla e basta.
Mary usc dal bagno con un mucchio di asciugamani sporchi tra le braccia e and alla cabina
armadio per buttarli nello scivolo che sbucava in lavanderia. Aveva l'aria stanca, tirata. Pi che logico,
visto che avevano passato gran parte della mattinata a parlare di Bella; e anche se lui aveva fatto del
suo meglio per rassicurarla, entrambi sapevano che la situazione era grave.
E poi aveva un altro motivo per essere preoccupata.
Voglio venire dal dottore con te, oggi disse Rhage.
Lei torn in camera da letto. Allora sei sveglio.
S. E voglio venire con te.
Mary si avvicin al letto; aveva l'espressione tesa che le veniva sempre quando stavano per
litigare.
Rhage si affrett ad anticipare l'obiezione pi ovvia. Sposta l'appuntamento a pi tardi, nel
pomeriggio. Ormai il sole tramonta prima delle cinque e mezzo.
Rhage...
L'ansia gli indur la voce. Fallo.
Lei si mise le mani sui fianchi. Non mi piace che mi comandi a bacchetta.
Scusa, riformulo la richiesta: sposta l'appuntamento, per favore disse, senza peraltro
alleggerire minimamente il tono. Al momento di ricevere la notizia, qualunque essa fosse, voleva starle
accanto.
Mary prese il telefono, imprecando sottovoce. Quando riattacc, sembrava sorpresa. Ehm, la
dottoressa Della Croce mi... ci ricever. .. stasera alle sei.
Bene. E scusa se sono stato brusco.  solo che voglio essere l con te, quando te lo diranno. Ho
bisogno di sentirmi quanto pi possibile parte di questa cosa.
Lei si chin a raccogliere una camicia dal pavimento, scuotendo la testa. Sei il gradasso pi
dolce che abbia mai conosciuto.
Mentre la guardava muoversi, Rhage si accorse che si stava eccitando.
Dentro di lui anche la bestia si agitava, ma comunicandogli uno strano senso di calma. Non era
un'esplosione di energia, soltanto un fuoco lento, come se la creatura si accontentasse di condividere il
suo corpo senza volerlo sopraffare. Una comunione, non un dominio.
Forse perch la bestia sapeva che l'unico modo per stare con Mary passava attraverso il corpo di
Rhage.
Mary, intanto, continuava a gironzolare per la stanza, rimettendo in ordine. Cosa guardi?
Te.
Lei si tir indietro i capelli ridendo. Allora ti  tornata la vista.
Fra le altre cose. Vieni qui, ho voglia di baciarti.
Ah,  cos. Cerchi di farti perdonare i modi da bullo tentandomi con il tuo corpo.
Sono pronto a usare tutte le armi a mia disposizione.
Gett via lenzuola e piumone e si pass una mano sul petto scendendo verso il basso. Sempre
pi gi. Mary sgran gli occhi vedendo che prendeva in mano la pesante erezione. Quando cominci ad
accarezzarsi, l'odore dell'eccitazione di lei satur la stanza come il profumo di un mazzo di fiori.
Vieni qui, Mary disse Rhage dimenando i fianchi. Non sono sicuro di farlo bene.  molto
meglio quando sei tu a toccarmi.
Sei proprio incorreggibile.
Sono solo in cerca di istruzioni.
Come se ne avessi bisogno ribatt lei togliendosi il maglione.
Fecero l'amore senza fretta e fu meraviglioso. Ma quando, dopo,
Rhage la tenne stretta fra le braccia, non riusc ad addormentarsi. E nemmeno lei.
Quando presero l'ascensore per salire al sesto piano dell'ospedale, Mary cerc di respirare
normalmente. Il Saint Francis era pi tranquillo di sera, ma ancora pieno di gente.
L'impiegata all'accettazione li fece entrare e poi se ne and, infilandosi un cappotto rosso
ciliegia mentre chiudeva a chiave la porta dietro di s. Cinque minuti dopo la dottoressa Della Croce
fece il suo ingresso in sala d'attesa.
Alla vista di Rhage, riusc quasi a dissimulare la propria sorpresa. Pur essendo in abiti civili,
pantaloni e dolcevita nero lavorato ai ferri, quel trench di pelle che cadeva in modo impeccabile dalle
sue spalle da gigante era qualcosa...
E poi, be', Rhage era... Rhage. Scandalosamente bello.
La dottoressa sorrise. Ehm, ciao, Mary, ti spiace venire nel mio studio? O volete venire tutti e
due?
Tutti e due disse Mary. Lui  Rhage. Il mio...
Compagno scand lui a voce alta.
La dottoressa Della Croce inarc le sopracciglia di scatto e Mary non riusc a trattenere un
sorriso malgrado la tensione che aveva in corpo.
Il terzetto si avvi lungo il corridoio, oltrepass le porte delle sale visita, le bilance nei piccoli
spar e le postazioni informatiche. Lungo la strada nessuno parl. Niente chiacchiere futili sul tempo o
sull'approssimarsi delle vacanze. La dottoressa sapeva bene che Mary detestava quel genere di
conversazioni.
Era una cosa che anche Rhage aveva imparato sin dal loro primo appuntamento, da TGI
Friday's.
Sembravano passati secoli, pens Mary. Chi l'avrebbe mai detto che sarebbero finiti insieme l,
all'ospedale?
Lo studio della dottoressa Della Croce era ingombro di ordinate pile di carte, cartellette e libri.
Diplomi della Smith e di Harvard erano appesi alle pareti, ma la cosa che Mary aveva sempre trovato
pi rassicurante era la fila di rigogliose violette africane sul davanzale della finestra.
Mary e Rhage si accomodarono, mentre la dottoressa prendeva posto dietro la scrivania.
Prima ancora che la donna si fosse seduta, Mary disse: Allora, cosa pensate di farmi? Sar una
terapia pesante?.
La dottoressa Della Croce alz gli occhi al di sopra delle cartelle cliniche, delle penne, delle
pinze fermacarte e del telefono sulla scrivania.
Ho parlato con i miei colleghi e con altri due specialisti. Abbiamo riesaminato le tue cartelle e
i referti degli esami di ieri.,.
Non avevo dubbi in proposito. Adesso per mi dica qual  la situazione.
La dottoressa si tolse gli occhiali e inspir a fondo. Penso che dovresti sistemare le tue cose,
Mary. Non c' niente che possiamo fare per te.
Alle quattro e mezzo del mattino Rhage usc dall'ospedale tutto scombussolato. Non si sarebbe
mai aspettato di tornare a casa senza Mary.
L'avevano ricoverata per una trasfusione di sangue e perch, evidentemente, quelle
febbriciattole notturne e il senso di spossatezza erano anch'esse collegate ai primi sintomi di
pancreatite. Se la situazione fosse migliorata l'avrebbero dimessa la mattina seguente, ma nessuno
poteva garantire nulla.
Il tumore era molto aggressivo, la sua presenza si era moltiplicata anche nel breve periodo
intercorso fra l'ultimo controllo trimestrale, una settimana addietro, e l'ultimo esame del sangue, il
giorno prima. La dottoressa Della Croce e gli altri specialisti consultati concordavano: a causa dei
trattamenti che Mary aveva gi subito non potevano sottoporla a ulteriori cicli di chemioterapia. Il suo
fegato era distrutto e non era in grado di reggere un carico chimico di quella portata.
Dio santo. Lui era preparato ad affrontare una lotta disperata e una sofferenza enorme,
soprattutto da parte di Mary. Ma non certo la morte. E non cos in fretta.
Era una questione di mesi. Avevano tempo fino alla primavera. Forse fino all'estate.
Rhage si materializz nel cortile della casa principale e si avvi verso la Tana. Non sopportava
l'idea di tornare da solo nella stanza che aveva diviso con Mary. Non ancora.
Fermo davanti alla porta della casa di V e Butch, non buss. Si volt invece a guardare la
facciata del palazzo, ripensando a Mary che dava da mangiare agli uccellini. La rivide l, sui gradini,
con quel sorriso dolcissimo sulle labbra, il sole nei capelli.
Che cosa avrebbe fatto senza di lei?
Ripens alla forza e alla risolutezza del suo sguardo dopo che lo aveva visto bere il sangue di
un'altra femmina. Al modo in cui lo amava pur avendo visto la bestia. Alla sua bellezza tranquilla e
sconvolgente, alla sua risata e ai suoi occhi grigio ferro.
Ma, pi di tutto, ripens alla notte in cui si era precipitata fuori dalla casa di Bella, correndo
come una forsennata, al freddo e scalza, per andare a gettarsi tra le sue braccia e dirgli che non stava
bene... Rivolgendosi finalmente a lui in cerca di aiuto.
Sent qualcosa sulla faccia.
Oh, cazzo. Stava piangendo? Eh, s.
E non gliene importava niente di fare la figura del vampiro dal cuore tenero.
Guard i ciottoli del viale d'accesso e fu colpito dal pensiero assurdo che erano bianchissimi
alla luce dei lampioni. Cos come il muro di cinta decorato a stucco intorno al giardino. E la fontana, l
al centro, chiusa e svuotata per l'inverno...
Rimase impietrito. Poi sgran gli occhi.
Si volt lentamente verso la grande magione signorile, alzando la testa in direzione della
finestra della loro stanza.
Galvanizzato dalla determinazione, corse all'impazzata verso il vestibolo.
Sdraiata nel suo letto d'ospedale, Mary si sforz di sorridere a Butch che se ne stava seduto su
una sedia, nell'angolo, con tanto di cappello e occhiali da sole. Era arrivato non appena Rhage se n'era
andato via, per vegliare su di lei e proteggerla fino al crepuscolo.
Non sei tenuta a essere socievole disse piano Butch, quasi avesse intuito che si stava
sforzando di essere gentile. Fai quello che senti.
Lei annu e guard fuori dalla finestra. La flebo che aveva al braccio non le dava fastidio, non le
faceva male, no, niente del genere. Ma d'altronde era cos inebetita che, se anche le avessero piantato
dei chiodi nelle vene, probabilmente non avrebbe sentito niente.
Questa era proprio la fine. L'inesorabile realt della morte incombeva su di lei. Stavolta non
c'erano vie di scampo. Non c'era pi niente da fare, nessuna battaglia da combattere. La morte non era
pi un concetto astratto, ma un evento molto reale, molto vicino nel tempo.
Non provava nessun senso di pace. Nessuna forma di accettazione. Tutto quello che sentiva
era... rabbia.
Non voleva andarsene. Non voleva lasciare l'uomo che amava. Non voleva rinunciare al
terribile caos della vita.
Basta, fermate tutto, pens. Che qualcuno... fermi tutto questo.
Chiuse gli occhi.
Nel buio pi totale vide il volto di Rhage. Nella sua mente gli tocc la guancia con la mano,
sent il calore della sua pelle e, sotto, la solidit delle ossa. Parole cominciarono a marciare nella sua
testa, provenienti da un luogo che lei non riconobbe, e dirette... da nessuna parte, probabilmente.
Non lasciarmi andare. Non costringermi a lasciarlo. Ti prego...
Dio, lasciami stare qui con lui, permettimi di amarlo ancora un po'. Prometto che non sciuper
questi momenti. Lo terr stretto e non lo abbandoner... Ti prego, Dio. Ferma questa cosa...
Scoppi a piangere quando si accorse che stava pregando, pregando con tutta se stessa, a cuore
aperto, supplicando. Nel bel mezzo della disperazione, mentre invocava qualcosa in cui non credeva
nemmeno, fu assalita da una strana rivelazione.
Allora era per questo che sua madre aveva creduto. Cissy non voleva uscire dal luna park, non
voleva che la giostra smettesse di girare, non voleva lasciare... Mary. L'imminente separazione dai suoi
affetti, pi che la fine della vita, aveva tenuto viva la fede. Era la speranza di avere ancora un po' di
tempo per amare ad averla spinta a stringere in mano croci, a guardare in faccia statue di Madonne e a
lanciare invocazioni verso l'alto.
E perch quelle preghiere si erano rivolte all'alto dei cieli? Be', in fondo era pi che logico, no?
Anche quando non ci sono pi speranze per il corpo, i desideri del cuore trovano una via d'uscita e,
proprio come ogni altra forma di calore, anche l'amore sale verso l'alto. Senza contare che il desiderio
di volare  nella natura dell'anima. Il suo posto dev'essere per forza su, in cielo. E dal cielo giungono
doni, come la pioggia in primavera e la brezza d'estate, il sole in autunno e la neve d'inverno.
Mary apr gli occhi. Batt le palpebre per snebbiarsi la vista e si concentr sul chiarore nascente
dell'alba dietro l'ammasso di edifici della citt. Ti prego... Dio. Lasciami stare qui con lui. Non farmi
andare via.
CAPITOLO 49
Rhage corse in casa, levandosi il trench in fretta e furia mentre attraversava l'atrio di volata e
saliva a precipizio le scale. Giunto in camera, si tolse l'orologio e si cambi, indossando una camicia di
seta e un paio di pantaloni bianchi. Dall'ultimo scaffale dell'armadio tir gi una scatola laccata, and
al centro della stanza e si mise in ginocchio. Apr la scatola, prese una collana di perle nere grosse
come biglie e se la mise al collo.
Si accovacci sui talloni, appoggi le mani sulle cosce con il palmo rivolto all'ins e chiuse gli
occhi.
Fermo in quella posizione, rallent il respiro e si rilass, finch a sostenerlo non furono pi i
muscoli, ma l'ossatura dello scheletro. Svuot la mente meglio che pot e poi rimase in attesa,
implorando di essere visto dall'unica entit forse in grado di salvare Mary.
Le perle si scaldarono a contatto con la pelle.
Quando apr gli occhi si ritrov in un abbagliante cortile di marmo bianco. La fontana
funzionava magnificamente, l'acqua scintillava zampillando verso l'alto per poi ricadere nella vasca. In
un angolo c'era un albero bianco coperto di fiori bianchi; gli uccelli canterini che cinguettavano sui
rami erano le uniche macchie di colore del luogo.
A cosa debbo questo piacere? disse la Vergine Scriba alle sue spalle. Non sarai venuto per
la tua bestia. Per quello manca ancora un po' di tempo, se non ricordo male.
In ginocchio, a capo chino, Rhage rimase ammutolito. Si accorse di non sapere da dove
cominciare.
Che silenzio mormor la Vergine Scriba. Insolito, per te.
Voglio scegliere le parole con cura.
Saggio, guerriero. Molto saggio. Visto il motivo per cui sei qui.
Lo sapete gi?
Niente domande sbott lei. In verit, comincio a essere stufa di doverlo rammentare in
continuazione ai membri della confraternita. Forse, al tuo ritorno, vorrai avere la compiacenza di
ricordare l'etichetta anche agli altri.
Le mie scuse.
L'orlo della tunica nera entr nel suo campo visivo. Alza la testa, guerriero. Guardami.
Rhage inspir a fondo e obbed.
Stai soffrendo molto disse piano lei. Sento il fardello che ti opprime.
Il mio cuore sanguina.
Per quella tua femmina umana.
Lui annu. Vorrei chiedervi di salvarla, se la cosa non vi offende.
La Vergine Scriba si volse dall'altra parte. Poi, fluttuando leggera sopra il pavimento di marmo,
fece un lento giro del cortile.
Rhage non aveva idea di cosa stesse pensando o se stesse anche solo considerando quello che le
aveva chiesto. Per quel che ne sapeva, forse stava facendo solo un po' di esercizio. O forse se ne stava
andando via.
Questo non lo farei mai, guerriero disse lei leggendogli nel pensiero. A dispetto delle
differenze tra noi due, non ti abbandonerei mai in quel modo. Dimmi una cosa: se salvare la tua
femmina significasse non liberarti mai pi della bestia? Se farla vivere significasse sopportare la tua
maledizione fino al momento di andare nel Fado?
Sarei felice di tenere la bestia dentro di me.
Ma tu la odi.
Per amo Mary.
Bene, bene. Questo mi pare evidente.
Nel cuore di Rhage si accese un barlume di speranza. Era tentato di chiedere se avevano
concluso un accordo, se adesso Mary poteva vivere, ma non voleva rischiare di compromettere la
trattativa facendo infuriare la Vergine Scriba con un'altra domanda.
Lei gli si avvicin leggera. Sei cambiato molto dall'ultima volta che ci siamo visti a tu per tu,
in quel bosco. Credo che questo sia il tuo primo gesto altruistico.
Rhage espir, inebriato da un dolce senso di sollievo. Non c' nulla che non farei per Mary,
nulla che non sarei disposto a sacrificare.
Buon per te, in un certo senso mormor la Vergine Scriba. Perch, oltre a tenere la bestia
dentro di te, esigo che rinunci alla tua Mary.
Rhage trasal, convinto di aver sentito male.
S, guerriero. Hai capito perfettamente.
Un brivido mortale lo trafisse, togliendogli il respiro.
Ecco ci che ti offro disse la Vergine Scriba. Posso sottrarla al continuum del suo fato,
risanandola completamente. Non invecchier, non si ammaler mai e sar lei a decidere quando andare
nel Fado. Le dar anche la possibilit di accettare questo dono oppure no. Tuttavia, quando le
presenter la proposta, lei non sapr nulla di te e, che acconsenta o no, tu e il tuo mondo le sarete per
sempre sconosciuti. Allo stesso modo anche lei sar sconosciuta a tutti coloro che ha incontrato nel tuo
mondo, lesser compresi. Tu sarai l'unico a ricordarsi di lei. E, se mai l'avvicinerai, lei morir.
Immediatamente.
Rhage barcoll e cadde in avanti, atterrando sulle mani. Solo dopo parecchi minuti trov la
forza di dire qualcosa.
Allora  vero che mi odiate.
Sent una leggera scossa elettrica e cap che la Vergine Scriba gli aveva toccato la spalla.
No, guerriero. Io ti voglio bene, bambino mio. Il castigo della bestia ti  servito da
insegnamento. Dovevi imparare a dominarti, a conoscere i tuoi limiti, a concentrarti sulla tua
interiorit.
Rhage alz gli occhi su di lei senza pi curarsi di quello che la Vergine Scriba ci avrebbe visto:
odio, dolore, l'impulso di inveire, di abbandonarsi alla violenza.
Gli tremava la voce quando parl. Voi mi state togliendo la vita.
 proprio questo il punto disse la Vergine Scriba in un tono insopportabilmente soave.  il
principio dello yin e dello yang, guerriero. La tua vita, metaforicamente, in cambio della sua. Occorre
mantenere l'equilibrio, occorre fare dei sacrifici in cambio dei doni che si ricevono. Se vuoi che salvi
l'umana, da parte tua dev'esserci un pegno importante. Yin e yang.
Lui chin il capo.
E url. Url finch il sangue gli arross il volto congestionato. Finch gli occhi cominciarono a
lacrimare uscendo quasi fuori dalle orbite. Finch la voce si ruppe affievolendosi in un rantolo
strozzato.
Quando smise, cerc di mettere a fuoco quello che lo circondava. La Vergine Scriba era
inginocchiata davanti a lui, la veste cerimoniale allargata intorno a s, una pozza nera sul marmo
immacolato.
Guerriero, ti risparmierei tutto questo, se potessi.
Dio, Rhage fu sul punto di crederle. La sua voce era cos cupa.
Fatelo disse in tono aspro. Datele la possibilit di scegliere. Preferisco che viva a lungo e
felice senza conoscermi, piuttosto che muoia adesso.
Cos sia.
Per vi scongiuro... permettetemi di dirle addio. Per l'ultima volta.
La Vergine Scriba scosse la testa.
Il dolore lo trafisse come una pugnalata, tanto che non si sarebbe sorpreso di sanguinare.
Vi supplico...
O cos o niente.
Rhage rabbrivid. Chiuse gli occhi. Sent arrivare la morte, come se il suo cuore avesse smesso
di battere.
Come volete disse con un filo di voce.
CAPITOLO 50
La prima sosta di Butch di ritorno dall'ospedale fu lo studio al primo piano della casa principale.
Non aveva idea del perch Rhage lo avesse chiamato dicendogli di lasciare la stanza di Mary. Il suo
primo impulso era stato di mettersi a discutere, ma Rhage aveva una voce strana, quindi aveva lasciato
perdere.
I fratelli erano riuniti nello studio di Wrath, seri e concentrati. E stavano aspettando lui. Quando
Butch li guard, ebbe l'impressione di dover fare rapporto al dipartimento; era bello tornare al lavoro
dopo un paio di mesi in cui se n'era stato con le mani in mano.
Anche se gli spiaceva che avessero bisogno delle sue competenze.
Dov' Rhage? chiese Wrath. Qualcuno vada a chiamarlo.
Phury scomparve. Quando torn, lasci la porta aperta.  sotto la doccia. Sar qui tra un
minuto.
Seduto alla scrivania, Wrath guard Butch. Allora, che cosa sappiamo?
Non molto, anche se sono incoraggiato da un fatto: alcuni dei vestiti di Bella sono spariti. Lei
era un tipo molto ordinato, quindi posso dire che erano solo jeans e camicie da notte, non il genere di
roba che avrebbe portato in tintoria o simili. Il che mi lascia sperare che vogliano tenerla in vita almeno
per un po'. Butch ud la porta chiudersi alle sue spalle e immagin che fosse entrato Rhage.
Comunque sia, tutte e due le case, quella di Mary e quella di Bella, erano pulite, anche se ho in mente
di fare un altro soprallu...
Accorgendosi che nessuno lo stava ascoltando, l'ex sbirro si volt.
Nella stanza era entrato uno spettro. Uno spettro che assomigliava molto a Rhage.
Il fratello era vestito di bianco e aveva una specie di foulard intorno al collo. Aveva fasciato
anche i polsi. Tutti i punti da cui poteva bere sangue, pens Butch.
Quando  entrata nel Fado? chiese Wrath.
Rhage si limit a scrollare la testa avvicinandosi a una delle finestre. Rimase l, fermo a
guardare le tapparelle abbassate.
Sconvolto da quella morte all'apparenza cos improvvisa, Butch non sapeva se proseguire.
Lanci un'occhiata a Wrath, il quale scosse il capo alzandosi in piedi.
Rhage, fratello, cosa possiamo fare per te?
Rhage volt la testa. Guard ciascuno dei maschi nella stanza, finendo con Wrath. Stanotte
non posso uscire.
Ma certo. Resteremo tutti qui a piangere la sua morte insieme a te.
No disse brusco Rhage. Bella  l fuori, da qualche parte. Trovatela. Non lasciatela...
andare.
Ma c' qualcosa che possiamo fare per te?
Non riesco... mi sono reso conto che non riesco a concentrarmi. Su niente. Non riesco
proprio... Rhage spost lo sguardo su Zsadist. Tu come fai a conviverci? Con tutta la rabbia. La
sofferenza. II...
Z si agit, a disagio, lo sguardo fisso a terra.
Rhage volse le spalle al gruppo.
Sulla stanza scese il silenzio.
Poi, con andatura lenta e autorevole, Zsadist si avvicin a Rhage. Si ferm accanto a lui senza
dire una parola, senza alzare un dito, senza emettere il minimo suono. Si limit a incrociare le braccia
al petto appoggiandosi a lui con una spalla.
Rhage trasal, sorpreso. I due vampiri si guardarono. Poi si voltarono verso la finestra chiusa.
Continuate pure disse Rhage con voce atona.
Wrath torn a sedersi dietro la scrivania e Butch riprese a parlare.
Alle otto di sera, Zsadist aveva finito a casa di Bella.
Rovesci l'ultimo secchio di acqua e sapone nel lavello della cucina, poi mise straccio e
spazzolone nel ripostiglio vicino alla porta del garage.
Adesso la casa era pulita e tutto era tornato a posto. Al suo ritorno, Bella avrebbe ritrovato ogni
cosa come prima.
Tocc la catenina di brillantini che aveva al collo. L'aveva trovata sul pavimento, la sera prima,
e dopo avere aggiustato il fermaglio rotto se l'era messa. Riusciva appena ad allacciarla.
Controll per l'ultima volta la cucina, poi scese le scale che portavano in camera da letto. Aveva
ripiegato con cura i vestiti di Bella. Aveva riordinato i cassetti del com e le boccette di profumo sulla
toeletta. Aveva passato l'aspirapolvere.
Adesso apr l'armadio e tocc le sue camicette, i maglioni, gli abiti. Si protese in avanti e
inspir a fondo. Sentiva il suo odore, e quel profumo gli fece male al cuore.
Quei maledetti bastardi avrebbero fatto una brutta fine. Li avrebbe fatti a pezzi con le sue stesse
mani, lasciando che il loro sangue nero lo sommergesse come una cascata.
Con la sete di vendetta che gli pulsava nelle vene, and a sedersi sul letto. Muovendosi con
cautela, quasi temesse di rompere il telaio, si sdrai e appoggi la testa sui cuscini. Sopra il piumone
c'era un quaderno a spirale e lui lo prese. La scrittura di Bella riempiva le pagine.
Zsadist era analfabeta, non era in grado di capire cosa c'era scritto, ma le parole avevano una
bella forma, la calligrafia si arricciava in graziosi svolazzi e ghirigori sul foglio.
E poi, per caso, su una pagina, vide l'unica parola che conosceva.
Zsadist.
Aveva scritto il suo nome. Sfogli tutto il diario con attenzione. Di recente Bella aveva ripetuto
molte volte il suo nome. Rabbrivid al pensiero di ci che aveva potuto scrivere.
Chiuse il quaderno e lo rimise nel punto esatto in cui lo aveva trovato. Poi si volt verso destra.
Sul comodino c'era un nastro per capelli, come se Bella se lo fosse tolto prima di infilarsi a letto. Lo
prese e si rigir il raso nero tra le dita.
In fondo alle scale comparve Butch.
Zsadist balz subito gi dal letto, come se lo avessero sorpreso a fare qualcosa di male. Il che
era vero, naturalmente. Non avrebbe dovuto invadere lo spazio privato di Bella.
Ma perlomeno l'umano sembrava a disagio quanto lui per quell'incontro inaspettato.
Cosa diavolo ci fai qui, sbirro?
Volevo dare un'altra occhiata alla scena del crimine. Ma vedo che ci sai fare, con uno straccio
in mano.
Zsadist gli scocc un'occhiataccia. Perch ti interessa tanto tutta questa storia? Che cosa
t'importa del rapimento di una delle nostre femmine?
 importante.
Nel nostro mondo. Non nel tuo.
Il poliziotto si accigli. Scusami tanto, Z, ma vista la tua reputazione, si pu sapere perch
interessa tanto a te?
Faccio solo il mio lavoro.
S, certo. Allora perch perdi tempo sul suo letto? Perch hai passato ore e ore a pulire casa
sua? E perch stringi quel nastro cos forte da sbiancarti le nocche?
Il vampiro abbass lo sguardo sulla propria mano e, lentamente, allent la presa. Poi fulmin
l'umano con uno sguardo di fuoco.
Non rompermi i coglioni, sbirro. Le conseguenze potrebbero non piacerti.
Butch imprec. Senti, io voglio solo aiutarvi a trovarla, Z. Io devo... Significa qualcosa per
me, okay? Non mi piace quando le donne vengono maltrattate. Ho qualche brutta esperienza personale
con questo schifo di cose.
Zsadist si infil in tasca il nastro di raso e cominci a girare intorno all'umano, stringendo
sempre pi il cerchio. Butch si mise sulla difensiva, in attesa di essere attaccato.
Il vampiro si ferm di colpo di fronte a lui.  probabile che i lesser l'abbiano gi ammazzata,
vero?
Pu darsi.
 probabile.
Z si protese in avanti inspirando a fondo. Non sent odore di paura, anche se il fisico robusto
dell'umano era in tensione, pronto a reagire. Ottimo. Lo sbirro doveva avere le palle se voleva davvero
entrare a far parte del mondo infernale della confraternita.
Dimmi una cosa bofonchi. Mi aiuterai a massacrare i lesser che l'hanno presa? Hai il
fegato per farlo, sbirro? Perch... questa cosa mi manda fuori di testa e non moller finch campo.
Butch socchiuse gli occhi castani. Quello che fanno a te, lo fanno a me.
Io non sono niente per te.
In questo ti sbagli. La confraternita  stata buona con me, e io non mollo mai gli amici, rendo
l'idea?
Zsadist lo squadr da capo a piedi. L'aura che emanava Butch era molto concreta. Tutta lavoro e
impegno. Impegno fino all'ultimo sangue.
Io non so cosa sia la riconoscenza disse il vampiro.
Lo so.
Zsadist si fece forza e gli tese la mano. Sentiva il bisogno di suggellare quel patto tra loro due,
anche a costo di provare una sensazione sgradevole. Per fortuna, la stretta dell'umano fu delicata. Come
se Butch sapesse quant'era difficile, per Z, sopportare quel contatto.
Gli daremo la caccia insieme disse lo sbirro quando lasciarono ricadere le braccia.
Zsadist annu. E insieme si avviarono su per le scale.
CAPITOLO 51
Mary salut agitando la mano quando la grossa Mercedes si ferm davanti all'ospedale. Corse
cos in fretta che Fritz stava ancora scendendo dall'auto quando lei balz all'interno.
Grazie, Fritz! Senti, ho chiamato sei volte Rhage, ma non risponde al cellulare.  tutto okay?
Va tutto bene. Ho visto il padrone nel pomeriggio rispose il doggen.
Lei gli sorrise, raggiante. Bene! E, visto che sono le otto,  ancora presto perch sia gi
uscito.
Fritz ingran la prima e si immise con cautela nel traffico. Ha bisogno di qualcosa?
Lei si allung verso il vecchietto, gli gett le braccia al collo e gli stamp un bacio sulla
guancia. Portami a casa alla svelta, Fritz. Corri pi veloce che puoi. Infrangi tutte le regole del codice
stradale.
Chiedo scusa?
Hai sentito bene. Il pi veloce possibile!
Tutto agitato per quelle attenzioni, Fritz si riprese in fretta e premette il piede sull'acceleratore.
Mary si allacci la cintura di sicurezza, poi abbass l'aletta parasole per guardarsi nello
specchietto. Le tremavano le mani mentre se le portava alle guance e non riusc a trattenere una
risatina, specialmente quando l'automobile sband in curva scaraventandola contro la portiera.
Quando ud ululare le sirene della polizia stradale, rise ancora pi forte.
Chiedo scusa, signora disse il doggen lanciandole un'occhiata. Ma devo sfuggire alla polizia
e forse ci sballotteremo un po'.
Vola via come il vento, Fritz.
Il doggen premette qualcosa e tutte le luci interne ed esterne dell'automobile si spensero. Poi la
Mercedes emise un rombo che a Mary ricord il giro in mezzo alle montagne che aveva fatto nella
GTO di Rhage. Be', salvo che allora avevano i fari accesi.
Si aggrapp alla cintura di sicurezza e grid per sovrastare lo stridore degli pneumatici. Dimmi
che hai una visione notturna perfetta o roba del genere!
Fritz le rivolse un sorriso calmissimo, neanche stessero facendo quattro chiacchiere in cucina.
Oh, s, signora. Perfetta.
Con una sterzata a sinistra evit un minivan, imboccando a tutta velocit una stradina. Dopo
una brusca frenata per non investire un pedone, ripart a tutto gas non appena ebbe via libera. Sbucando
dall'altra parte tagli la strada a un taxi e schiv per un pelo un autobus, costringendo un SUV grosso
come un transatlantico a pensarci due volte prima di passargli davanti.
Il vecchietto era un vero artista, al volante. Un artista alla Jackson Pollock, questo s, ma pur
sempre sorprendente.
A un certo punto parcheggi di colpo in un buco libero. Proprio lungo la strada principale. Cos,
come se niente fosse.
Il coro di sirene adesso era cos assordante che Mary fu costretta a urlare. Fritz, due auto della
polizia ci stanno superando.
Ancora un attimo, signora.
Un'altra auto della polizia pass sfrecciando. Fritz usc con cautela dal parcheggio e prosegu a
velocit sostenuta.
Bello scherzetto, Fritz.
Senza offesa, signora, ma  piuttosto facile manipolare le menti umane.
Mary rise, giocherellando e tamburellando con le dita sul bracciolo del sedile. Il viaggio
sembrava non finire mai.
Quando giunsero al primo cancello del quartier generale, lei stava praticamente vibrando, tanto
era eccitata. E non appena si fermarono davanti alla casa, balz gi dall'auto senza nemmeno
preoccuparsi di chiudere la portiera.
Grazie, Fritz! grid da sopra la spalla.
Non c' di che, signora! grid di rimando lui.
Mary attravers il vestibolo correndo e si lanci su per il sontuoso scalone. Giunta in cima
svolt l'angolo di volata, urtando una lampada con la borsetta. Si volt di scatto e riusc a raddrizzarla
prima che cadesse e andasse in mille pezzi.
Rideva forte quando entr come un ciclone nella camera da letto che divideva con Rhage... Poi
si ferm di botto.
In mezzo alla stanza, Rhage, nudo, era inginocchiato in trance sopra una specie di lastra nera.
Intorno al collo e ai polsi aveva delle bende bianche. E del sangue gocciolava sul tappeto, anche se
Mary non riusciva a capire da dove venisse.
Lo guard in faccia. Sembrava invecchiato di decenni dall'ultima volta che lo aveva visto.
Rhage?
Lui apr gli occhi lentamente. Erano opachi, vuoti. Batt le palpebre e si accigli.
Rhage? Rhage, che cosa sta succedendo?
La voce di Mary parve risvegliare all'improvviso la sua attenzione.
Che cosa... fece lui, ma poi s'interruppe di colpo. Scroll la testa come se cercasse di
snebbiarsi la vista. Cosa ci fai qui?
Sono guarita! Sono un miracolo! esclam Mary.
Corse verso di lui, ma Rhage con un balzo la scans, alzando le mani e guardandosi intorno
freneticamente. Vai via! Lei ti uccider! Si rimanger tutto! Oh, Dio, stai lontana da me!
Mary si ferm, impietrita. Cosa stai dicendo?
Hai accettato il regalo, vero?
Ma come... come fai a sapere di quello strano sogno?
Hai accettato il regalo!
Oh, Ges. Rhage era completamente fuori di testa. Nudo e tremante, sanguinava dagli stinchi ed
era bianco come un lenzuolo.
Calmati, Rhage. Non era certo cos che si era immaginata il loro incontro. Non ne so niente
di questo regalo, ma senti un po' questa! Mi sono addormentata mentre mi facevano l'ennesima
risonanza magnetica ed  successo qualcosa alla macchina.  esplosa, o roba del genere, almeno credo,
non lo so di preciso, hanno detto che c' stato una specie di lampo. A ogni modo, quando mi hanno
riportata di sopra mi hanno fatto un prelievo ed era tutto perfetto. Perfetto, capisci? Non ho pi niente!
Nessuno ha la minima idea di cosa sia successo.  come se la leucemia fosse sparita e basta, e il mio
fegato fosse guarito da solo. Sono un miracolo medico, cos hanno detto!
Trasudava felicit. Finch Rhage non la prese per le mani stringendola cos forte da farle male.
Devi andare via. Subito. Tu non puoi conoscermi. Devi andartene. Non tornare mai pi qui.
Che cosa?
Cominci a spingerla fuori dalla stanza, e quando lei fece resistenza la trascin via a forza.
Che stai facendo? Rhage, io non...
Devi andare via!
Guerriero, adesso puoi fermarti.
La beffarda voce femminile li paralizz entrambi.
Mary volt la testa. In un angolo della stanza c'era una figura minuscola vestita di nero, e da
sotto i ricchi panneggi della tunica filtrava della luce.
Il mio sogno disse Mary in un sussurro. Tu sei la donna che ho visto in sogno.
Rhage quasi la stritol quando la prese fra le braccia per spingerla lontano da s.
Non sono andato da lei, Vergine Scriba. Lo giuro, non...
Non agitarti, guerriero. So bene che hai rispettato il nostro patto disse la figuretta veleggiando
verso di loro; non camminava, fluttuava attraverso la stanza. Va tutto bene. Solo che ti sei dimenticato
di accennare a un piccolo particolare, quando mi hai illustrato la situazione. Una cosa di cui non ero a
conoscenza finch non ho avvicinato la tua compagna.
Che cosa?
Non mi hai detto che lei non pu pi avere figli.
Rhage guard Mary. Non lo sapevo.
Lei annu, stringendosi le braccia intorno al corpo.  vero. Sono sterile. A causa delle terapie.
La tunica nera si agit. Vieni qui, femmina. Adesso ti toccher.
Mary avanz come inebetita, mentre dalla seta dei panneggi emergeva una mano lucente. Dal
contatto tra i due palmi scatur una calda scossa elettrica.
La voce della donna era bassa e forte. Mi dispiace che tu abbia perso la capacit di generare la
vita. La gioia della creazione mi sostiene in ogni momento, e mi addolora molto sapere che tu non
potrai mai stringere tra le braccia la carne della tua carne, che non potrai vedere i tuoi occhi che ti
guardano dal volto di un'altra persona, che non potrai mai fondere l'essenza della tua natura con il
maschio che ami. Ci che hai perduto  un sacrificio sufficiente. Portarti via anche il guerriero...
sarebbe troppo. Come ti ho detto, ti concedo la vita eterna finch non deciderai di tua spontanea
volont di andare nel Fado. E ho la sensazione che questa scelta avverr quando per il guerriero qui
presente giunger il momento di lasciare questa terra.
Cos dicendo, lasci andare la mano di Mary. E lei si sent prosciugata di tutta la gioia che
aveva provato. Aveva voglia di piangere.
Oh, accidenti disse. Sto ancora sognando, vero?  stato un sogno. Avrei dovuto saperlo...
Una risatina soffocata usc dai panneggi della tunica. Vai dal tuo guerriero, femmina. Senti il
calore del suo corpo e sappi che  tutto vero.
Mary si volt. Anche Rhage stava fissando la figura, incredulo.
And da lui, lo abbracci, sent il cuore che batteva nel suo petto.
La figura nera scomparve e Rhage cominci a parlare nell'antico idioma; le parole gli uscivano
di bocca cos in fretta che non sarebbe stata in grado di capirle neppure se fossero state in inglese.
Preghiere, pens Mary. Stava pregando.
Quando smise di parlare, la guard. Lasciati baciare, Mary.
Aspetta fece lei. Ti dispiacerebbe dirmi che cosa  successo? Chi  quella donna?
Pi tardi. Non riesco... in questo momento non ce la faccio a pensare in modo lucido. In effetti,
sar meglio che vada a sdraiarmi per qualche minuto. Mi sento svenire e non voglio rischiare di caderti
addosso.
Mary si butt sulle spalle il grosso braccio di Rhage e lo afferr per la vita. Quando il vampiro
si appoggi a lei, la ragazza gemette sotto il suo peso.
Non appena si fu sdraiato sul letto, Rhage si strapp via le fasciature dai polsi e dal collo. Fu
allora che Mary vide come uno scintillio mischiato al sangue sugli stinchi. Guard la lastra nera. Sopra
c'erano dei frammenti di qualcosa... schegge di vetro? O erano diamanti? Dio, e lui ci si era
inginocchiato sopra. Non c'era da sorprendersi che si fosse tagliato fino alla carne viva.
Cosa stavi facendo? gli chiese.
Manifestavo il mio lutto.
Perch?
Dopo disse lui tirandola sopra di s e stringendola forte.
Sentendo il suo corpo, Mary si chiese se i miracoli fossero davvero possibili. Non i colpi di
fortuna, ma quelli di tipo mistico, quelli incomprensibili. Ripens ai medici che correvano trafelati per
l'ospedale con il suo campione di sangue e i referti delle sue analisi. Risent la scossa elettrica al
braccio e al petto quando la figura vestita di nero l'aveva toccata.
E ripens alle preghiere disperate che aveva rivolto al cielo.
S, si disse alla fine. I miracoli succedono per davvero su questa terra.
Scoppi a ridere e a piangere contemporaneamente, godendosi la reazione tranquillizzante di
Rhage a quello sfogo improvviso.
Solo mia madre avrebbe potuto crederci disse qualche minuto dopo.
Credere a cosa?
Mia madre era una fervente cattolica. Credeva in Dio, nella salvezza e nella vita eterna
spieg Mary baciandolo sul collo. Quindi avrebbe creduto subito a tutto questo. E sarebbe stata
convinta che sotto quella tunica nera, poco fa, c'era la madre di Dio.
In realt quella era la Vergine Scriba. Che  molte cose, ma non la mamma di Ges. Almeno non secondo il nostro vocabolario.
Mary alz la testa. Sai, mia madre mi diceva sempre che mi sarei salvata, che credessi in Dio oppure no. Era convinta che non potessi sottrarmi alla Grazia per via del nome che mi aveva dato. Usava dire che ogni volta che qualcuno mi chiamava o scriveva il mio nome o pensava a me, io ero protetta.
Per via del tuo nome?
Mary. Mi ha chiamata come la Vergine Maria.
Rhage trattenne il respiro. Poi ridacchi piano.
Cosa c' di cos divertente?
I suoi occhi verde-azzurri erano vividi, scintillanti.  solo che V... be', Vishous non sbaglia
mai. Oh, Mary, mia bellissima vergine, lascerai che ti ami finch avr vita? E, quando andr nel Fado, verrai insieme a me?
S disse lei accarezzandogli la guancia. Ma ti dispiace che non possa darti dei figli?
No. Io ho te, ed  l'unica cosa che conta.
Sai mormor lei, c' sempre l'adozione. I vampiri possono diventare genitori adottivi?
Chiedi a Tohrment e Wellsie. Posso gi dirti che considerano John come figlio loro rispose Rhage sorridendo. Se vuoi un bambino, te ne trover uno. Potrei anche essere un pap decente, sai.
Penso saresti molto pi che decente.
Quando si chin a baciarlo, lui la ferm. C' solo un'altra cosa.
E cio?
Be', temo che siamo incastrati con la bestia, ce l'avremo sempre tra i piedi. Ho fatto una specie
di patto con la Vergine Scriba...
Mary si ritrasse. Hai fatto un patto?
Dovevo pur fare qualcosa per salvarti.
Lei lo fiss, sconcertata, poi chiuse gli occhi. Allora era stato lui a mettere in moto tutto quanto: l'aveva salvata.
Mary, sono stato costretto a dare qualcosa in cambio...
Lei lo baci con trasporto. Oh, Dio, ti amo sussurr.
Anche se significa dover convivere con la bestia? Perch adesso la maledizione  perpetua.
Scolpita nella pietra. Per l'eternit.
Per me va bene, te l'ho gi detto mormor lei sorridendo. Insomma, dai, in fondo  carina,
nel suo genere, un po' come Godzilla. La considerer una di quelle offerte "prendi due e paghi uno".
In un lampo gli occhi di Rhage divennero bianchi, mentre la girava posandole la bocca sul collo.
Sono contento che la bestia ti piaccia bisbigli sollevandole la gonna. Perch noi due siamo
tuoi. Per tutto il tempo che vorrai.
Allora sar per sempre disse lei lasciandosi andare.
Abbandonandosi a tutto quell'amore.
...
.
...
FINE.